Guardiani di registratori complessi

Attraverso le macchine elettriche abbiamo imparato a registrare la vita invece che viverla.
Registrare è il nostro lavoro, guardiamo registrazioni nel tempo libero, il più grande tesoro di ogni famiglia sono le sue registrazioni, denaro, ricordi, fotografie, qualsiasi cosa che possa fungere da mattone per questo mondo sintetico che stiamo costruendo.
Da un certo punto in poi della storia umana, abbiamo cominciato a rendere migliori le registrazioni invece che la vita stessa.
Perché?
La nostra risposta emotiva attraverso le macchine, oltre che tiepida, per usare un eufemismo, sta diventando sempre più stereotipata. Ogni film, ogni videogioco, ogni tipo di intrattenimento, a parte rare eccezioni, mostra percorsi che generano reazioni emotive semplificate e incredibilmente simili tra loro. Questi sentieri predeterminati si attuano attraverso cliché estetici e narrativi che mostrano similitudini quantomeno allarmanti. Qualcuno lo ha già notato, ma l'uomo che vive nella realtà ha un vocabolario che contiene una lingua difficile, che presto diventerà sconosciuta.
Chi ha dubbi e li espone incautamente, li vede immediatamente ingigantirsi, qualsiasi cosa di diverso dal pensiero unico viene immediatamente fatta aderire alle peggiori categorie della modernità, quando non addirittura ai peggiori incubi del passato. Chi ha idee diverse dal tiepido corredo emotivo del buonismo da salotto della nuova borghesia cibernetica, finisce subito nelle prigioni trasparenti dell'indifferenza.
La nostra realtà è solo una versione moderna della caverna platonica. Siamo diventati i guardiani di due enormi specchi che stanno uno di fronte all'altro, in mezzo a questi c'è una realtà che si moltiplica all'infinito attraverso immagini elettroniche. La tecnologia è sempre più vicina al corpo, finirà per penetrarlo e presto o tardi per sostituirlo, prima nelle sue singole parti e poi per intero.
L'umanità sta di fronte agli specchi, le persone di fronte a quello di sinistra si rincuorano tra loro pensando di avere un'idea diversa da quelli che stanno di fronte allo specchio di destra. Ai lati degli specchi, tecnici, vicari, politici, spin doctor e semplici guardiani di registratori complessi, sorridono bonari o maliziosamente compiaciuti.
Perché la macchina continui a funzionare l'unica condizione è che tutti seguitino a guardare gli specchi ed agire sempre meno nel mondo reale.
Il pezzo di cuore sano

Quando farà freddo lo saprai
perché il sole di mezzogiorno sarà un regalo inatteso
come il sorriso divertito di una ragazza
per gli occhi di un vecchio uomo.

Strisciando e zampettando
i sentimenti degli altri
come piccoli animali mostruosi
cercheranno di sfuggire all'inverno
attraversando i tuoi spazi
che occuperanno in maniera molesta,
alla ricerca di un sottosuolo
dove divorarsi tranquillamente a vicenda.

L'andare e i cicli delle cose
ti diverranno più familiari
perderai un po' della capacità di stupirti e soffrire
di amare come fanno gli stupidi,
ma quando farà freddo lo saprai
avrai già tirato fuori quel maglione fatto di pietre
e rimesso al riparo il pezzo di cuore sano.
Ogni casa vuota è un invito a partire

Abbiamo svuotato la casa dagli amici
per riempirla di libri
che sono amici
ma sanno smettere di parlare quando sei stanco.

Abbiamo svuotato la casa dai figli
per riempirla di cani
che muoiono prima di deluderti.

Abbiamo svuotato le nostre anime da desideri e possesso
e gli spazi intorno
da suppellettili e mobili,
calamite
per fantasmi e speranze.

Ora non ci resta che partire
ritornare a respirare
e sorridere.
Ode alla tua donna

Nel posto dove il sale non mente
lei si è lasciata andare a dolci amplessi
i vostri corpi si sono accarezzati
come le prime onde del mattino.

Quaggiù le foglie hanno tremato di vergogna
sussurrando la promessa di un giorno
fatto di sguardi assetati di parole.
Così
ho fatto spazio nei miei occhi
senza fatica
come i bambini che incontrano le fontane
dopo aver giocato a pallone.
Il futuro non è mai arrivato.

Lo aspettavamo ma non è venuto. Eccoci quindi con il passato che si ripresenta alla porta di casa, perché il presente è grasso e immobile sul divano, di fronte allo schermino tecnologico. Il futuro ha tardato ad arrivare, anzi per dirla tutta ha superato il livello di ritardo massimo, per cui prima ci siamo immobilizzati nel presente ed ora stiamo cominciando una lenta ma inesorabile corsa in discesa verso il passato.
E di chi è la colpa?
Bambine paladine dei diritti ambientali, fascisti che diventano moderati e cominciano ad occupare le stanze del potere lasciate vuote da uomini d'affari che non si spacciano neanche più per politici.
Il futuro del tagliaerbe, della realtà virtuale, della tecnologia al servizio dell'uomo che risolve tutti i problemi medici o ambientali, non è mai arrivato, mettiamoci una pietra sopra.
C'è la solita vecchia legge del profitto che governa sovrana assistita dal mago denaro che ipnotizza tutti con i pezzetti di carta (ormai diventati numerini elettronici).
Intanto dopo la scelta di determinazione e di libertà personale giovanile attraverso il cambio di sesso,
dopo la mimesi sociale del gay che diventa magicamente cattolico e si sposa in chiesa per erodere un po' di diritti borghesi, che non riesce ad ottenere diversamente.
Spunta una ragazzina che chiede di essere aiutata a suicidarsi perché la sua depressione per aver subito abusi ha raggiunto un livello tale da essere per lei (e il mondo che dovrebbe curarla) insostenibile.
Sembra una società piena di traguardi irraggiungibili quando si tratta di aiutare gli altri.
Intanto il rover su Marte procede arzillo e indisturbato con la pancia piena di prodigi della tecnica e calda energia solare.
È questo il delirio raggiunto dalle nostre scelte liberali? La fine del ragionamento tipo "il corpo è mio e faccio quello che voglio"? Oppure "se devono sporcare in giro tanto vale che lo facciano in un posto assistiti" cioè quello che si diceva dei tossici degli anni 80 nei sert?
Finirà cosi? Non malati terminali ma giovani che non riescono neanche più ad ammazzarsi da soli e chiedono aiuto a papà e mamma? O all'ospedale? Che dovrebbe provvedere perché questa è la democrazia liberale?
Abbiamo ucciso la religione e non sostituirla con un sistema di valori alternativo, ma solo col la dittatura del mercato ci ha portato a questo.
Delirio puro.
Mentre tribù del terzo mondo invadono l'occidente piene di figli che non si suicideranno mai e forti di un bigottismo che poggia saldo su credenze di omoni barbuti tra le nuvole. Ciechi adoratori di libri vecchi di secoli, pieni di dottrine tanto granitiche quanto incompatibili con il presente.
La sostituzione dell'uomo moderno con quello del passato sta avvenendo proprio ora. Siamo noi ad aver mancato l'appuntamento col futuro, giocavamo a carte barando e cercando di approfittare del nostro vicino mentre lui faceva lo stesso con noi. In quelle cloache di città serve del capitalismo, dove ci aggiravamo come topi, mentre le fabbriche si svuotavano, eserciti di agenti di vendita, grafici pubblicitari, programmatori di smartphone, designer, moralmente travestiti da radical chic ma in realtà in cerca solo di vanagloria professionale e profitto.
I figli perfetti del sistema pensavano di essere dei comunistelli da centro sociale di sera, mentre al mattino obbedivano come brave caprette ai dettami del capitalismo.
Abbiamo cercato tutti un futuro che non c'era perché credevamo ci venisse in contro, mentre in realtà spettava a noi crearlo, nella solita vecchia maniera, versando sangue per strada, o quanto meno tirando fuori i coglioni quel tanto che bastava a far vedere che esistevamo.
Oggi ci ritroviamo a difendere i diritti di extracomunitari invece che i nostri perché ci ricordano nostro nonno, che in realtà non centrava un cazzo con loro. E diciamola tutta, nostro nonno anche se controvoglia alla fine si è integrato perché erano gli anni 60 e c'era lavoro e benessere per tutti.
Oltre a questo la tristezza che gli leggevamo negli occhi era un urlo che non è mai uscito, quello di un bambino che vuole tornare a casa, nella sua cultura e nella sua terra...e le 500 cariche di ogni bene che facevano su e giù per l'Italia tutte le estati la dicevano lunga.
È l'allucinazione del capitalismo a sradicare la gente, non le guerre, una volta erano il frullatore e la televisione, oggi sono gli smartphone, ma dietro tutto c'è sempre il miraggio di una ricchezza che non arriverà mai...e i profughi delle guerre sono un numero talmente esiguo che ospitarli non sarebbe un problema per nessuno.
Ammettiamolo, i cinesi non scappano da nessuna guerra.
Tutte le ideologie del ventesimo secolo hanno fallito, non hanno saputo evolversi, si sono radicalizzate e sono scomparse, per poi rinascere come semini malevoli un po' ovunque. La storia del fascismo è tronca, amputata, mentre il comunismo (oggi liberal democrazia turbocapitalistica) avendo vinto può prescindere dalla propria storia e dire "si ok eravamo così ma oggi siamo meglio", trasformandosi in una specie di perversione della sinistra. La destra questo non ha potuto farlo ed è rimasta incastrata nei suoi stessi stereoptipi, in un passato che la qualifica come violenta e reazionaria.
Ma da oggi, come già successe quando le liberal democrazie falliscono, la destra ha cominciato ad esprimersi in maniera non violenta e nelle sedi istituzionali, a partecipare alla vita politica del paese e quello che dice non dispiace affatto alla gente.
Che si fa quindi? Avanti tutta o indietro tutta?
La verità è che tutte le cose ci influenzano, quelle buone e quelle cattive e la rimozione del conflitto che è dentro di noi è una cosa ipocrita.
Parliamoci chiaro, l'italia è stato un paese fascista e i fascisti non erano gli omini verdi dello spazio ma gli italiani stessi, cioè quelli che il giorno dopo hanno tolto la bandiera nera dall'asta e ci hanno messo quella rossa. Bisogna quindi fare i conti con una storia, che nonostante tutti i tentativi, non siamo stati in grado di cancellare. Come un orologio rotto che mostra l'ora giusta almeno due volte al giorno, anche durante il fascismo sono state fatte cose buone per gli italiani e non ammettere questo significa martirizzare i nostalgici e permettergli di continuare a sentirsi tali.
In un paese democraticamente sano chiunque ha il diritto di esistere e manifestare in maniera non violenta e quando la legge impone che quella bandiera, quel movimento, quel saluto o quell'idea siano proibiti, ecco che un piccolo problema di salute diventa un tumore che lavorerà in maniera sotterranea.
Per fare un esempio, non proibisci il partito dei pedofili, ma costruisci una cultura e un paese dove nessuno lo voti. Se invece elimini quella scelta sei diventato una dittaturina molle.
E per inciso l'idea secondo la quale il popolo è stupidino e bisogna metterlo di fronte alle scelte giuste, è proprio dittaturina molle che stiamo vivendo oggi. Idea peraltro non dissimile dalla perversione platonica del "si ok questa è la democrazia, ma è meglio che comandino i più intelligenti".
Purtroppo la democrazia non corrisponde mai ai modelli applicativi della stessa e se vogliamo essere coerenti, un popolo che sbaglia democraticamente ha il sacrosanto diritto di farlo. E per inciso terrorizzare la gente attraverso i giornali di sinistra raccontandogli che se votano a destra tornerà il duce non sta funzionando.
I popoli di tutta Europa stanno democraticamente decidendo di ritornare a valori culturali territoriali, recuperare un po' di sovranità e mettere un freno all'immigrazione clandestina...
Questa è la destra?
Amen.
Ma farla passare per nazismo è un giochetto sporco di propaganda e la gente ormai ha mangiato la foglia.

Colclusioni
Siamo all'empasse, è il solito uroboros sociale.
In realtà ne un vero governo di destra o uno di sinistra farebbero bene al mercato, quindi non rimane che farli scannare tra di loro per sempre, mentre chi viaggia in prima classe continua ad erodergli i diritti come ha sempre fatto e senza che le caprette se ne accorgano e perché?
Perché oggi la gente vuole più soldi non più diritti.

Intanto il rover su Marte procede arzillo e indisturbato con la pancia piena di prodigi della tecnica e calda energia solare.



Perché io so io e voi...



Nella società dello spettacolo il pubblico difende a spada tratta i propri idoli
Come mai reati finanziari ed omicidi a parte, qualsiasi malefatta perpetrata da uomini di talento, viene dalla maggior parte della gente giudicata con una certa indulgenza? La nostra predisposizione al perdono è - di solito -  direttamente proporzionale alla fama comunemente accreditata alla persona in questione.
A quanto pare, per poter continuare a godere da spettatori delle prodezze dei nostri beniamini, siamo disposti a perdonargli quasi di tutto.
Nella società dello spettacolo il pubblico difende a spada tratta i propri idoli. Ho sentito e letto di argomentazioni assurde che riportano a galla i grandi talenti del passato, artisti che sono stati anche dei mezzi criminali, pianisti che si sposavano con le cugine minorenni, il punto di vista di chi li difende è il seguente, se fosse vero che si sono comportati così male, come mai non sono stati puniti?
Si sostiene quindi che se una cosa sbagliata è rimasta impunita, per equità, è giusto che lo resti ancora.
Dalle forme d'arte più alte, agli impieghi che richiedono maggior professionalità, via via sempre più in basso, fino ad alcune discipline artistiche o pseudo tali, dove un certo grado di depravazione sembra addirittura necessario, o quanto meno facente parte di un corredo estetico e stilistico senza il quale, agli occhi degli osservatori più superficiali, non si potrebbe neanche esercitare il talento. Tutto il mondo appare pervaso da questo senso di indulgenza verso la depravazione connessa al successo.
Come mai?

Un sistema di valori alternativo
In ambito occidentale, dopo la grande perdita di "follower" che ha avuto la religione, la grande assenza che si sente è quella di un sistema di valori alternativo.
In più, una certa forma di nichilismo della domenica, si è trasformato da piccolo rettile a grande e imperioso serpente che striscia nelle città e attraverso i cervelli della gente.
Per dirla con Nietzsche dio è morto, io ci aggiungerei però che se non lo sostituiamo con qualcos'altro, rischiamo quantomeno di confonderci un po' le idee.
Era impensabile uccidere un sistema di valori spirituali qualsiasi e sostituirlo con il nulla, quindi cosa abbiamo fatto?
Ad un certo punto della nostra storia il profitto personale è divenuto una religione e ad oggi, due soli sono i generatori simbolici di tutti i valori nella società umana, il denaro e il successo, attraverso questi si ottiene potere con cui si esercita forza bruta sui corpi degli altri. Questa pratica è comune a qualsiasi livello della società.
- Attraverso le amministrazioni e la burocrazia si rallenta o velocizza l'ascesa sociale dei corpi
- Attraverso il successo artistico ci si garantisce indulgenza per le nostre trasgressioni
- Attraverso le divise ci si garantisce l'utilizzo legittimato della violenza
- Attraverso il successo economico si dispone dei corpi degli altri, dal minacciarli di povertà tramite il licenziamento, fino alla promessa di carriera o maggior successo attraverso i favori sessuali.
Che dire quindi di fronte al fatto che il tuo cantante e ballerino preferito era un pedofilo? O al comico stupratore seriale che drogava le sue vittime? O ancora al produttore cinematografico dei maggiori film di successo che, promettendo fama in cambio, forzava le attrici ad avere rapporti sessuali con lui...etc.
Qualche reazione sembra esserci stata. Nel faro "export oriented" delle democrazie occidentali si accusano da un po' di tempo alcuni uomini potenti di aver abusato delle loro posizioni. Un ondata di sdegno borghese ha attraversato il pianeta, più in generale l'umanità intera sembrerebbe essersi fermata per un attimo ed aver finalmente detto: "ma che cosa stiamo combinando?"
Questa piccola rivoluzione, come spesso accade, è nata per le ragioni sbagliate, ma ha avuto - almeno in parte - l'effetto sperato, ha cioè portato all'attenzione mondiale alcune storie incredibili di depravazione legata al successo. Dobbiamo però ammettere che fino a poco prima delle denunce, queste nefandezze succedevano con il bene tacito di tutti i colleghi del malcapitato, i quali dopo le denunce (e probabilmente su consiglio di manager o avvocati) si sono affrettati a salire sul carro degli abusati o sul podio dei difensori della morale. Tutto questo è successo principalmente perché un gruppo di donne e qualche uomo, molti dei quali, prostituendosi non avevano ottenuto il successo promesso, hanno deciso di formare il movimento Me Too e denunciare le persone che avevano abusato di loro...
Ma abusato dei loro corpi o delle loro speranze?
Il mondo si è diviso in due come sempre, i difensori dei beniamini dicevano "non ci credo, stanno esagerando, lo stanno calunnniando" e i nichilisti della domenica sostenevano "tanto si sapeva, è sempre stato così".
Pur ammettendo che la prostituzione e la richiesta di sesso in cambio di favori sono pratiche antiche, dobbiamo comunque sottolineare che nelle società umane, queste prassi spopolano con l'aumentare dei livelli di corruzione, inoltre non producono di certo felicità, tutt'al più appagano qualche appetito.

Il fine è sempre il potere. 
Quando si può, ci si immola sull'altare del sesso per ottenere denaro, attraverso questo si spera di accedere ai piani più alti della società, da lassù si potranno abusare i corpi e smettere di vedere abusato il proprio. Se si è poveri e brutti invece ci si fa abusare attraverso il lavoro, che produce sussistenza ma quasi mai ricchezza o elevazione sociale.
La nostra accettazione di questa esposizione generale al mal uso dei corpi (ab-uso) ha prodotto una generazione di giovani che hanno accettato questa logica distorta ancora più supinamente. Questo anche perché alcune delle vittime degli abusi hanno ottenuto realmente qualcosa in cambio. La logica da lotteria secondo cui nella miriade di corpi abusati tu potresti essere il prescelto, ha finito per prevalere. Piuttosto che fare la rivoluzione, i giovani ormai si recano spontaneamente nei luoghi di sfruttamento del corpo, siano questi i nuovi santuari del lavoro precario (nel caso dei poveri) o gli l'uffici boudoir dei produttori hollywoodiani (nel caso dei ricchi).
In un mondo turbocapitalistico dove ogni cosa diventa precaria appare logico che il lavoro si trasformi in prestazione. Laddove il ragazzo o la ragazza ne abbiano la possibilità, sembrerà a loro una cosa logica il prostituirsi, soprattutto quando esista la promessa di una proporzionalità tra il dolore patito e la ricompensa finale.
Che dire, qui è l'intera realtà umana ad essere un velo pietoso, non è neppure il caso di stenderlo.
Il primo volo

Gli uccelletti non lo sanno
che non è ancora primavera
e tentan
come noi
i loro primi voli.
In questi mezzogiorni
che vanno allargandosi
come le braccia dei papà,
torna il caldo
a sollevarci dai nostri nidi freddi.

Noi svegliandoci
ingenui ed incoscienti
abbiam colpa solo
d'aver tentato un primo volo.

Tendiam le mani indolenzite
e pensando forse
d'esser prediletti,
finiamo spesso per cader
proprio come gli uccelletti.
Il dubbio che frigge a freddo il tuo cervello

Io sono il prato
dove vanno a riposarsi gli assassini
la casa piena di iene dormienti
con il sangue rappreso sugli artigli.
Sono la pace delle donne
dopo la vendetta
e la mancanza di pietà
nel sorriso dei bambini.

Sono la verità
che cola
come il veleno
nelle orecchie tappate
di chi non ha mai voluto ascoltare.

Il dubbio che frigge a freddo il tuo cervello.

Sono la pretesa
la marea di mani
protesa
arrivata fin qui
ad erodere tutto
nell'eremo perfetto che ti eri creato.
L'antica favola delle ghiande magiche



La nostra storia comincia in un villaggio sperduto tra le montagne più alte, un posto piccolo con abitanti ingegnosi e capaci di meraviglie meccaniche. In questo angolo di mondo si produceva molto e i depositi erano sempre stati pieni di cibo e merci di ogni genere. Oltre a questo, grazie ai prodigi della tecnica, per buona parte del lavoro erano d'aiuto le macchine.
Per molti anni non ci furono carestie, inverni particolarmente rigidi o epidemie. La vita appariva quindi meno faticosa e la brava gente di quel villaggio, dopo tanto impegno, si stava godendo un meritato benessere.

A volte però, un solo incontro sbagliato, può rivelarsi peggiore di qualsiasi accidente della sorte.

Un giorno alle porte del villaggio si presentò un mago, fermò il suo carro e alzandosi in piedi fece cenno alle persone di avvicinarsi. Quando gli furono tutti attorno, egli disse che la prosperità, il cibo e i prodotti dell'artigianato locale, non erano stati creati dal loro impegno, bensì grazie al favore di alcune ghiande magiche. Ne mostrò alcune spostando la manica con un rapido gesto, per poi nasconderle in fretta alla vista dei curiosi che si facevano avanti. Tutti gli abitanti rimasero stupiti e ammaliati, soprattutto perché vivendo così in alto e non avendo mai viaggiato, non avevano mai visto delle ghiande.
Egli parlò del grande potere magico di quei frutti, ma anche del loro valore nella vita reale, con esse potevi comprare cose o mangiare all'osteria. In fine aggiunse "sono anche molto più facili da trasportare delle merci che di solito barattate tra di voi".
Il mago notò che qualcuno tra i più vecchi storceva un po' il naso, allora sorridendo bonario si affrettò a concludere, "non vi preoccupate, io vi aiuterò a trasformare questo villaggio in una città, costruiremo altre case, ci sarà del lavoro per tutti e per fare questo vi darò molte ghiande magiche".

Così inizio la maledizione, sotto forma di un'allucinazione collettiva s'impossessò di tutti. Da quel giorno, la vita degli abitanti del villaggio non fu mai più la stessa.

Le persone cominciarono a utilizzare le ghiande per scambiarsi le merci che prima barattavano. All'inizio erano tutti un po' confusi ma dopo poco tempo le ghiande diventarono una consuetudine, un sacco di grano valeva trenta ghiande, un litro di latte due.
Il mago di quando in quando tornava al villaggio e tutte le volte egli apriva il suo grande forziere mostrando la montagna di ghiande che avrebbe elargito. Questa cerimonia aveva davvero qualcosa di magico, dato che suscitava il giubilo di tutti gli astanti. All'inizio erano sorrisi, poi vocii rumorosi, in fine all'apertura del forziere, le persone non riuscivano mai a trattenere delle urla piene di gioia.
Successivamente il mago chiedeva di portare in piazza l'intero ammontare delle ghiande in circolazione, le faceva pesare e sostituiva tutte quelle che erano rotte o andate perdute, con un quantitativo esatto a compensarne il numero iniziale. Di seguito visitava i magazzini del villaggio, faceva caricare sul suo carro molto cibo e merci di vario genere, per poi ripartire sorridente e soddisfatto.

Dato che nel tempo i prelievi del mago si fecero sempre più consistenti, i depositi del villaggio si svuotarono più velocemente del solito, presto ci fu di nuovo bisogno di braccia nei campi. Un'esigua parte della popolazione però, aveva accumulato molte ghiande e sentendosi più ricca degli altri, non andò più a lavorare. I ghiandaioli - così li apostrofavano i loro compaesani per schernirli - sembravano pensare di essere diventati anch'essi dei piccoli maghi in erba. Costoro passavano tutto il tempo nelle loro case, terrorizzati dal fatto che qualcuno potesse rubargli le ghiande accumulate. Uno strano senso di comunanza li faceva sentire uguali tra di loro e diversi dagli altri. Nelle lunghe giornate primaverili i ghiandaioli annoiati cominciarono a prestare ghiande ai lavoratori in difficoltà, per poi chiederne molte di più indietro. In fine non contenti, cominciarono addirittura a fare dei segnetti o a dipingere le proprie ghiande con vari colori, attribuendogli un valore diverso da quello comunemente accettato.
Grazie a tutti questi stratagemmi i ghiandaioli iniziarono ad arricchirsi, comprarono vestiti sontuosi e adornarono le loro case di oggetti inutili. Il resto delle popolazione intanto, andava impoverendosi sempre di più.
Quando le ghiande diverse cominciarono a circolare, si perse il conto di quante e quali fossero le differenze tra i vari valori attributi arbitrariamente a ognuna di esse. Fu il caos generale.

Il mago nel frattempo, era molto indaffarato a convincere anche la gente dei villaggi vicini a introdurre le ghiande magiche, le sue visite quindi si fecero sempre più rade. Tornò al villaggio solo dopo alcuni mesi, si recò all'osteria e quando vide circolare le ghiande diverse, s'infuriò aspramente. Divenne rosso in viso e poi viola, uscì dal locale con passo veloce e salì stizzito sul suo carro. Condusse nervosamente i cavalli al centro della piazza e inciampandosi un paio di volte, si arrampicò sulla parte più alta del carro. La gente gli si fece intorno sorridente come al solito. A quel punto una nuvola coprì il sole, egli ne approfittò svelto e alzando il suo bastone al cielo tuonò con voce cavernosa "d'ora in avanti non avrete più ghiande magiche, presto vi sarà impossibile comprare cibo e merci". Detto questo girò il carro e se ne andò, lasciandosi dietro una piccola folla di visi allibiti.
Nel giro di un paio di mesi ci fu il panico generale, le persone stavano chiuse dentro le loro case, qualcuno diventò ladro, le donne si concedevano per qualche ghianda, un ghiandaiolo addirittura, non essendo più in grado di svolgere alcun mestiere ed avendo consumato tutto il suo tesoro, finì per impiccarsi. In generale tutti divennero rancorosi, diffidenti e impauriti.
La cosa strana è che gli abitanti continuavano a lavorare nei campi, allevare bestie e produrre il nutrimento che li avrebbe sfamati. Nessuno di loro però si sarebbe mai azzardato a prendere il cibo dai depositi, non avendo più le ghiande per pagarlo. La fame che non era mai stata una preoccupazione per nessuno, improvvisamente divenne una piaga.

Alla fine gli abitanti si recarono dal mago, il quale era fortunatamente accampato poco fuori dalle mura del villaggio. Con un lamento di cori strazianti chiesero e scongiurarono il perdono e la pietà del loro benefattore, il quale le concesse ma non senza una penitenza. Egli stabilì quindi che per un po' le ghiande e il cibo sarebbero stati razionati, poi congedò tutti tranne i ghiandaioli.
Al tramonto, mentre gli abitanti del villaggio se ne tornavano rasserenati verso le loro case, si udì in lontananza il mago dire ai ghiandaioli "spiegatemi un po' meglio questa cosa delle ghiande colorate".

Negli anni successivi il mago, non potendo essere sempre presente, concesse ai ghiandaioli d'introdurre, in minima parte e ad un valore inferiore, le ghiande colorate o segnate. In cambio essi gli avrebbero pagato una percentuale e vigilato che nessun altro introducesse nel paese ghiande diverse da quelle pattuite.
I ghiandaioli e il mago decisero di comune accordo di aprire un piccolo ufficio in paese, per i prestiti e gli scambi di ghiande. Questo per altro, fu l'unico dei nuovi edifici che venne terminato in quegli anni (e anche molto in fretta).
Quella riunione tra i ghiandaioli e il mago segnò la fine della fortuna di quest'ultimo, ancora una volta e come già in passato, un solo incontro sbagliato si rivelò peggiore di qualsiasi accidente della sorte.

Il mago morí molto anziano e non sciolse mai la maledizione. In seguito le ghiande si trasformarono in pezzetti di carta o di metallo, più di recente in numerini dentro macchine elettriche. Ancora oggi però, dopo migliaia di anni, nessuno si è accorto che le ghiande sono soltanto ghiande.
10 incongruenze delle democrazie moderne



La premessa è che ogni principio coincide raramente coi suoi modelli applicativi.
Quando questi modelli si scontrano con la realtà, emergono delle incongruenze che sarebbe nostro dovere cercare di risolvere attraverso un dialogo costruttivo.
Bisogna però dire che il livello d'ipocrisia raggiunto dalle democrazie liberali e turbocapitaliste, anche intese come figlie ribelli e imbastardite dei modelli e delle ideologie politiche precedenti, non ha eguali.
Ecco quindi dieci incongruenze sulle democrazie moderne.

1 Questa è la democrazia e se sei fuori non esisti
Le regole imposte dal sistema, oltre che rigide e quasi impossibili da modificare (premessa che si direbbe contraria alle iniziali prerogative di raggiungimento di un sistema democratico) obbligano tutti i cittadini riconosciuti in quanto tali (e nuovi ammessi) all'affiliazione più rigida e senza possibilità di riconoscimento delle differenze e delle singole identità culturali.
Le democrazie come le religioni sono figlie di testi sacri e inviolabili che vengono ritenuti immutabili, pena il disastro planetario e lo scivolamento dell'umanità verso un'orgia di furti, omicidi e quant'altro di peggio possa offrire un mondo senza regole.

2 Se non voti sei il diavolo
Questa è la democrazia, il voto e la scelta tra le opzioni imposte sono obbligatori
Tra le varie leggende:
- se non scegli tra le opzioni imposte sei un anarchico
- se non scegli tra le opzioni imposte il tuo voto va ai cattivi
- se non scegli tra le opzioni imposte sei un irresponsabile
- se non scegli tra le opzioni imposte poi non hai più diritto di parola
etc.
L'idea che qualcuno possa non sentirsi rappresentato non viene neanche presa in considerazione.
Per un deputato qualsiasi non votare se non è convinto di un'opzione proposta è cosa normalissima, mentre un privato cittadino nella stessa situazione incontra il disprezzo di chiunque.
Per altro la democrazia è talmente pingue di formazioni partitiche che non dovrebbe esserci problema a formarne qualcuna che rappresenti ideologie diverse dalle solite.

3 La democrazia è come il poker
L'illusione di poter scegliere, di avere cioè chance di potersi muovere liberamente in un sistema chiuso. Votare in un sistema del genere è come sentirsi liberi guardando la televisione solo perché abbiamo il telecomando (e internet non è altro che un'evoluzione di questo sistema chiuso con un maggior numero di opzioni e un telecomando più complesso).
Dove sta il trucco? Se ti obbligo a votare in un sistema che comprende solo opzioni da me predeterminate, comunque non potrai votare nulla di diverso da ciò che io ho deciso.

4 I numeri non sono sempre l'opzione migliore
Il paradosso di Condorcet o il paradosso del gatto  la volpe. Il gatto e la volpe arrivano e ti fanno "vogliamo il tuo portafogli, votiamo!"
Alzano la mano, loro sono in due, tu uno e si prendono il tuo portafogli.
Anche questa è democrazia.

Reductio ad Hitlerum
Noi siamo la democrazia, chiunque non sia d'accordo con noi è Hitler.

6 Sopra la democrazia solo dio
La democrazia in certi sistemi è ancora schiava delle dottrine religiose. I sistemi democratici stessi sono intesi come delle emanazioni subordinate a ideologie più serie in quanto divine.
Giocate pure alla democrazia bimbi ma alla fine comandano sempre gli omoni barbuti tra le nuvole.

7 Sopra la democrazia solo il denaro
Giocate pure alla democrazia bimbi ma alla fine comandano sempre i foglietti magici caricati di significato arbitrario. Per inciso, ok si vota, ma se non ci sono i soldi non si può fare nulla di quello che è stato deciso, per fare invece quello che è stato deciso dai baroni del capitalismo i soldi ci sono sempre. L'esoterismo monetario come regolatore delle scelte democratiche di un paese e il debito come nuovo totem da sventolare in faccia alle masse e per impaurire chiunque proponga scelte diverse da quelle dettate dal sistema capitalistico.

8 La democrazia è quello che intende il proprietario del giornale
I giornalisti servi al soldo di chi li paga, lavorano continuamente per imporre modelli di democrazia borghese che finiscono per entrare nell'immaginario collettivo del cittadino medio (vedi punto nove) continuando ad indottrinare idioti con opinioni stereotipiche e conformi ad un potere che si vuole realizzato.

9 Democrazia uguale immigrazione
Confondere l'immigrazione con l'ottenimento di maggiori diritti è un'incongruenza tipica delle democrazie moderne. Lo spostamento costante, l'immigrazione a tutti i costi come segno di democrazia planetaria realizzata.
Più che qualsiasi altra cosa il fatto di potersi muovere continuamente, sembra possa garantire un ulteriore e più definitivo sviluppo delle democrazie.
Con il risultato che ad oggi, con l'ineguaglianza sociale che ormai domina gran parte del pianeta, chi  è pezzente e sceglie di spostarsi, lo rimane anche altrove.
Ecco tutti i paradossi e le falsità che ne conseguono
- In tempi antichi l'uomo è sempre stato nomade
Certo perché era obbligato ma appena ha potuto si è fermato dove stava meglio (allevamento e pastorizia).
- le culture migliori nascono dal mix tra culture diverse
Falso esistono e sono esistite culture magnifiche che si sono sviluppate nel pieno isolamento ed anzi sono morte appena sono state contaminate dall'esterno
- L'idea stessa di progresso significa una grande cultura unica per tutti gli uomini delle terra
Falso perché la riduzione e l'omologazione delle culture ad un unica forma è utile solo al capitale e la scomparsa delle diverse identità legate ai valori territoriali sarebbe un disastro.
- Alla fine ci arrenderemo a questo perché è inevitabile
Falso ci sono culture che convivono assieme e a stretto contatto da centinaia di anni e provando ad avvicinarsi il meglio che hanno prodotto sono mostruosità subculturali utili solo al consumismo (bianchi e neri in America).
I cinesi colonizzano l'Europa da secoli ma non si hanno tracce di matrimoni misti.
- Questo destino ineluttabile di un culturalismo mondiale culturalmente appiattito e omologato (anche sessualmente) rappresenta l'idea stessa di progresso sociale
Perché?

La democrazia è un branco
Se nel modello applicativo della democrazia fossero comprese anche delle opzioni che non garbano al potere, la democrazia applicata non sarebbe mai stata messa a disposizione dei poveracci.
In generale un branco buono o cattivo che sia, dovrebbe essere un ambiente dove conviene stare a qualsiasi individuo, il quale una volta uscito dovrebbe rendersi conto di quanto la vita sia dura da soli.
Se invece il branco stesso sbrana o per dirla meglio, fa ostruzionismo economico a chiunque si azzardi ad allontanarsi, quella non si chiama più democrazia e quello non si chiama più branco di animali, ma società umana, che è peggio.
Solo carne

In quella foto vi baciavate
era natale
voi due uniti
come una faccia sola
che se è fortunata vuol dire qualcosa
ma due appiccicate
son solo carne.

Figli di madri single
abbandonati sui pullman
in cerca di padri che si credono Bob Marley
con la bocca piena d'accoglienza
e la famiglia disintegrata.

Pranzo in piedi
cracker e tonno
con i cani sui divani,
i barboni lo sanno bene
nessuna pietá per gli esseri umani.
Una casa che sembra la tua
piena di servi pronti a sbranarsi
i nuovi borghesi
non usan le mani.

Il bacio nella foto di natale
chissà se vi eravate lavati i denti
col dentifricio fatto di ossa
degli animali appena divorati.

In fondo è anche questo amare
la carne e le ossa
che fingiamo di non vedere.

Come un sistema sufficientemente complicato* tende a diventare la realtà


Come fanno i sistemi complicati a diventare la nostra realtà?
Come mai subiamo la fascinazione per le cose complicate?
Cerchiamo di capire come queste prerogative, spesso, insieme alla dittatura del pornocromatismo abbiano prodotto delle realtà, prima sintetiche e poi virtuali, da cui non riusciamo più a divincolarci.

La dislocazione della memoria come emancipazione dal divino
La dislocazione della memoria dall'organico all'inorganico è un fenomeno presente sin da quando l'uomo ha avuto capacità tecniche sufficienti a fissare il proprio sapere su supporti di qualsiasi genere.
Si registrano simboli contenenti sapere per ovviare al problema della morte individuale.
Dio teme il sapere degli uomini, perché attraverso questo essi si emancipano da lui (o almeno tentano di farlo).
Gli Dei di diverse tradizioni puniscono nel peggiore dei modi, mettono in guardia continuamente dalla vicinanza alla luce intesa come sapere. Al punto che il peggiore e più rinnegato di tutti gli angeli della cristianità si chiama Lucifero (da lucis e feros, portatore di luce).
Imitando il modo in cui l'individuo muore per continuare a veicolare il seme che lo genera, abbiamo prodotto oggetti contenenti sapere che ci sopravvivono.
Il sapere contenuto in questi oggetti si somma nel tempo e genera la conoscenza immortale dell'umanità intera.
Prima la parola come simbolo della tradizione orale, nelle epoche in cui il contenitore del sapere era il cervello.
Poi la parola come simbolo della tradizione scritta dal momento in cui il contenitore del sapere diventerá la scrittura.

La genetica dei sistemi complicati
Partendo dalla fonetica e dalle lettere sappiamo che dentro ogni simbolo possono essere contenuti più linguaggi. Il disegno del sapere passato si rinnova nei suoni del presente, il segno del simbolo è la memoria contenuta in esso, il suono che si produce con la bocca per ripeterlo è il canale di trasmissione di questa nel presente.
I simboli contenuti nella tradizione pittorica rupestre, insieme alla voce, costituiscono un sistema ibrido, in parte organico (voce) in parte inorganico (supporto) che determina l'inizio della tradizione e del valore per l'insegnamento. Attraverso i segni e la voce, attraverso il racconto, i vecchi insegnano ai giovani come comportarsi nelle varie situazioni che potrebbero dover affrontare.
Con il tempo si forma un alfabeto di simboli che determina a sua volta una realtà nuova e viva, il linguaggio.
Teatro, musica e molte altre discipline si genereranno da questo sistema di comunicazione ibrido.
L'essere umano rimarrá comunque per moltissimo tempo il componente imprescindibile, l'interpretazione di questi linguaggi da parte del singolo determina il talento individuale, l'arricchimento degli stessi e talvolta il successo personale.
La realtà e linguaggio si influenzano reciprocamente, in ogni caso cio che esiste ed è creato da e per l'uomo, continuerà per molto tempo ad occupare lo spazio maggiore, gli individui del futuro ne saranno custodi e beneficiari.
Lo scopo finale del linguaggio rimane sempre è comunque quello di essere creato e fruito da umani e per umani, tutte le discipline trovano i loro momenti piu alti in questo principio.

Il prezzo dell'immortalità
Il primo grande sbilanciamento avviene con la lingua scritta, in particolare con il libro, un veicolo di sapere che comincia ad incamerare dentro di se la memoria, ma irrigidendola, trasformandola in qualcosa di inorganico.
Il prezzo dell'immortalità è l'irrigidimento, quindi il sapere, da cosa fluida e discorsiva incomincia ad cristallizzarsi.
Da qui in poi la realtà inizia un po' alla volta a modificarsi in base alle esigenze degli oggetti (del sapere o meccanici) che contengono la memoria, la quale in futuro, sarà sempre di più contenuta negli oggetti stessi.
Gli oggetti meccanici come il telaio ad esempio, che nella sua matrice memorizza un disegno, poi gli oggetti meccanici più complessi, in fine lo sbilanciamento definitivo che avviene con gli oggetti da calcolo, i quali, nella loro versione piú moderna, finiranno per sostituire oltreché parte della memoria, la nostra capacità di ragionamento.
Inutile dire che nell'era della religione capitalistica il calcolo e la registrazione (memoria) sono le forme di ragionamento piu privilegiate.

Comincia l'era intermedia degli oggetti che modificano la realtà e finiranno per produrne una loro.

Nel mondo ipercapitalistico il contenitore di memoria con funzioni da calcolatore evoluto, tende a diventare anche lo strumento unico della creatività, dell'insegnamento, della musica e di molte altre discipline, fino al punto che chiunque non lo utilizzi, viene considerato stupido e antiquato.

Il contenitore di memoria più moderno
Gli smartphone in quanto evoluzione ulteriore dei computer e mediatori della realtà, determinano la morte definitiva del linguaggio e della comunicazione emozionale, quella dove si imparano a decifrare le facce i corpi degli altri.
l'oggetto tecnologico non è più solo custode di memoria, tiene in pugno la comunicazione stessa, la genera e la modifica, oggi vengono creati linguaggi appositi per parlare con esso, o per aiutare le macchine a parlare tra di loro, linguaggi sconosciuti alla maggior parte degli uomini ma funzionali alle macchine stesse.

Il tecnico dimentica il proprio linguaggio nativo e diventa pastore di macchine, le quali nella relatà nuova e distorta risultano essere più intelligenti di lui.

Non è più l'oggetto ad adattarsi alle nostre capacità comunicative, siamo noi a doverci erudire rispetto alle sue, le quali oltretutto cambiano continuamente, proprio per tenerci soggiogati.
La macchina ipermoderna, dati i suoi standard così alti di funzionamento, esige dei linguaggi propri, il computer diventa contenitore e fruitore di linguaggi che necessitano noi come discepoli, tecnici e custodi.
Se l'intelligenza umana si riduce a capacità di memorizzazione, velocità di calcolo e probabilità di profitto, dobbiamo necessariamente considerare le macchine come più intelligenti di noi.
Il contenitore di memoria più moderno è un oggetto integrato, che permette svariate attività ma la piú importante è sempre l'acquisto e quest'ultimo è raggiungibile con un click ovunque vi troviate.

Man mano che le "x" per chiudere le finestre inopportune si fanno sempre più piccole, l'acquisto (anche semi-accidentale) diventa una scelta quasi inevitabile.

Un tempo il contenitore di sapere e memoria era un oggetto diverso, generatore si, di spazi sintetici, ma creati comunque nel mondo reale, architettonici, abitabili, che vedevano l'uomo sempre al centro del tutto. I contenitori stessi erano limitatamente contaminati dalla mercificazione, nel caso del libro stampato, poca pubblicità e l'acquisto dell'oggetto in se, quando questo non era liberamente fruibile.
Attraverso i nuovi oggetti si comunica (per ora) ancora con i vecchi linguaggi, ma a una distanza tale da permettere ad intermediari commercialmente agguerriti di inserirsi nel canale a loro discrezione. Di carpire pezzi di comunicazione o di vita privata per convincere o stimolare i comportamenti delle masse ad utilizzo del miglior offerente (più di recente anche in materia di elezioni politiche).
Gli oggetti atti solamente alla registrazione della parola catturavano l'attenzione e ne spostavano temporaneamente l'asse, dal mondo reale a quello immateriale del ragionamento e della comprensione.
Ecco un esempio pratico, si leggono libri e grazie a questi si impara a costruire ponti, poi ci si allontana, si  sperimenta il sapere fin lì accumulato nel mondo reale, mentre si costruisce l'opera avvengono intoppi e si risolvono come problemi veri nel mondo vero. Alla fine c'è un ponte nuovo, grazie al sapere e al genio umano la realtà è migliorata. In seguito si torna a modificare i libri arricchendoli dell'esperienza nuova.
Questa oscillazione dal mondo reale a quello immateriale del sapere simulato, fino ad un certo punto della storia umana ha visto una partecipazione maggiore degli esseri umani, in termini di tempo, alla vita reale.
Ma cosa è avvenuto dopo?

Dal reale, al sintetico, al virtuale
Rivoluzioni agricole ed industriali e poi quella petrolifera. Ad un certo punto il mondo smette di essere una realtà a misura d'uomo, per trasformarsi in un'enorme spazio architettonico a misura di macchine, di cui gli uomini sono manutentori e custodi senza nemmeno rendersene conto.
Si comincia coi carri, poi si passa alle automobili per finire alle macchine elettriche.
Nell'era moderna gli spostamenti mantengono vivo un sistema elettro-meccanizzato il cui sangue é ancora il petrolio, spostamenti che divengono forzati e sono utili al sistema stesso più che all'individuo. Sfruttando la complicità di una sinistra imborghesita e collusa con il potere capitalistico, si provocano ad arte mostruosità come il culto della velocità o dell'immigrantismo come condizione naturale e non forzata. Si scopre cioè che la ricchezza promessa è un buon incentivo per far spostare masse di poveracci, piuttosto che doverli imbarcarli come schiavi.

In pratica gli schiavi di oggi accecati dal miraggio della terra promessa del capitalismo realizzato, il biglietto per diventare schiavi se lo pagano da soli.

Oggetti migliori o uomini migliori?
L'errore è pensare che siano solo gli oggetti e il loro mondo a dover migliorare, mentre dovrebbero essere il nostro essere civili ed il linguaggio a tornare ad evolvere, a tornare cioè ad essere parlato da esseri umani che interagiscono fisicamente tra di loro.
Il mondo reale inoltre, dovrebbe tornare ad essere a misura di uomo e non di macchina.
Oggi l'enciclopedia Treccani inserisce capitoli sul linguaggio da smartphone o coniato dai giovani in ambito tecnologico, perché la modificazione del linguaggio in forme peggiorative viene considerata come una cosa inevitabile dal punto di vista evolutivo.
Ma lo è?

Cyber Uroboro
Su una nave allo sbaraglio non esiste più senso dell'orientamento rispetto al futuro, nessun valore comune.
La realtà è quello che ci capita nei mondi prima artificiali poi virtuali da noi stessi creati.
L'unica legge che vige in questa religione è il profitto, l'unico oggetto di culto è il denaro (per i poveracci) e il potere per chi controlla davvero il gioco.

I colori iperrealistici prodotti prima dall'industria chimica poi da quella del divertimento elettronico, continuano a rappresentare una realtà migliore della nostra ma finta, se cediamo alla tentazione di viverci tutti dentro, chi si occuperà di migliorare il mondo reale?

Oggi noi agiamo modificando la realtà stessa per essere più adatta e quindi più simile a quei mondi finti in cui siamo rimasti imprigionati.

Era già tutto sintetico
Il mondo finto è un mondo comunque esistente, che in qualche modo simula, ma non è più a misura d'uomo, la realtà alterata del mondo capitalistico è inizialmente serva del profitto e delle macchine, tutti gli spazi architettonici sono cambiati per servire questi nuovi padroni. Fabbriche, case vicino alle fabbriche dove ammassare esseri umani, luoghi di smercio e intrattenimento dove spendere gli stessi soldi guadagnati per rimetterli nelle tasche di chi li ha elargiti.

Non importa se sintetica o virtuale, qualsiasi realtà non più a misura d'uomo è inaccettabile.

Si passa dal mondo reale dell'uomo, ai mondi immaginari della fantasia e dei segni (ancora connessi con quello dell'uomo) fino ai mondi sintetici del capitale, per poi finire ai mondi virtuali dei computer e del turbocapitalismo, che hanno come finalità ultima quella di modificare i comportamenti delle masse e far accedere i consumatori all'acquisto in maniera immediata e senza bisogno di spostamenti fisici.
In un mondo dove nessuno trova più un posto dove stare fermo e un'occupazione, le macchine elettriche possono anche stare ferme ma gli uomini non possono più permettersi di farlo.

Il futuro non sarà mai reale
Se i paesi del terzo mondo dovessero riempirsi di cavi in fibra ottica prima che di fognature o scuole, i loro abitanti salterebbero i mondi sintetici del capitalismo, per finire direttamente a quelli virtuali del turbocapitalismo. Le popolazioni di questi paesi potrebbero cioè continuare a morire di fame ma ordinando merce su Amazon.
Il mondo virtuale finirà per uccidere quello sintetico, di cui non rimarranno che le rovine, ma giusto perché i mostri elettrici stiano al coperto.
A un certo punto della storia, quando la produttività e il profitto, per l'importanza da noi arbitrariamente attribuitagli, hanno sostituito la creatività e il genio, è cominciata l'era dei linguaggi tecnici, l'evoluzione degli oggetti invece che dei linguaggi in essi contenuti. Oggi abbiamo creato linguaggi più utili alle macchine che a noi, inoltre da diverso tempo stiamo migliorando i loro habitat invece che i nostri...
è il peggio è, che alla maggior parte di voi, tutto questo sembra inevitabile.

* Per complesso intendo una cosa bella e piena di particolari come un panorama, per complicato intendo una cosa volutamente resa incomprensibile e per ragioni strategiche.


Il concerto dei Pearl Jam 2018 a Milano

La magia del fango, degli anfibi aperti, degli stage diving, dei furgoni e del sudore, si è persa per strada tanti anni fa.
Chitarre suonate dietro la schiena, Eddie vedder che ferma il concerto (come fa spesso) perché ha visto qualcosa che non gli piace tra il pubblico e deve mostrare il suo lato umano, che si arrampica su un traliccio perché tutti si aspettano questo da lui, ma dopo pochi metri scende perché è vecchio.
Poi il peggio il sotto palco i braccialettini arancioni, per gli eletti, ti puoi avvicinare solo se paghi di più.

60 euro per 60 mila persone quanto fa? Per quante date? Un mare di soldi. per guardar suonare i fantasmi della tua giovinezza che provano a fare le scimmie acrobate, come finti poveri con la camicia a quadri che vogliono sembrare te ma sono a 600 metri in un monitor...ed anche lì sembrano lontani, lontanissimi, da te e da quello che provavi per loro.
Assoli lunghi e terribili, tapping ed effetti buttati un po' li a caso, un impianto sonoro e un acustica identici a quelli di Vasco o di qualsiasi altro grande concerto.
Eddie che legge un emotional in un italiano stentoreo che mira a fare tenerezza, sembra un compitino delle medie in lingua straniera,  Si ricorda la prima canzone suonata qui venti anni prima e la ragazza conosciuta durante quello stesso concerto, oggi è sua moglie, la chiama sul palco,
lei sale sul palco mostrando la schiena, ha una giacca con su scritto "Si, a noi interessa. Perché a voi no?" è una risposta a quella di Melania trump, che recava la scritta "A me non importa proprio niente. A te?". Eddie stappa una bottiglia, si baciano, tutto sa di finto e preparato
Le coscienze sono tutte pulite tranne la mia e quella di Cinzia, non potevamo permettercelo questo biglietto ed abbiamo imparato che rincorrere le ceneri di una poesia spenta e giovanile costa anche molto più caro oggi.

P.s. persino gli abusivi che vendono la birra con le bacinelle erano mainstream, mandati direttamente dall'organizzazione con le loro birre che costano come comprarle al bar (6 euro per una bottiglia da 33 di Heineken) se poi prendi le loro fiches, i cosiddetti token (la moneta alternativa che impera da un po' in tutti i grandi eventi fieristici italiani) magicamente te ne avanza sempre qualcuno e dopo il concerto e non te lo rimborsano.
.....ce li saremmo anche infilati in culo ma per quella sera non c'era più spazio.


The Pearl Jam 2018 gig in Milan

The mud, the unlaced heavy-duty boots, the stage diving, the van full of musical instruments and the sweat, that magic was lost somehow somewhere along he road, many years ago.
Guitars played behind the back?!? Eddie Vedder stopping the concert (as he often does) because he does not like something in the crowd and he has to show his human side, again him, climbing on a truss because everyone expects that from him, but after a few meters he came down because he is old. Then the worst, we go near to the stage where all the rich fans with orange bracelets are allowed to stay.
Basic rate ticket is 60 euros for 60 thousand people, how much money is that? For how many tour dates? A sea of ​​money I think.
To watch the ghosts of your youth play like old monkeys and trying to be acrobatic, they are like fake poor men in plaid shirts who want to look like you, but they are at 600 meters, and I see them in a monitor ... and even there, they seem so far away, away from me and what I use to felt for them.
Long and terrible guitar solos, tapping and random effects, a sound system and acoustics identical to those of Vasco Rossi or any other great big concert.
Eddie reads an emotional in a stentorian italian, like homework in front of the class, that aims to inspire tenderness, he remember first song played here twenty years ago here in in Milan and the girl he met during the very same concert, today she is his wife. He calls her on the stage, unties a bottle, they kiss each other, everything looks fake and prepared.
Eddie's wife came up on stage showing her back, she has a jacket that says "Yes We Care Y Don’t U?" is a response to the same jacket of Melanie trump, which says "I really don't care, do u?". Consciences are all clean except mine, I could not afford that ticket and I learned that chasing the ashes of my youthful ghosts costs much money today.
P.Š. even the illegal vendors of beer with their bowls were fake and mainstreamed, they were sent directly from the organization and the beers cost the same at the bar (6 euros for a 33 bottle of Heineken) if you then change your money for fake ones at the box office, the so called tokens (an alternative currency that has been reigning for a while in all the major Italian trade fairs) you will always have some of them in your pocket after the concert and they do not reimburse you.
..... I would stuff them in my ass but  there was no space left for that night.
Solo
A star wars story








Un film divertente e veloce nonostante la durata. Una storia che recupera un po' di azione, vitalità e comicità dai vecchi guerre stellari.
Unico neo, non ho capito come mai negli ultimi film della saga sia tutto basato sul tradimento.
Il lato oscuro della forza ha sempre attirato gli eroi delle storie a cui siamo abituati, ma questi continui e repentini cambi di scena basati unicamente su tradimenti rischiano di far diventare la saga una soap opera.


Some funny and action despite the duration. A story that regain a bit of vitalitism and comedy from the old star wars movies.
Its only weakness is, I do not understand why the new story is aways based on betrayal.
The dark side of the force has always attracted the heroes and we know it, but with these continuous and sudden changes of scene based solely on betrayals, the saga is likely to become a soap opera.

loro 2


Riconfermo la mia analisi del precedente film. Con la differenza che il secondo affonda un po' di più il coltello nella carne.
Due film che vanno visti assolutamente.
L'estetica cinematografica, seppur così alta e piacevole, finisce per confondere le idee dello spettatore.
Era ed è tutto molto più grezzo.

I confirm my analysis of the previous movie. With the difference that the second push the knife into the flesh.
Two films that must be seen absolutely.
The cinematographic aesthetic, so high and pleasant, ends up confusing the viewers' ideas.
In reality everything is much coarse.


You Were Never Really Here


Il fatto che Joaquin Phoenix sia più intelligente di Nicholas Cage non significa che non sia matto quanto lui.
Quando un film non rappresenta più un racconto ma la personale pazzia del primo attore, quel film diventa un documentario sulla personalità dello stesso attore.
Una mattonata sulle palle.

The fact that Joaquin Phoenix is smarter than Nicholas Cage does not mean he's not as crazy as he is.
When a film is no longer a story but the representation of the madness of the first actor, that film becomes a documentary about personality of the same actor's personality.
A brick on the balls.
Loro 1


Film dai contenuti originali ed accattivanti. Una regia personale ed estetica quella di Sorrentino (fin troppo) che finisce per perdonare, per non affondare il coltello nella carne. Un Berlusconi un po' troppo fine ed intelligente, quello rappresentato, quasi romantico e decaduto, come un piccolo intellettuale borghese insomma. Quando stavo per dire "Servillo ancora Servillo!", eccolo di nuovo che riesce a stupire nella sua bravura, è un attore di grande preparazione che si immedesima perfettamente nel personaggio.Tanta estetica quindi, da morirne soffocati o accecati, luci e fotografia perfetti.
....Ma quando è dovuto è dovuto, il film va visto, ed al cinema.
W il radicalismo chic!

Movies with original and captivating contents. Sorrentino had a personal and (too much) aesthetic direction, he will end up forgive rather than punish, he does not push the knife into the flesh. A Berlusconi a bit 'too fine and clever, the one represented, almost romantic and lapsed, as a small and intellectual bourgeois in fact. When I was about to say "Servillo always Servillo!", here it is again that manages to impress in his skill, he's an actor of great preparation that identifies himself perfectly in the character.
So much aesthetic, you could die stuck or blinded, lights and photography are perfect.
.... But when it is due is due, the film must be seen, and at the cinema.
W chic radicalism!
Recensione con spoiler di Avengers: Infinity War


1 Coi tempi che corrono pagare per vedere un film dove metà della popolazione dell'universo (supereroi compresi) muore è uno schifo.
2 Se già Thor Ragnarok faceva pena, vedere Thor che fa il bullo con i guardiani della galassia sulla loro astronave è penoso.
3 D'accordo Iron Man è figo, ma possiamo procedere oltre?
4 Hulk che prende le botte e non riesce a trasformarsi?!?!?!?!?!
5 Pare che i supereroi quando sono da soli prendano solo botte e quando si mettono tutti assieme ne prendano di più.

Che dire un film deludente, anche nell'ottica in cui nel prossimo episodio rinasceranno tutti magicamente. Benedict Cumberbatch e Peter Dinklage sembrano gli unici due andati a scuola di recitazione, tutti gli altri fanno stand up comedy e pescano degli sfottò dal linguaggio e dalle subculture giovanili.
Delusione
Delusione totale.


Review with spoiler, Avengers: Infinity War

1 In times like these if I have to pay to see half the population of the universe (including superheroes) dies, simply sucks.
2 If already Thor Ragnarok was a pain in the ass, see Thor being bully with the guardians of the galaxy on their spaceship sucks.
3 Okay Iron Man is cool, but can we proceed further?
4 Hulk beaten and can not transform himself?!?!?!?!?!
5 It seems like the superhero sucks and when they team up they sucks more.

A disappointing film, even if in the next episode they will all be magically reborn. Benedict Cumberbatch and Peter Dinklage seem to be the only two who went to drama school, all the others seem to stand up as mediocre comedians (and failed superheroes) who wrench each other out using language stolen from youthful subcultures.
Disappointment
Total disappointment.
Quando la virtù ha dormito, si alza più fresca
Nietzsche

Premessa generale
Il corpo esposto a mal uso è un corpo costretto a fare qualcosa che lo umilia, degrada a rango di oggetto, mortifica socialmente, fisicamente o mentalmente.
Nel caso di prostituzione minorile o di persone non capaci di intendere e di volere, non esistono sfumature filosofiche o morali. I tribunali e gli istituti penitenziari sono le sedi di competenza dove risolvere le due questioni specifiche appena elencate.


Poniamo la premessa che qualsiasi corpo esposto a mal uso sia un corpo abusato. Se accettiamo questa condizione, possiamo avanzare l'ipotesi che ogni persona che esponga, o venga costretta ad esporre il proprio corpo a mal uso si sta prostituendo.
Chi osserva il mondo utilizzando la visuale ristretta del monocolo cattolico e borghese, tende a valutare peggio le persone che utilizzano il proprio corpo per far godere altri corpi.
Con l'eccezione dovuta per lo sfruttamento della prostituzione e la prostituzione minorile, è ipocrita e inutile continuare a sostenere che la vera prostituzione, sia più faticosa o umiliante di qualsiasi altro lavoro svolto in condizioni indegne.
Spesso, dietro la grande cortina fumogena di sdegno sociale, c'e l'invidia dei corpi inadatti a forme di prostituzione più redditizia, quelli cioè abusati dal lavoro comune, che per inciso abusa il corpo per molte più ore e non produce più (quasi da nessuna parte) quel surplus di guadagno da destinare al risparmio individuale.

È di questi giorni la notizia di un grande movimento planetario d'indignazione delle prostitute irrealizzate. Le persone che si sono cioè prostituite sessualmente tentando la scalata sociale, ma senza successo. Agli occhi dei meno ingenui sembra l'ultimo tentativo disperato dei perdenti, di ottenere quel po' di visibilità residua da destinare a teatri più poveri di pubblico.
C'è anche una minoranza di attori o attrici anziani, qualche sportiva e qualche reginetta di bellezza, le quali, ormai ricche e al sicuro, scoprono (sempre troppo tardi) di avere una moralità. In seguito, probabilmente su consiglio dell'avvocato o dell'agente di turno, si affrettano a denunciare i fatti presunti di anni prima (sempre e più che altro ai media) perché in tal modo non corrono il rischio di rimanere invischiati in vicende altrui, o di essere giudicati da tutti per quello che sono realmente.




'When virtue has slept, it will arise again all the fresher
Nietzsche

General Premise
The body exposed to misuse is forced to do something that humiliates it, degrades it to rank of object, mortifies socially, physically or mentally.
There is no moral or philosophical nuance in the case of minors or non compos mentis persons. Courts and penitentiary institutions are custom offices to solve the two specific issues listed above.


Let us assume that any body exposed to misuse is an abused body. If we accept this condition, we can advance the hypothesis that any person who is forced to expose his body to misuse, is a prostitute.
Whoever if we observe the world using the narrow view of the Catholic and bourgeois monocle, we tends to evaluate worse, all the people that are using their own body to enjoy other bodies.
With the exception of exploitation and child prostitution, nowadays it's hypocritical and useless arguing that real prostitution is more laborious or humiliating than any other case of unworthy working conditions.
Often, behind the great smokeless curtain of social anger, there is the envy of bodies that are unsuitable for more profitable form of prostitution, those who are abused by common work, which by the way abuses the body for many hours and no longer produces (almost nowhere) that gain surplus that became individual savings.

The big news today is the great planetary movement of indignated and unrealized prostitutes. People who are failed trying social climbing by prostituing themselves. In the eyes of the less naive among us, it seems the last desperate attempt by some losers, to get a residual visibility in poorer public theater.
There is also a minority of older actors or actresses, some sportsmen, and some beauty queen, who by now are wealthy and safe, then they discover (always too late) to have a morality, so probably on the advice of their lawyer, they hasten to report the alleged facts of previous years, releasing media interviews. In this way they don't run the risk of staying entangled in others' affairs, or being judged by everyone, for who they really are.