Angel's death


Nei pomeriggi caldi stavo accucciato e sorridente sul divano.
In quel salotto semibuio dove gattonavo giocando con la luce che filtrava bianchissima tra le tapparelle. Un piccolo spettacolo di polvere che sembrava neve, e la mia giungla privata tra le piante di gerani mi bastavano.
Crebbi, e il dio scatola magica si impossesso di me, mia nonna era già sua. La mia nonna bionda e toscana, alta, austera e sorridente, come un modello di bellezza e invincibile.
"Gira, che sta per cominciare", era tutto perfetto.
Fu su quel divano che conobbi il diavolo, fu li, che l'ego prese per la prima volta il sopravvento sul mio senso morale. Era l'inizio di una nuova vita, terribile e sconsiderata, una corsa senza fine su uno spedder imperiale di Star Wars.
Attraverso il televisore, Il veleno caldo del consumismo sfrenato superava barriere e mari, pronto a infrangersi contro il mio paio di Jeans Jesus. Un po' di solletico e poi caldo, li, proprio li, dove non si poteva toccare. Imbarazzo, rossore, speriamo che nonna non mi veda. Anni dopo avrei dimenticato quel disagio, quando entri in confidenza con i tuoi vizi diventi presuntuoso e strafottente, e ti senti a tuo agio mentre deragli nei posti più impensabili.
Beh, allora come adesso, il controllo totale non era un'impresa che credevo possibile. Era questa la strategia, godersi il piacere, cercando per quel che si poteva, di dissimularlo. affondato li tra i cuscini e in posizione più bassa rispetto alla visuale della nonna, mi sentivo al sicuro.
Ah che pomeriggi, rischio, eccitazione, paura, e sentimenti nuovi, avevo mille fidanzate e non ero geloso di nessuna, dovevo solo scegliere sul postalmarket. Poi avevo gli appuntamenti fissi, Daisy Duke, Linda Carter, etc...
Ma c'è n'era una tra tutte, una madrina che oggi voglio ricordare, la mia prima vera musa infernale, la prima volta che ho sgranato gli occhi, la prima volta che mia nonna mi ha detto "tutto bene?" (altro che cuscini). Il sole biondo dei miei primi pensieri erotici, lei Fara Fawcett. I più cauti tra gli adulti la definivano "troppo", per me era la regina.
Muore così, e io la voglio commemorare, una bellezza bollente e bionda che vivrà dentro di me per sempre, come le girelle.
L'ho amata e voglio ricordarla così, bella e forse anche un po' terribile, come me.

Ho visto la morte su facebook

Ho visto la morte, per la prima volta a trentacinque anni.
C'è qualcosa di nuovo è diverso in lei, è veloce. Più veloce di un gruppo di persone che corre attorno a una ragazza, lei è stesa a terra, è ferita. Vedo del sangue ma non sembra grave. Passa un attimo che mi illude, quel momento è un secondo di verità in una vita che non è la mia, poi il sangue esce più forte dalla bocca, dal naso, dalle orecchie e c'è una strana reazione collettiva, la gente cominica ad alzare la voce, poi urla, urlano come i macachi, sembra una litania di allarme, come un coro esoterico. La paura di Neda Soltani aumenta e i suoi occhi guardano a destra e a sinistra velocemente, chiedono aiuto, cercano qualcosa, alla fine la parte più calda di lei esce fuori con l'anima, e lei muore li, davanti ai miei occhi, su facebook, ed io mi vergogno.

E' già cominciato e io so che continuerà, indifferentemente, di notte, o di giorno, in molti momenti casuali della mia vita futura. Quel filmato mi tornerà in mente e mi lascerà li, di fronte a una finestra o a un muro o peggio a un monitor. Per un tempo che non riuscirò a contare, solo io, senza dio, niente vittime e colpevoli,
con questa mano
dentro
che stringe.

Grizzly man


Le emozioni dell’individuo istrionico sono espresse intensamente e inoltre sembrano esagerate, prive di spontaneità, false; chi sta loro vicino ha la sensazione di assistere costantemente ad una recita. Spesso rispondono a eventi minimi con pianti incontrollati, rabbia, scoppi d’ira o collera. L’espressione esagerata delle emozioni da parte di tali pazienti può condurre gli altri ad accusare l’individuo di simulare questi sentimenti.
Sono individui esageratamente bisognosi di affetto e attenzioni, poiché spesso ne sono stati deprivati in tenera età. Vivono con un costante timore di essere abbandonati e mantenere una relazioni con loro richiede molta pazienza e disponibilità.
La terapia del disturbo istrionico è molto difficile. Una certa efficacia possono averla interventi psicoterapeutici cognitivo-comportamentali a medio-lungo termine (da 1 a 2 anni), che sono comunque consigliabili.
Sempre grande
Sempre grande
Sempre grande
Werner Herzog

No time to lose, got my VAT number


Siccome non ho tempo da perdere ad argomentare le ragioni per cui un film è brutto peggio che l'altro questa volta vi segnalo due film assieme e scrivo una recensione unica così ottimizziamo per usare un po' di quel linguaggio-vaselina da finti manager che ci sta avvelenando tutti.
Torniamo a noi, altri supereroi sfigati, senza poteri o che non sono capaci a usarli, tu pensi che entro metà film impareranno, invece quelli rimangono sfigati. Ci dev'essere un calo di lavoro pure nel loro settore, ma che fanno? prendono gli stagisti? Hollywood mi ha preso prigioniero un'oretta ma è colpa mia. Il titolo è PUSH, una vergogna.
Son lì che devo solo decidere se si può guadagnare il primato di film più brutto dell'anno, quando ecco che arriva "Mille anni di buone preghiere". Una lentezza e una pochezza allarmanti, vederlo fino alla fine è una roba da maestri di Tai Chi con la sigaretta in bocca. Allora piantate un bel chiodo sul soffitto di una stanza vuota, legateci un cordino e al fondo di questo un bel mattone, ma fate in maniera che il mattone arrivi più o meno all'altezza della vostra testa, fatto? ok, ora bendatevi e lanciate il mattone, poi girate per la stanza bevendo rum, dopo un po' il mattone dovrebbe beccarvi. Ecco se anche il mattone ci mettesse un oretta, sarebbe comunque un'ora spesa meglio che passandola a guardare "Mille anni di buone preghiere".
Come faccio ad avere tanta pazienza?
Boh...ci aggiorniamo!

The international



The international è un bel film, in certi punti mi ha ricordato quel cinema glorioso alla Gene Hackman pieno di spie e di corse contro il tempo o "I giorni del condor" di Sydney pollack e tutto quel filone che piace solo a certi onnivori come me. L'azione e la suspence si mescolano in un crescendo ben orchestrato e Clive Owen (Sin city, Il figlio degli uomini, The bourne identity...) fa la sua parte, sempre superenergico e con questa recitazione tutta di palle che risulta così avvincente nei film di questo genere.
Per la serie il cinema che informa di più del TG, la vera chicca del film è un dialogo illuminante tra Andrea Barbareschi e i protagonisti, una bella denuncia dei retroscena ipotetici del signoraggio internazionale.
Ve ne riporto un estratto.



N: Ma perchè la banca impiega tanto capitale e tante risorse nella vendita di questi missili?

L: E' un test, le armi leggere sono le uniche usate nel 99% dei conflitti mondiali e nessuno ha la capacità di fabbricarle in modo più veloce e a prezzo migliore della Cina.
Il fine che Scarsen sta perseguendo è quello di fare della ABBC l'unico broker delle armi leggere cinesi vendute nel terzo mondo. I missili sono la transazione di entrata.

C: Si ma, miliardi di dollari investiti solo per fare il broker? Non ci può essere tanto guadagno per loro...

L: Noo, figuriamoci se mirano a guadagnare dalla vendita di armi...mirano al controllo.

N: Controllo del flusso di armi, controllo del conflitto.

L: Noo, no no no no, la ABBC è una banca, il loro obbiettivo non è il controllo del conflitto, è il controllo del debito che il conflitto produce. Vedete, il grande valore di un conflitto, il vero valore, sta nel debito che genera, se controlli il debito, controlli tutto quanto. Voi lo trovate inquietante vero? Ma è questa la vera essenza dell'industria bancaria, fare di tutti noi, sia che siamo nazioni o individui, schiavi del debito.

Taser: To, ciapa lì.



Nota:
Nella locandina c'è un fotomontaggio (pessimo) di Clive Owen e Naomi watts ritratti in una sparatoria all'interno del Guggenheim, ma nel film, in quella scena, lei non è presente.

About a son


Ho ripensato Sid Vicious e Jhonny rotten che facevano i capricci e non si volevano andare a curare i denti, ho ripensato ai Big Black, ai Butthole Surfers e agli Scratch Acid. Ho ripensato a quella bella signora che mi disse che i migliori ballerini di tango possono anche essere dei rozzi scaricatori di porto, ho pensato che la mia grunge era solo una divisa e che anche traducendo un pezzo dei Nirvana in italiano avrei scoperto che non aveva senso perchè era solo disprezzo e provocazione, ho pensato che Courtney Love era una merda di groupie che non cercava altro che una rockstar da fottere, ho pensato che alla fine Kurt Cobain era pure un po' stronzo, ho pensato che mi rimangono le stanze vuote, mi rimangono i Melvins e che ho ancora tanta voglia di riascoltare In utero che è un capolavoro.
Ho ripensato alla frase che Kim Gordon dice a Kurt Cobain in quel film orrendo di Gus Van Sant.
...e poi o messo il cervello in una bacinella di camomilla e mi sono messo a dormire
che tanto di Kurt Cobain non ci avevo capito una sega.

Ponyo sulla scogliera


Ci sono due modi sbagliati di fare critica, se parliamo di cinema. Uno è fare i riassunti, non li vuole leggere nessuno, è come vedere un trailer che spiega tutto il film, quindi smettetela deficienti! L'altro è sdilinquirsi troppo a tessere le lodi di...
Non vi dirò dunque nulla su Hayao Miyazaki, a parte che, se vi mancasse qualcosa andate a cercarvelo, io ho visto tutto e di certo ne sono molto soddisfatto.
Detto questo, il film è un po' troppo lungo, succedono troppi pochi imprevisti per considerare la trama abbastanza avvincente, e dopo un po', di questa overdose di tenerezza e bacetti finiscono per esaltarsi solo le donne gravide. Di sicuro andrebbe bene per i bambini piccoli, senonchè il linguaggio usato non è così elementare. Quest'ultimo, potrebbe forse essere un problema relativo alle solite traduzioni incerte, parlando di animazione, le lingue asiatiche ne hanno sempre sofferto (aimè). In ogni caso non mi è sembrato che un bambino piccolo potrebbe capirci molto, a parte i disegni bellissimi.
Va comunque visto è vale i soldi del cinema (meglio se al lunedì)

Nota personale: Sono sempre stato un grande appassionato delle rese cromatiche e di animazione molto realistiche, tipiche dello Studio Ghibli. In Ponyo sulla scogliera, nelle sequenze dove l'acqua diventa densa come l'olio e il tratto molto spesso, lo stile delle animazioni regredisce quasi ad uno stato infantile, a mio parere questa scelta toglie un po' di forza alle scene d'azione.

Man on wire



Questo documentario è un piccolo capolavoro di poetica, un film sulle motivazioni dell'arte, sulla dedizione con cui i geni si impegnano in cose che per noi sembrano assurde ma che finiscono sempre per dare ragione a loro.
la storia di Philippe Petit è meravigliosa, e riscoprendola viene voglia di rispondere a quel suo inchino, così, giusto per salutare un vero artista.
Per quanto ne so, per ora il film non esiste in italiano, ma è molto comprensibile e vale davvero la pena vederlo, molto bello.

Philippe Petit: I didn't have any "why." To me it's really so simple: that life should be lived on the edge of life. You have to exercise rebellion. To refuse to taper yourself to rules, to refuse your own success, to refuse to repeat yourself, to see every day, every year, every idea as a true challenge, and then you are going to live your life on the tightrope.

Il trailer

La ragazza sul ponte



Titolo originale: La fille sur le pont
Nazione: Francia
Anno: 1999
Genere: Drammatico
Durata: 1h e 30'
Regia: Patrice Leconte

la ragazza sul ponte è una bella storia d'amore,
L'amore come paura, rischio e azzardo. Nella passione ci si ferisce, e si prova anche un po' di piacere. Un sadomasochismo leggero e fruttato, alla francese, dove colano piccole venature rosse di sangue a colori sopra una fragola in bianco e nero. Una bella vicenda, vitale e senza giudizi morali. Insomma il film che la tua ragazza ti obbliga ad andare a vedere ma che poi alla fine (dentro di te) dici "non era neanche così male".
Mi dispiace solo di non averlo visto tempo fa, nel 99' di sicuro quella colonna sonora era più attuale e quella certa aria di nonsochè Felliniano sarebbe riuscita ancora a farmi sognare.

THE WRESTLER



Titolo originale: The Wrestler
Nazione: U.S.A.
Anno: 2008
Genere: Azione
Durata: 105'
Regia: Darren Aronofsky

The wrestler l'ho guardato. A chi non perde nulla, questo film ricorderà molto Homeboy, un vecchio film di Mickey Rourke. Lo Star System americano continua a stupirci confezionando trame ad hoc, questa qui è cucita su misura intorno alle intemperanze di uno dei nostri birbaccioni preferiti. Grasso, pieno di steroidi e drogato, con la faccia rovinata dalle plastiche cosa poteva recitare? Se stesso. Eroe decaduto e senza affetti che procede dritto verso l'autodistruzione. Meglio è, se il film te lo produci da solo, ci infili un po' di sano buonismo americano, un po' di violenza e due tette.
In giro siamo talmente in tanti a perdere che di sicuro ci piacerà.
Considerando come passo le domeniche rimane comunque un film da vedere.
(e dimenticare)

L'Onda



Titolo originale: L'onda (Die Welle)
Nazione: Germania
Anno: 2008
Genere: Drammatico
Durata: 107 min.
Regia: Dennis Gansel

L'Onda è un film incredibile, con un grande valore culturale e penso che tutti gli studenti del mondo dovrebbero vederlo.
E' assurdo dirlo, ma questo film ci svela come sia possibile diventare fascisti, quasi senza rendersene conto. Come le divise, l'ideologia di gruppo, e i valori positivi più basilari, quando vengono condivisi in maniera fanatica, generino l'isolamento nei confronti di chi non è partecipe, di come diventino quasi da subito un'oligarchia per poi allargarsi e assumere velocemente i connotati di una dittatura.
Ad un altro livello, l'Onda ci dimostra anche quale forza aggregativa, manipolatoria e di grande penetrazione dei cervelli abbiano fenomeni come Il potere di gruppo che si ottiene attraverso la disciplina, i linguaggi specifici coniati per asservire l'ideologia (il saluto etc.), e il coinvolgimento del gruppo in attività creative sponsorizzate o che sponsorizzino l'ideologia stessa. Tutte cose che a me stranamente fanno pensare al lavoro negli uffici, cose che lasciano di sicuro il segno, ed anche in tempi molto brevi.
Al bravo Dennis Gansel, regista del film, va il grande merito di averci fatto vedere questi concetti attraverso una lente nuova. Rispetto agli argomenti trattati, guardando L'Onda, si finisce per non condividere, ma si capisce anche come ci si possa cadere. In ultima analisi, il film ci mostra anche le vulnerabilità di certi soggetti più problematici, a volte sono proprio questi ultimi, che diventano più facilmente dei fanatici di storture ideologiche di questo genere. Grazie a questo film si dovrebbe davvero capire molto sui regimi storici di un certo tipo, ma forse, anche solo delle convinzioni di certi ultras da stadio dei giorni nostri.

Gozer's Limbo (racconto cyberpunk)



— Sveglia! Svegliaa!

— Dove ti trovi?

— Ahhahahaha dove mi trovo io?
Certo che sei una forza, già mi piaci.
No, non alzarti, intanto ti spiego un po' di cose. Ti trovi al Campo Gozer, devi aver trovato un passaggio dal Centro C.I.S.A.B.E., a giudicare dal colorito della pelle e dagli occhi rossi, dovresti esser passato sotto la piscina dell'antilatte, le bollicine sul bordo piscina avranno attirato la tua attenzione, sei un tipo sveglio! Per forza un po' ne avrai bevuto, un po' tanto direi.
Molti di quelli che vedrai qui hanno usato lo stesso passaggio, bisogna trattenere il fiato per almeno due minuti nuotando là sotto, alcuni ce l'hanno fatta, li conoscerai. Per tua fortuna avevi ragione su quel passaggio. La grata rotta che hai trovato porta ai filtri e da lì al centro di riciclaggio, smaltimenti e infine scarico che è da dove sei uscito, giusto sopra il livello in cui ti trovi ora. Ogni tanto faccio ancora qualche giro da quelle parti nella speranza di trovare qualche disperso, a volte mi va bene.
Sai che quella grata l'ho rotta io quattro anni fa scappando?
A proposito, sono Mauser e qui sei tra amici, sappiamo tutti cosa hai passato.
Ti sei appena ripreso e di sicuro non ricorderai molto per un po', niente di grave non preoccuparti, riposati, la memoria tornerà. Sarai stato già abituato al sapore dell'antilatte, nei centri C.I.S.A.B.E. te lo avranno fatto bere dopo le esercitazioni di hacking ma durante la fuga ne hai bevuto troppo, è per questo che ti senti confuso.
Ora comincio a darti delle tracce così ricomponi un po' il quadro, è necessario però che ti alzi su e stai seduto, dovresti cercare di vomitare un po' di quella roba.
Adesso ti trovi fuori dal Centro di preparazione per giovani esper, sei evaso, se eri lì significa che hai poteri particolari ma di questo ce ne occuperemo più tardi. Tutti quelli che vedi...

— Coff, uarr, cogh, coff, coff,

— Ok ok, qui nella bacinella dai, non muoverti troppo.

— coff, coff, ma che fai?

— Recupero l'antilatte che stai vomitando, lo rifiltreremo, tu ne hai fatto un'overdose ma quaggiù è utile ne usiamo parecchio sai?

— Mi chiamo Paul...

— No, non ce l'hai un nome da hacker? Un nick che usavi in rete quando eri fuori...

— Mmmmh...Black, lake, Blacklake...

— Ok, fammi pensare...
Ci sono! Locker! Da oggi sei Locker, non dire a nessuno il tuo vero nome così non sarai identificato, sai nel caso in cui catturassero qualcuno, noi siamo tutti merce preziosa per le multinazionali, e i centri C.I.S.A.B.E. farebbero di tutto per riaverci e terminare la preparazione.
Benvenuto a campo Gozer, questo posto non ha mai avuto più di una ventina di persone e tu sei un grande avvenimento, sei il ventunesimo. Ho cambiato il tuo nome perché qui la regola è che tutti hanno un nome strambo che finisce per “er”, così se ci perdiamo ai livelli superiori possiamo ritrovarci.
Bene direi che ora puoi alzarti e darti una lavata sei vuoi.

Furono queste le prime parole che mi rivolse Mauser, scoprii tempo dopo che era un esper di quinto livello, il massimo, poteva farti davvero male alla testa se voleva, aprirla per vedere quello che avevi dentro, e questa non era che una delle sue tante abilità. Oltre a questo mi dissero che era l'unico ad essere anche un jumper, si sapeva difendere insomma. Doveva avere sui quattordici anni quando lo conobbi, aveva l'aria di un gatto e sembrava molto agile. Scoprii che tutti gli altri jumper erano come lui, a parte le gambe. io invece ero magro e molto debole appena uscito dal Centro, non è che prima fossi meglio, ma il Centro di certo non mi aveva fatto bene. Ero stato allevato così per sei anni, per essere debole, per non tentare di fuggire. All'epoca avevo tredici anni e da un pezzo non vedevo altro che i bocchettoni delle macchine per la nutrizione sulle pareti dei lunghi corridoi semibui del centro. La barretta commestibile che mi diede Mauser fu un gesto di amicizia e piccolo passo avanti verso la ripresa. Presto avrei assaggiato altro, sapori che avevo dimenticato e me li sarei presi con la forza invece di aspettare che uscissero da una macchina. Per ora quel sogghigno del mio nuovo amico e mezza barretta divisa con lui dentro quella grotta con una tenda come porta, mi potevano andare bene come nuovo inizio.
Il giorno dopo Mauser venne di nuovo a trovarmi.


— Locker! Locker! Sveglia! Dormiglione, lei è Mother e gestisce la serra.

— Ciao.

— Ciao.

— Comincerai da li, con le ragazze, oggi io esco con qualche jumper, gli hacker hanno già fatto metà del lavoro e ci copriranno da qui. Mother ti darà un po' di chiarimenti su quello che facciamo qui per sopravvivere. Qua intorno c'è quasi tutto il necessario e quello che ci manca, diciamo che ce lo procuriamo ai livelli superiori.
Dai uno sguardo in giro e fatti un'idea, rimettiti in forze. Imparerai un po' di coltura idroponica forzata, poi vedremo di capire quale sia la tua specialità e se sarai all'altezza potrai restare. Vedi di non metterci molto, presto avrai due scelte, o torni su o stai coi Gozer. Ciao.

— Ciao.

— Non farci caso se c'è un po' di pubblico deve fare subito il duro, vieni...ah ti ho portato questa, assaggia!

— Cos'è?

— Una mela, beh insomma, la cosa che più gli si avvicina da queste parti ah ah...

— Grazie.

— Nulla, sai Mauser pensa che sei speciale, era un po' che non tornava più dallo scarico dell'antilatte con qualche sopravvissuto, penso sia l'eccitazione, poi sei il ventunesimo, e qui...

— Si, conosco la storia...

— Beh in ogni caso lo penso anche io ora che ti vedo, sei strano, hai uno sguardo sveglio, e poi sei carino. Andiamo?
Dovremo attraversare le tende dei jumper quindi stammi vicino. Cammina, se ti parlano non rispondere, e non incrociare lo sguardo di nessuno, non salutare, la maggior parte dei jumper che sono qui hanno subito potenziamenti fisici ma cerebralmente sono...come dire...un po' fuori.
Torniamo a noi, allora, come avrai notato ti trovi in una struttura sotterranea, tanti anni fa qui sotto passavano treni, la gente li prendeva per spostarsi dovunque. Man mano che l'inquinamento ai livelli superiori è cresciuto, i livelli inferiori come il nostro, sono stati destinati allo stoccaggio di rifiuti di qualsiasi genere...Ah dimenticavo le razioni, eccotele, prendi.
Ecco cosa facciamo qui. Di solito tramite la rete spostiamo dei crediti, falsifichiamo ricevute e compriamo merce varia, sciocchezze in confronto a quello per cui ci preparavano nei Centri. Se facciamo delle buone incursioni, i jumper salgono e ritirano la merce. Hai l'aria di essere un hacker, penso che per testare le tue abilità Mauser ti farà presto fare una piccola incursione, quindi tieniti pronto.

Dopo un lungo pezzo di cammino in mezzo a binari bui a tratti rischiarati da qualche piccola lampada a gas, vidi davanti ad alcune tende, quelli che probabilmente erano i jumper. Si stavano mettendo ginocchiere e protezioni varie per salire in superficie, a giudicare da come si preparavano per l'impresa, questa doveva essere un po' più complicata di come me l'aveva descritta Mother. Poi uno di loro mi si avvicino, ricordo il salto impressionante che fece, un unico salto dalla sua tenda a me, e c'erano almeno otto metri. Le gambe erano simili a lunghe zampe di rana ma il corpo era quasi come il mio, solo con muscoli un po' più grossi e tesi, quando lo ebbi di fronte cercai di non far trasparire dal volto lo stupore e lo spavento che mi esplosero dentro. Grazie a quelle grosse gambe, l'essere che avevo davanti doveva misurare almeno tre metri di altezza. Stava li, accovacciato sopra di me, a fissarmi spaventoso, imponente e leggermente ondulante, sorridente nella sua danza crepuscolare di rettile.

— Come ti chiami? Come ti chiami?

— Continua a camminare Locker...

— Locker? No direi Bambi, hey Bambi, sanguini?

— Stai lontano, lascialo stare Tiner!

— Fammelo toccare, voglio vedere se è di carne...

— Se lo tocchi lo dico a Mauser...

— Gne gne gne gne gne, vado a dirlo a Mauser...

— Va via!...Locker continua a camminare!

— Bastardo... Tiner ha il potere di farmele girare davvero
Ok, dicevamo... le razioni, hai due razioni al giorno, l'antilatte ti serve per le incursioni in rete. Qua ci sono vecchi terminali ovunque, le zone dalle quali ci connettiamo sono considerate ad alto rischio dai server dei livelli superiori, gli indirizzi da cui arrivano i nostri segnali sono considerati sporchi, quindi prenderai dei neurovirus è garantito. Per adesso non ti servirà, ma bevi sempre l'antilatte dopo che ti connetti, ti serve per ripulirti dai virus, non scade mai quindi ricordati di risparmiarlo se riesci.
L'altra razione giornaliera a cui hai diritto sono le barrette, di tutto il commestibile che riusciamo a recuperare facciamo una pappa, aggiungiamo farmaci contro i veleni tossici delle discariche qui intorno e la trasformiamo in barrette con quel macchinario laggiù. Questo è quello che mangiamo dal lunedì al venerdì, cioè sempre. Quando si può al sabato o alla domenica, che possono venire un giorno qualsiasi, mangiamo la roba che coltiviamo noi ragazze nella serra, e se siamo fortunati beviamo vera acqua. Eccoci, la serra.

Uno spettacolo incredibile di colori si parò davanti ai miei occhi, mi ritrovai davanti a una grossa cupola sotterranea illuminata a giorno e in parte piena di vasche. Alcune ragazze si muovevano lì intorno, raccogliendo piccoli frutti, spostando le lampade verso piccoli arbusti o spingendo carriole piene di concime. Là crescevano piante alte e basse di ogni genere come le avevo viste solo nei monolibri, la vita riempiva tutta l'area di un verde selvaggio e rigoglioso. Il mio naso si apri spontaneamente come un fiore, mi sentivo come se stessi bevendo e tutti i muscoli della mia faccia si distesero. Il sorriso di Mother mentre mi guardava fu il mio battesimo e la prova per tutti i presenti, che potevo essere uno di loro.
Ero felice e pronto a riacquistare le energie che avrei riutilizzato con entusiasmo per fare quel lavoro meraviglioso e pulito che è coltivare la terra. Nel frattempo mi stava ritornando la memoria, scelsi di confinare i ricordi più brutti in una stanza piccola al fondo del mio cervello, ritrovai infine un po' del mio benessere naturale.
Mauser fu molto generoso, in realtà non lo vidi per tre giorni e per tre notti durante le quali dormii nella serra con le ragazze, al sicuro, in questo paradiso dove l'ingresso ai jumper era vietato. La mattina del quarto giorno Mauser si ripresentò.

— Ciao Locker!

— Ciao, che hai in faccia?

— Storia lunga, ho bisogno di te...

— Ti seguo.

Mentre me ne ritornavo di nuovo verso la zona buia con lui mi girai e vidi qualche sorriso e timidi cenni di saluto da parte di nuove facce amiche. La gratitudine che provai nei confronti di Mother e quelle ragazze insieme al ricordo di quei pochi giorni, più avanti mi avrebbero concesso tutta la forza di cui avrei avuto bisogno per fare il mio lavoro, ero pronto.


— Hai recuperato qualche ricordo? Sai qualcosa in più sulle tue abilità?

— Si.

— Allora? Che mi racconti?

— Penso di avere una certa forza persuasiva con i sistemi...

— Un altro hacker? A posto, ne ho già a pacchi, sarà il caso che sfoggi qualche dote un po' più particolare se vuoi restare, a proposito hai deciso?

— No.

— Fermati! Guardami, devi farlo ora, io non posso tenerti qui se non sei utile al campo e in questo momento ho un grosso problema da risolvere.

— Ok, diciamo che adesso facciamo quello che dobbiamo fare, se io lo faccio bene ho passato l'esame, se no me ne vado.



— Bene, vieni con me, mentre camminiamo ti spiego...
Ieri ci hanno beccati, ho tre jumper fuori, dispersi. Quattro hacker stanno cercando di localizzarli da qui. Quei tre ci hanno coperto la fuga ieri, ora non so dove siano, non mi do pace. Gli hacker stanno facendo il possibile ma il livello superiore è enorme, ci vuole troppo tempo e io non ne ho...so che sono in pericolo.

— Loro non possono chiamare?

— Cazzo ma Mother no ti ha spiegato nulla? Quasi tutti jumper sono potenziati fisicamente e hanno qualche dote telecinetica ma niente altro, niente impianti monoculari. Di solito si occupano di trasporto o impegnano i metropoliziotti. Loro sono i pedoni, sono sacrificabili e lo sanno ma io non amo perderli, io non amo perdere nessuno.

— Ho capito.

— In mezzo ai dispersi c'è Tozer, il secondo ad essere evaso dopo di me, siamo molto amici. Questo è il tuo esame Locker, vedi cosa puoi fare.
Ok ci siamo, devi connetterti a questo terminale, hai l'antilatte con te?

— Si.

— Senti, è un po' che non usi il tuo impianto monoculare ti avviso che potrebbe darti...

— click
….
….
….
click, trovati!

— Eh?

— Ho bisogno di un altro terminale...

— Come hai fatto? Sono passati solo pochi secondi...
Aspettami chiamo gli altri hacker possono esserci d'aiuto...dove stai andando?

— Più su, mi serve un terminale più vicino...

— Vuoi aspettare? chiamo gli altri con la radio. Tiner, Gizer, Pitcher, venite qui subito. Locker? Non so sei ancora pronto, dimmi cos'hai visto?

— Sono in una cella di stasi nel distretto di metropolizia 8, li stanno sondando uno è morto penso si chiami Lizer, non c'è tempo, la tastiera di quel terminale è rotta e ho bisogno di una linea meno sporca per non farmi rintracciare subito, se qualcuno degli hacker mi può coprire faccio due incursioni simulate e passo dal PC del locale di manutenzione degli ascensori. Per entrare ho già impostato le clonotracce dovrebbero confonderli abbastanza per permetterci un po' di vantaggio, ma qualcuno deve coprirmi e occuparsi dei programmi di sorveglianza.

— Mauser, eccoci qua. Me ne occupo io della sorveglianza, conosco il posto, c'è solo un vecchio Tankmaster, ma chi cazzo è questo qua?

— Sono Locker.

— Gizer hai la planimetria del distretto di metropolizia 8?

— Si, eccola che arriva.

— Bene dovremo passare più o meno da dove passate voi. Torno su con i jumper rimasti, proviamo a farli uscire e poi passiamo dai cunicoli sotto la fossa dell'ascensore, da là sotto c'è un passaggio per questo livello.
Se mi ci ritrovo vicino potrei spaccare quel vecchio PC, vi taglierei fuori io, prima che vi brucino, tanto dagli ascensori devo passarci comunque.

— Non sarà necessario! Potrebbe tornarci utile.

— Ma chi cazzo è questo genio? Tu mi stai sul cazzo! Cosa sei un droide?

— Bene Pitcher allora sarai il suo sherpilot, lo assisterai in rete, così se gli succede qualcosa sappiamo chi sarà il prossimo a starci sul cazzo a tutti quanti.

— Jumper con me!

All'improvviso dalle zone di buio che avevamo intorno i jumper vennero fuori veloci come dei ragni giganti, feci di nuovo fatica a trattenermi, ma notai qualcosa di diverso sui loro volti, erano seri, molto seri. Guardai tutto il gruppo per un attimo e tutti videro lo sguardo di esitazione nei miei occhi. Allora Tiner, che era dietro le mie spalle, mi appoggio la mano sulla testa e disse “locker!”. Tutti i jumper in quell'istante cominciarono ad emettere un brusio, gli altri hacker e Mauser mi guardarono sorridendo. Io dovevo avere un'espressione davvero strana sul viso perché tutti risero a crepapelle, quando capii che questo era una specie di segno di approvazione da parte dei jumper, accennai anch'io ad un breve sorriso insieme a tutti gli altri. Stavamo per andare in battaglia.

— Locker, per il primo pezzo ho l'auricolare, se puoi dammi tutti i dettagli che riesci, conosco quel distretto adesso, ma non voglio sorprese.

— Posso spegnere il contenimento della camera di stasi e bloccare tutti i sistemi di sorveglianza per trenta secondi, puoi passare da dove abbiamo detto ma non ho idea di come puoi fare a entrare nella camera di stasi dalla tromba degli ascensori, cos'è quello?

— Gomma esplosiva, ok stop, siamo all'ingresso, da qui in su comincia il secondo livello, non posso farti andare oltre, questo e il terminale più pulito, biglietteria della vecchia metropolitana. Pitcher te lo affido, mi raccomando.

— Mh...tranquillo, basta che non si esalta sto coglione...

— Locker, ho un monoculare criptato lo setto sulla frequenza di trasmissione del tuo, può darsi che a scatti vedrai qualche frame di quello che vedo io ma non ci conterei, ci sono troppi disturbi là sopra.

— Buona fortuna.

— Anche a voi.

Eccoli i frame, ci sono e me li faccio bastare. Pitcher mi copre le spalle e i lati, tiene gli occhi sugli angoli e fa pulizia, passiamo attraverso qualsiasi cosa come due raggi al plasma, i sistemi di sorveglianza, i bancomat, le telecamere degli hotel, sembra che niente ci possa fermare e io sento che è così. É uno strano sherpilot rude ma efficace, mi sembra di fare quello che so e mi sembra di essere il più bravo.
Dai frame intermittenti della soggettiva di Mauser lo vedo correre di fianco ai jumper sui tetti del primo livello, schizzano nella notte come dei gatti neri di pece, silenziosi e velocissimi.
Qui cominciano i ricordi di una nuova vita che conserverò gelosamente.
Prima di uscire dalla fessura di quel vecchio portone della metropolitana Mauser mi ha sussurrato nell'orecchio “se mi succede qualcosa di a Mother che le voglio bene.”
Non ti succederà niente amico..niente.

Uovazze alla Billy the kid



Ingredienti:
tre uova
una zucchina
una noce di burro
una fetta di Emmenthal

Tagliare la zucchina a fette, grilgiarle e tenerle da parte. Far sciogliere la noce di burro in una padella piccola e cuocere le tre uova all'occhio di bue. Durante la cottura, disporre la fetta di Emmenthal sopra le uova e infine le strisce di zucchina grilgiata. A Billy the kid piaceva mangiare questo piatto direttamente dalla padella, condito con pepe nero e sale.

pezzo consigliato per la preparazione

Tortino so far



Ingredienti per quattro persone:
400 g. di farro
Insalata belga
Una pera
80 g. di gorgonzola
Un cucchiaino di paprika
Pepe nero in grani (una manciatina)
Un cucchiaio di salsa Worcester
2 cucchiai di olio d'oliva.

Mettete il farro a cuocere, poi tagliate a pezzetti molto piccoli la pera. Una volta tagliata anche la belga, mettetela a rosolare in un wok con il gorgonzola, due cucchiai d'olio d'oliva e la salsa Worcester.
Fate scaldare a fuoco basso la pera tagliata aggiungendo la paprika, un pizzico di sale e i grani interi di pepe nero; lasciate ridurre il tutto fino ad ottenere una salsa abbastanza lenta ma omogenea. Una volta cotto, unite il farro con la belga e lasciate mantecare tutto assieme per almeno un minuto. Togliete il wok dal fuoco e disponete quanto ottenuto in quattro coppette, quando il tutto sarà tiepido rovesciatele e terminate la preparazione guarnendo il piatto la salsa precedentemente preparata.

Pezzo consigliato per la preparazione

Pollo alla Royale



Ingredienti per quattro:
Quattro pezzi di sovracoscia di pollo
Tre scalogni, una testa d'aglio, olio di oliva
Origano, lauro, rosmarino, salvia
pepe bianco in grani, sale, salsa di soya
Un avanzo di bottiglia di Château La Tour del 57'
Quattro grosse patate

Mettete il vino con le spezie, la testa d'aglio schiacciata ma in camicia e lo scalogno tagliato non troppo fine in una pirofila a bordo alto. Aggiungete i pezzi di pollo e massaggiateli, coprite e lasciate riposare una notte. L'indomani mettete la parte più abbondante del vino speziato in un pentolino, tagliate grossolanamente le patate e infornatele con il pollo in una pirofila da forno aggiungendo un po' del vino speziato e olio come base di cottura. Cuocete a 170° per 45 minuti. Con il vino rimasto nel pentolino preparate una salsa a fuoco lento aggiungendo un po' di farina per addensare e un po' di salsa di soya per contrastare il sapore acidulo tipico dei vini francesi. (ahahahah)
pezzo consigliato per la preparazione

Vanishing Point



Titolo originale: Vanishing Point
Nazione: U.S.A.
Anno: 1971
Genere: azione, drammatico
Durata: 98'
Regia: Richard C. Sarafian

Un cult movie, che ha il primato di essere stato come Easy rider uno tra i primi film con una colonna sonora che per l'epoca potremmo definire rock. Uno strano viaggio senza meta, un film che parla della fine dei sogni post woodstock, una storia che parla dei reduci delle guerre personali, quelli che ne escono sempre sconfitti, ma quando hanno perso tutto possono anche scegliere di uscire di scena come meglio credono. A guardarlo oggi e senza una cultura da road movie risulta un film strano, lento caldo e drogato. Ma vederlo non costa niente, tanto la domenica è una palla. Una versione alternativa del film include degli spezzoni girati di notte in cui compare una giovanissima Charlotte Rampling nel ruolo di un'autostoppista. Questa parte, colma il vuoto tra la sera in cui Kowalski è inseguito attraverso il confine tra California e Nevada, e la mattina successiva, quando arriva a Cisco. La versione statunitense corrente del DVD di Punto zero include sia la versione originale che la versione alternativa. Il film ha inoltre inspirato il glorioso quinto album dei Primal scream Vanishing Point (1997).

L'uomo dell'anno



Titolo originale: Man of the year
Nazione: U.S.A.
Anno: 2006
Genere: Commedia
Durata: 115'
Regia: Barry Levinson

Sembra quasi che Robin Williams sia di nuovo in forma. In un film che sembra fatto apposta per lui ci svela qualcosina sulle verità degli aspetti politici della vita del suo paese e lo fa da comico, fingendo che le verità gli scappino. Il risultato è che al cinema tutti ridono, io pure. Una storia simpatica, ma da metà in poi, piena di scollamenti e non scevra da certi clichè Hollywoodiani come la storiella d'amore tra il presidente e la donna comune (un po' forzata) o il manager che infarta e rischia la vita, un Cristofer Walken che ormai recita solo se stesso e continua ad incitare il protagonista come se fosse il suo allenatore di football. Un film dove a volte la simpatia supera l'intenzione di fare satira. Nei momenti in cui Williams parla di vera politica sembra che le battute gliele abbiano scritte, ma ci fa ridere lo stesso. Quello che c'è di buono da dopo metà film si perde tra la storia d'amore e il thirller zoppicante. Rimane comunque un film ironico nei dialoghi, pungente e con qualche buon spunto.

Triplo gioco



Titolo originale: The Good Thief
Nazione: Gran Bretagna/Francia/Canada/Irlanda
Anno: 2002
Genere: Drammatico
Durata: 108'
Regia: Neil Jordan

Rifacimento di Bob il giocatore (Bob le Flambeur-1955) di J.-P. Melville. Ottima la fotografia di Chris Menges, ed anche la musica di Elliot Goldenthal, un film di un regista molto sottovalutato un bel action movie che non ha nulla da invidiare agli ormai scoppiati oceans n°. Ultimamente è raro vedere produzioni europee con cosi largo dispiego di mezzi. Una storia cruda e piena di realismo ma che a tratti riesce anche ad essere ironica, un film denso appassionante e completo. Lo consiglio a tutti quelli che amano i film sui gangster e il gioco d'azzardo ma sono stufi di quelli già visti. Un grande Nick Nolte, sono pochi gli antieroi come lui.

The History Boys



Titolo originale: The History Boys
Nazione: Gran Bretagna
Anno: 2006
Genere: Commedia, Drammatico
Durata: 104'
Regia: Nicholas Hytner

Una fastidiosissimo clone gay dell'attimo fuggente.
Intellettualmente antipatico, infarcito di citazioni letterarie e pregno di una banale mancanza di moralità, insegnata e appresa insieme alla menzogna come la porta d'accesso per la più alta forma di saggezza del vivere.
Una scuola dove gli allievi molestano e si lasciano un po' molestare. Mentre vengono educati come dei lord e usano la propria presunta superiorità per dominare con il loro erotismo intellettuale una serie di docenti sessualmente frustrati. Vederlo fino alla fine è stato uno strazio. Spero che niente di tutto quello che succede in questo film abbia una qualche lontana attinenza con la realtà.

The Darwin Awards



Titolo originale: The Darwin Awards
Nazione: U.S.A.
Anno: 2007
Genere: Avventura, Commedia
Durata: 94'
Regia: Finn Taylor

Ci sono alcuni piccoli film geniali che possono passare inosservati.
The Darwin Awards è uno di questi. Un'oretta e mezza di divertimento assicurato, una bel viaggio negli aspetti più tragicomici della stupidità dell'essere umano. Sopratutto risate, ma anche un po' di love e un ottimo cast. Gli ingredienti per una buona commedia ci sono tutti.
Curioso per certi aspetti di regia e innovativo per l'originalità del soggetto. La vera particolarità di questo film è che le cose strane che vedrete potranno sembrarvi incredibili, sappiate sin da ora che alcune di queste sono successe davvero, se non ci credete guardate qui Un saluto al simpatico e forte Chris Penn che nel film compare per l’ultima volta sullo schermo, morto a soli 40 anni il 24 gennaio del 2006.

Grindhouse



Titolo originale: Grindhouse - Death Proof
Nazione: U.S.A.
Anno: 2007
Genere: Thriller, Drammatico
Durata: 115'
Regia: Quentin Tarantino

Se questo film è immondizia di serie B, pattumiera degenerata con ragazze libidinose, stronze, dure sboccate e incazzosissime. Si vede lamiera, violenza, pellicola rovinata, fotogrammi mancanti. Il peggio del peggio del cinema di quel Tarantino che mi aspetto sempre uguale e che non stanco di rincorrere la sua passione per questi titoli sconosciuti degli anni 70' torna a scavare nei meandri del cinema dimenticato dal mondo, i film grindhouse. Quentin è un maniaco, ma quando la smette?
Una storia che sembra la puntata di un telefilm brutto, violenza gratuita ma ancora più esagerata del solito, il tripudio del delirio veloce e del massacro. Perchè mi è piaciuto tanto? Perchè mi è piaciuto tanto? Perchè mi è piaciuto tanto?
Grazie Quentin,
Alleluja fratelli MASSACRE!Grindhouse

L'infiltrato



Titolo originale: Breach
Nazione: U.S.A.
Anno: 2007
Genere: Thriller, Drammatico
Durata: 111'
Regia: Billy Ray

Hanno i loro tabù anche gli americani, uno di questi è: prima che si possa parlare di fatti politici poco chiari con un minimo in più di chiarezza deve passare un po' di tempo. Tra cinque anni faranno un filmetto su due tizi che si telefonano uno da un ufficio segreto e l'altro alla casa bianca e si diranno "è per domani, si tiriamo giù le Twin Tower...no no usiamo il missile mascherato da aereo e poi diamo la colpa agli arabi". Per adesso se ne parli per strada in Italia ti ridono in faccia, in America esce un invasato da dietro un angolo con una calibro 45 e la bandiera in mano e ti fa un culo come un paiolo. Ma in futuro il mondo farà la solita faccia del "io lo sapevo" e il tizio con la 45 cercherà un'altra ragione patriottica per fare la festa a qualcuno. Ah la recensione, filmetto poco godibile, con un copione inconsistente e troppo statico. La vicenda è poco emozionante. Tratto da un fatto realmente accaduto. Ecco il nuovo filone d'oro dei soggetti cinematografici americani, la storia dei loro servizi di intelligence e i guai che hanno dovuto superare per diventare il baluardo della democrazia mondiale.

Pirati dei caraibi


Titolo originale:
Pirates of the Caribbean: At worlds end
Nazione: U.S.A.
Anno: 2007
Genere: Azione/Avventura
Durata: 168'
Regia: Gore Verbinski

Lungo, noiosetto? Da vergognarsi, con un budget tale risanavi l'economia dell'Africa. La storia è penosa, difficile da seguire, zoppicante e piena di momenti odiosi come l'incitazione pre-battaglia o le frasi da film di pirati degli anni cinquanta come "tieni lo sguardo sull'orizzonte". Personaggi a briglia sciolta che non sembrano seguire un copione ma recitare la parte del pirata improvvisando, pare che Johnny Deep sia confuso e stonato, continua a recitare la parte di Edward mani di forbice e nella veste di pirata un po' zingaro e gay non c'entra proprio niente. Si ha l'impressione che reciti da solo per tutto il film. Gli altri gli dicono "A" e lui risponde quello che vuole, al cinema tutti ridono io ho voglia di alzarmi e andarmene.

In fuga da Buenos Aires



Titolo originale: Crónica de una fuga
Nazione: Argentina
Anno: 2006
Genere: Thriller
Durata: 102'
Regia: Adrián Caetano

Ancora storia, di quella che non si insegna nelle scuole. Il cinema di recente sente di più questa responsabilità, meno male, grazie ai coraggiosi. La pecca di questi film è che sono quasi sempre duri, difficili e non comodi. Prendersi il piccolo impegno di guardarli comunque, significa avere una coscienza migliore delle cose mostruose che sono state fatte dagli uomini in certi periodi storici. Tra il 1976 e il 1982, durante la dittatura militare Argentina, migliaia di cittadini sono stati torturati, gettati vivi in mare e fatti sparire. Un film ben fatto, secco, essenziale nella scelta di non mostrare la violenza nel dettaglio. Un film sulla brutalità ma senza il gusto sadico (tipico un altro tipo di cinema) di condividere con gli spettatori i metodi della violenza. Una scelta che risulta corretta e ancora più incisiva.

Porco rosso



Titolo originale: Kurenai no Buta
Nazione: Giappone
Anno: 1992
Genere: Animazione,
Durata: 93'
Regia: Hayao Miyazaki

Porco rosso è un bellissimo film di animazione, una storia piena di poesia e colori.
Il grande sforzo che è stato fatto per il dettaglio e la riproduzione dei paesaggi mediterranei va premiato. Incredibile lo studio del segno sugli aerei dell'epoca*. Una vicenda coinvolgente, avvincente e veloce. I personaggi di Hayao Miyazaki, come sempre hanno la forza di diventare reali. mentre la storia procede ci si identifica in loro e in certe reazioni fisiche che sono stupefacenti per la rassomiglianza con quelle umane. Ottima la regia, bel tratto, dettagliato ma essenziale, come la resa della prospettiva e del movimento.

*Miyazaki è nato nel 1941 durante la guerra. Era il figlio del padrone di una fabbrica che costruiva punte per le ali degli aerei giapponesi Zero della seconda guerra mondiale. E' cresciuto circondato dagli aeroplani il che spiega il suo amore per il volo.

Ghost son



Titolo originale: Ghost son
Nazione: Italia, Sudafrica, Spagna, Gran Bretagna
Anno: 2006
Genere: Drammatico, Thriller
Durata: 96'
Regia: Lamberto Bava

Bava è il cognome giusto per decretare il requiem del cinema horror italiano. Beh gli accademici di questo genere mi sparerebbero (fuori sync), con schizzi di pomodoro e ragazze che urlano ininterrottamente. La realtà è che questo film è troppo facile, anche se ben confezionato, benissimo direi. Troppo facile perchè la madre col bambino satanico nella pancia è un soggetto di sicuro effetto, ma troppo sfruttato in passato. Lo spettatore gode di grandi momenti di suspance, grazie all'ottima regia, ma certe cadute come il bambino che vomita a getto continuo in faccia alla madre ricordano più Scary movie che altro.

I figli del secolo



Titolo originale: Les enfants du siècle
Nazione: Francia
Anno: 1999
Genere: Drammatico, Romantico
Durata: 95'
Regia: Diane Kurys

Un film sull'amore maledetto degli artisti, sulla passione e sugli ideali. "C'è sempre un po' di Romeo e Giulietta in ogni storia". Grazie a questo standard la gente è abituata a vedere l'amore vero solo dove le cose vanno a finire male. I film migliori sull'amore sono quelli dove qualcosa rimane inespresso, c'è un lasciarsi per poi ritrovarsi che è ciclico e finisce sempre in catastrofe. Scritto splendidamente e con una Juliette Binoche che sarà bellissima e brava per sempre, I figli del secolo è un film tutto sommato bello e scorrevole, anche per chi sta aspettado invano il prossimo Die hard.

L'ombra del potere



Titolo originale: The good shepherd
Nazione: U.S.A.
Anno: 2006
Genere: Drammatico, Thriller
Durata: 167'
Regia: Robert De Niro

Il target di questo film è l'intellettuale medio, se volete sapere ma neanche troppo questo è il film giusto. Una pellicola di denuncia, ma anche no. Dice ma non dice, accontenta sia democratici che repubblicani insomma.
Robert de Niro alla regia si è prodotto in un film un po' troppo lungo e noioso e nonostante il direttore della CIA avesse questa fama di parlare poco ed avere un viso imperscrutabile, a Matt Damon qualche espressione facciale potevano anche fargliela fare. Una versione diversa delle spie, certamente molto diversa da quelle cui siamo abituati, tipo 007. Qualche cenno storico ma pochi dettagli, se vi interessa per arrivare veramente a fare un po' di luce sul lavoro che venne fatto in quegli anni, fate qualche ricerca per conto vostro, che Robert non se l'è sentita di rischiare troppo.

Them



Titolo originale: Ils
Nazione: Francia
Anno: 2006
Genere: Thriller
Durata: 77'
Regia: David Moreau, Xavier Palud

Storia vera e di cronaca o no, Them è un film di una pochezza sconsolante. La storia è uno sterotipo che sembra fatto per spaventare le vecchiette. Questo genere di soggetti trova la sua fortuna solo in certi telegiornali scadenti e il suo poco pubblico, negli allarmisti sociali. Non è che solo perchè un fatto è di cronaca, diventa subito interessante. Bisogna avvisare i direttori di quei telegiornali che ogni tanto ci piacerebbe anche sapere qualche altra notizia oltre al calcio e agli omicidi. Per chi scrive i film invece il consiglio gratuito è che a volte per essere creativi bisogna inventarsi qualcosa di nuovo. A parte questo sappiate che il film si svolge quasi in tempo reale quindi nei primi quaranta minuti, di thriller ne vedrete veramente poco.
P.S. poi i film con i tipi che ti girano dentro casa per ucciderti senza ragione hanno rotto definitivamente.

L'ultimo inquisitore



Titolo originale: Goya's Ghosts
Nazione: Spagna
Anno: 2006
Genere: Drammatico
Durata: 117'
Regia: Milos Forman

Molto bello, questo film è una storia d'arte, guerra e religione durante l'inquisizione spagnola. Un periodo in cui i potenti non erano tanto raffinati da usare la pubblicità o la propaganda per riempire la testa della gente di convinzioni sbagliate. La prigione, la tortura e i dogmi religiosi, erano le armi e gli scudi del potere. Una bella storia di testimonianza che ci mostra come nonostante l'avvicendarsi e il ricambio dei regimi, troppo spesso le facce che si vedono governare rimangono sempre le stesse.
In tempi più aspri, quando le cose politiche succedevano per strada anche un uomo ingiusto e potente poteva rischiare di incontrare la propria sorte.
Un bellissimo film in costume con una grande fotografia e degli ottimi interpreti che racconta la storia di un'artista che ha vissuto la sua dimensione attraverso questo periodo tormentato.

Gedo Senki



Titolo originale: Gedo Senki
Nazione: Giappone
Anno: 2006
Genere: Animazione
Durata: 115'
Regia: Goro Miyazaki

Molti stereotipi pescati un po' qua un po' la, forse la favola per bambini questa volta disillude un po' le aspettative dei grandi. Un film distante dal fascino di progetti simili come il castello errante di howl (di Hayao Miyazaki). Una storia un po' piccolina e scontata, con poche facce che continuano a ripetersi e maghi che strizzano un po' l'occhietto al Signore degli Anelli.
A parte il solito doppiaggio italiano scadente il film sembra comunque pieno di luoghi comuni sul bene e sul male.
Il lavoro di segno e animazione dello Studio Ghibli rimane come al solito eccezionale nella sua sempilcità, questo film dà il suo meglio nei paesaggi naturali, ma Il ripetersi di certi stereotipi urbanistici europei di diverse epoche da vita ad uno stile fantasy che sembra già visto.

FUR



Titolo originale: Fur: an imaginary portrait
of Diane Arbus
Nazione: U.S.A.
Anno: 2006
Genere: Drammatico
Durata: 122'
Regia: Steven Shainberg

Diane Arbus la fotografa di cui si parla in questo film, vedeva e fotografava l'arte negli aspetti più particolari della fisicità umana, alcune sue foto mostrano i lati più bizzari dell'aspetto delle persone, e lei riusciva a coglierli come sanno fare solo i grandi artisti. Questo flm celebra il genio creativo di questa grande fotografa.
Fur è anche un film sulle motivazioni dell'arte riguardo al bello, nella vicenda l'essenza di questo concetto si ritrova ad essere intimamente congiunta con l'amore e la curiosità dei protagonisti. Un film sull'erotismo, quello vero, quello dalle sfaccettature più particolari, quello che a volte sembra strano e spaventa. Perfetta Nicole Kidman, come sempre, e molto bravo anche Robert Downey Jr.

Le vite degli altri



Titolo originale: Das Leben Der Anderen
Nazione: Germania
Anno: 2006
Genere: Drammatico
Durata: 137'
Regia: Florian Henckel von Donnersmarck (33 anni)

Le vite degli altri è un film molto importante, una vera lezione di storia, di quelle che a scuola non si insegnano. Perchè i libri sono vecchi e i professori pure, perchè si è allergici alle idee e i professori con idee sono contagiosi e scomodi, perchè avere idee significa essere comunisti. Allora non si arriva che un po' più in là della seconda guerra mondiale, perchè se no significherebbe parlare di quelli che sono ancora vivi o dei nipoti attaccati alle poltrone dei nonni con le gengive.
Le vite degli altri e un film su come le ideologie facciano disastri quando diventano sistemi strutturati chiusi e burocratici. Le vite degli altri è un film che mostra come l'arte non possa esimersi dal prendere posizione politica nei momenti più duri. Ho pensato per quasi tutto il film che fosse ambientato negli anni cinquanta ma poi mi sono reso conto che non era così.

L'amico di famiglia



Titolo originale: L'amico di famiglia
Nazione: Italia
Anno: 2006
Genere: Drammatico
Durata: 110'
Regia: Paolo Sorrentino
Soggetto e sceneggiatura: Paolo Sorrentino
Fotografia: Luca Bigazzi
Musica: Pasquale catalano Paroo
Montaggio: Giogiò Franchini

L'amico di famiglia è un film del miglior regista italiano del momento. Sorrentino è un maestro di luce fredda che esplora chirurgicamente gli aspetti più neri dell'animo umano. I dialoghi sono taglienti ma anche poetici. Grande attenzione per la fotografia e ottimi interpreti, come in tutti i film di Sorrentino. Una grande regia e come al solito una grande attenzione per la colonna sonora. Da non perdere.

Lost in la mancha



Titolo originale: Lost in La Mancha
Nazione: Usa/Gran Bretagna
Anno: 2002
Genere: Documentario
Durata: 93'
Regia: Keith Fulton, Louis Pepe

Ho ammirato molto Luttazzi quando è stato buttato fuori dalla RAI. Pubblicò il suo primo album musicale Money for Dope. Ci vanno le palle per rimaneggiarsi con stile. La vita è piena di progetti mai finiti e ci va carattere anche per riprendere in mano quei progetti vecchi e farne un successo. Oltre che del Luttazzi musicista questo è anche il caso del documentario Lost in La Mancha, un film attraverso il quale conoscere Terry Gilliam come persona. Un artista bambino capriccioso e puro come Don Chisciotte che crede veramente in qualcosa e vuole crederci a dispetto di tutto, fin qui niente di strano è pieno di pazzi in giro. Ma quando le cose vanno peggio tirarci fuori un buon film è veramente geniale.

la colazione del demone



from powerpomata collection
LA COLAZIONE DEL DEMONE
(brokenlove breakfast)

Ingredienti:
Panna montata
cereali con frutti secchi rossi
Crema di cioccolato

Assicuratevi di preparare la ricetta davanti a qualcuno.
Prendete una tazza larga riempitela di cereali con i frutti rossi secchi, coprite i cereali con abbondante crema di cioccolato e terminate con abbondantissima panna montata. Il fine di questa preparazione è di creare una miscela collosa e perfettamente aderente con i tre ingredienti. Ora infilamo un cucchiaio nella tazza fino in fondo, Il cucchiaio una volta nella panna passerà nella crema di cioccolato, in fine nei cereali, questi aderiranno perfettamente al composto. Lo scopo finale è quello di tornare indietro con il cucchiaio, in maniera da realizzare un doppio strato di demoniaco piacere. Mangiare il boccone e godersi la faccia di chi vi ha guardato.
Pezzo ocnsigliato per la preparazione Apollonia "sex shooter"

Il dubbio



Il dubbio è un film che si guarda tutto, ma con una trama che si risolve in maniera non del tutto chiara. Non ne conserverò un buon ricordo, perchè penso che quando si trattano temi del genere bisogna invece essere molto chiari, anzi chiarissimi.
Nel film il prete non confessa mai veramente, e viene pure fuori che il ragazzino molestato è un gay alle prime armi. Ma no, ma no, ma scusa ma...ma che....
La forza di questo film è che sembra fatto apposta per convincere chi lo guarda a seguirlo fino alla fine. Quindi se siete di quelli che dei film che vedono dicono "si è bello perchè si fa guardare tutto" andate aff... vederlo.
Grande Meryl streep, ma non c'erano "dubbi", unico neo, (lei non ne può nulla) un battutone finale come "io ho un atroce dubbio, io vivo nel dubbio" come a voler giustificare il titolo di un film dalle grandi aspettative e dalle poche pretese riguardo al risolversi dell'intreccio.

titolo
Arancion&Arsa incomincia un'altra farsa
tratto su carta da pacchi
100x117cm

W




L'ennesimo atto di autodenuncia.
Beh, non c'è che dire, grande Oliver Stone come al solito.
Un Bush come lo conoscevamo, che pensa di essere simpatico, preoccupato di vincere e un po' pecoreccio che a tratti fa quasi pena, vero ragazzotto texano.
A un certo punto come in tutti i film di Oliver Stone arriva il fulmine, c'è una riunione, si parla di petrolio e viene fuori la verità, così,...candida come un giglio, quella che due anni prima la dici a una festa e ti ridono tutti in faccia.
Quando poi Oliver fa il film, dicono tutti "va beh ma tanto si sapeva".
Strano che si senta poco la presenza di Condoleeza Rice che secondo me ne avrebbe di cosette da racocntare. Anyway, bel film.

Nota per gli artisti e i comici italiani "impegnati", ultimamente io mi sto un po' rompendo di guardare l'operato di voi omini che denunciate il re mentre giocate nel suo cortile, gudagnando tanto, troppo, e quando venite interrogati in tal senso fate gli occhi del gatto di Shrek e dite "ma io sono solo un comico"
Mi chiedo quando sarà che ci si incazza un po' per davvero?
In periodi come questo un artista è un cittadino come tutti gli altri e non si può esimere da un certo impegno, nellle sue opere, ma anche nella vita di tutti i giorni. E soprattutto quand'è che chi ha così tanto denaro e potere mediatico farà qualcosa di diverso dall'intrattenimento e lo sfottò e le firmette e gli spettacolini e andarsene a fanculo in girotondo? AGIRE!!!
In fine mi piacerebbe che questo film lo guardasse anche chi dell'integra credulità, le tendenze servili al potere, quelli che sbugiardano chi sostiene qualcosa di diverso dalle masse ignoranti e li buttano tutti in un unico calderone. Quelli che pubblicano i soli commenti di chi gli da ragione o di chi riescono a sbugiardare, e poi chiedendo contributi ne hanno fatto una professione.

The band's visit


Un piccolo gioiello di film, di sicuro da vedere, se non avete mai preso un caffè e lo avete aspettato per venti minuti, se non avete passato abbastanza tempo in questi paesi per capirne la durata delle cose e l'incedere lento dei momenti quotidiani non lo capirete forse a fondo. E' In realtà una bella commedia agrodolce, piena di momenti poetici e di semplicità. In questo film, le necessità uniscono gli esseri umani indipendentemente dalle differenze e dalle guerre. Il film è stato vietato nei paesi arabi.

Lasciami entrare


Ci sono giochi di cui solo due persone conoscono le regole, Lasciami entrare è un film che potrebbe essere stato danneggiato dal trailer, in realtà una delicatissima storia d'amore. Un bel film che non delude. Sangue, neve e tenerezza in una incredibile miscela di emozioni che ci porta fino alla fine velocemente, scivolando sul ghiaccio con leggerezza poco prima di sbattere la testa. Ah...la vendetta che funziona, quella fredda appunto, che troppi vincoli religiosi e così poco appetito ci costringono a non gustare spesso come dovremmo.

cani e porci

Solo un altro post



Una buona parte della gente non parla di se e non si esprime a pieno senza il filtro tecnologico, siamo pesantemente influenzati dal mezzo elettronico attraverso il quale ci sottoesprimiamo. Fino a qualche anno fa queste stanzette elettroniche e buie ci sembravano un riparo sicuro e poco frequentato, era difficile rendersi conto di quanto ci stavamo esponendo quando dicevamo qualsiasi cosa ci saltasse in mente su un forum o una chat.
Oggi internet ha numeri diversi, e anche se ci si conosce attraverso nickname o identità fasulle, un forum ad esempio è comunque un posto all'interno del quale si può sfuggire a tutto tranne che alla propria reale personalità (o alle storture di essa). Ed è proprio il presunto riparo sicuro che fa cadere nella tentazione, il tranello che renderà potenzialmente visibili a chiunque i lati che noi pensiamo protetti, perchè siamo dietro a un monitor. Se avete esperienza di forum saprete che a volte è come una specie di confronto tra pazzi, sembra vero psicodramma, con tanto di accessi d'ira e insulti personali.
Provate ora a pensare a chi legge per la prima volta quando chi scrive è già alla quarantesima battuta di botta e risposta che variano dalle confessioni personali alle dichiarazioni di stima per finire agli insulti, su una bacheca che rimarrà li per molto tempo, nel caso dei blog a volte anche dopo la morte dell'autore. Vi dovrebbe essere un po' più chiara ora la natura indelebile e pubblica del messaggio che date.
Oltre a questo, molta gente che parla attraverso la rete per non correre il rischio di essere rifiutata o emarginata non sa che in rete se si sbagliano battute si può essere emarginati o rifiutati comunque. La maggior parte degli utenti delle chat tipo "conosci la tua anima porcella" si accontenta di non correre il rischio di essere vista quando questo avviene, e spara con la mitragliatrice (chi cojo cojo).
Quindi tutto bene finchè non capisci che la tua lei ideale è una ragazzina di tredici anni che fa i copia incolla o un uomo, il senso è: puoi anche sparare a caso, ma se stai nascosto non vedrai mai la preda.
Ecco i trucchi, alcuni siti fatti per contenere scambi di informazioni e dialoghi personali sono programmati apposta in maniera da poter essere raggiunti da chiunque (basta dimenticarsi ad esempio di togliere la spunta dall'lopzione "permetti agli amici dei miei amici di vedere..."), i responsabili di tali siti si giustificano dicendoci non ti iscrivere se non ti interessa o scegli bene le opzioni di salvataggio di quello che posti e delle tue immagini/info personali, neanche a dirlo le opzioni per la visibilità di tali dati sono cinquecento.
In alcuni di questi casi il sospetto è che questa non sia altro che l'ennesima spregevolissima operazione commerciale, aggiungeteci qualche moderatore/trice che si fingono esperti, qualche utente finto carino e disponibilissimo e il lancio è fatto.
Recentemente ho addirittura scoperto un sito della famiglia di quelli sopra che non avendo molto successo manda ai propri utenti iscritti, finti messaggi da altri utenti, nel tentativo disperato di metterli in contatto. Come molti di voi sapranno il numero di accessi ad un sito è quello che lo rende famoso ed appetibile, rendendo quindi più o meno cari i prezzi delle inserzioni pubblicitarie all'interno di esso.
Il narcisismo voyeristico è l'ultima tappa di raschia barile della supermultinazionale devil&CO, industria fallimentare i cui soci maggioritari sono il Capitalismo e il suo spacciatore nervoso e senza roba, il Marketing. Non una farsa come tante, ma una delle più grosse, si, perchè anche qui su internet come in tutti gli altri settori è pieno di venditori ma da vendere c'è veramente poco.
Il dato reale rimane comunque che la gente sta subendo una specie di influsso elettronico maligno che contribuisce al Rincoglionimento Globale Tecnologico della popolazione, i segni ci sono, come ad esempio il fatto che le tastiere e i cellulari stanno modificando in peggio il linguaggio e stanno destrutturando le capacità cognitive dedicate all'uso della scrittura e della parola di chi le utilizza.

esempi di R.G.T.
1 Sali sul pullman e un tizio sta litigando con la fidanzata al telefono, ci racconta tutti i fatti loro e la prende a male parole. La gente si finge poco interessata ma una vecchia si dimentica di scendere e quando lo fa guarda verso il ragazzo si morde il labbro come quando finisce Beautiful.
2 le contrazioni di parole da linguaggio SMS
3 Una signora (sempre al telefono) parla di questioni patrimoniali ed eredità al bar, il barista dapprima allibito a meno di mezzo metro da lei fa commenti sui fatti che sta sentendo ad uno degli avventori che lo guarda basito (F9).
4 le ragazzine fanno la gara a chi è più donna senza neanche aver mai limonato e si mettono mezze nude su netlog rigorosamente con le labbra a buco di culo.
A proposito di buchi di culo
questo
Finito, tornate pure su facebook.

ripiegare

oppure sto zitto e guardo

ricomincio a scrivere quando avrò voglia

quando sei grande, sei grande

sprecariauers

Vergognati vecchio di merda! (sull'elezione di Obama)


Courtesy of Trevor brown

Sentire la gente che parla ad alta voce sul pullman è l'unica forma di esercizio reale della democrazia e dell'aggregazione di polis spontanea rimasta in questa penisola marcia. I segnali sono chiari e come al solito devo dire che l'unica cosa che potrebbe salvare questo paese è una moria di vecchi. Non ho sentito altro che commenti razzisti quello che ha vinto l'escalation della vergogna di essere italiani è stato:
(Premessa, durante la scena, sul pullman seduto e tranquillo per la parte di viaggio in cui c'ero anche io, in silenzio, un ragazzo di colore con la tuta da lavoro)
Deficiente 1
"Il mondo va proprio alla rovescia, un negro, di ma hai visto?"
Deficiente 2
"Si, ma quello lo sai chi l'han votato? Gli stronzi e le donne, le donne, sì, quelle son tutte %&###§, quelle vanno coi negri perchè ci piacciono gli animali e quelli neanche si lavano, poi sai cosa dicono? Dicono che noi puzziamo.
Gli stronzi e le donne te lo dico io, quelli lo hanno votato".

Naturalmente scendendo mi è scappato un bel "VERGOGNATI VECCHIO DI MERDA!"
Che comunque mi ha fatto star meglio.
Per chi è rimasto sano, attenzione comunque, la vittoria di Obama potrebbe significare che l'imminente catastrofe economica degli stati uniti dovrà essere guidata da un uomo la cui etnia al comando sarà ricordata come emblema di disgrazia dall'opinione pubblica mondiale. Si fanno salire i buoni al potere appena prima che scoppi il casino, vi ricorda qualcosa?
Non sarebbe la prima volta che Lady Distruzione nella sua grande misericordia e benevolenza si fa male da sola per educare il mondo, i segnali ci sono ma bisogna tenere d'occhio gli indici di borsa invece che la ruota della fortuna o il telegiornale di Fede.
Spero di sbagliarmi, tornate pure a dormire.
See more funny videos at Funny or Die



La televisone italiana non esiste, la televisone italiana fa schifo, la televisione italiana è propaganda, la televisione italiana è spazzatura, la televisone italiana è piena di format di quiz degli anni sessanta. La televisone italiana è una media di tre ore al giorno della tua vita buttate nel cesso.

Smart people



Un film su quant'è vero che alla fine se stai meglio nella vita privata anche le altre cose filano?
Ma si, me la canto e me la scrivo stile "ti fai il blog e poi te lo leggi solo tu" beh in tal caso qui dovrebbe esserci una recensione invece posso scriverci boogaloogalu.
Smart people alla fine è un bel film sull'ottimismo e Sarah Jessica Parker non è quell'attricetta che credevo, insomma questo non è proprio un film caramella. Certo, non che questo film non sia sentimentale, ma me non è dispiaciuto...CAZ
Brava Ellen page, ottimo e stagionato Dennis Quaid, primo posto a Thomas Haden Church. Boogaloo

Qualcuno con cui correre



bello, da vedere, magari leggetevi pure il libro, asini!

I tagliapolsi



Una bella storia sta dietro a ogni gesto artistico riuscito. Tutto il resto è arredamento. Un altro di quei film che passano sotto il radar ma sono geniali, molto bello.

Operazzi.




Vorrei dire qualcosa di più tecnico, ma mi viene "non mi è piaciuto".
Non si sa più che fare per acchiappare soldi da regioni, comuni e associazioni, ormai i registi al settanta per cento del loro lavoro raccattano soldi dove possono, e chi li biasima. Almeno una volta che ce li hai però fai qualcosa di meglio di una telenovela per piccoli intellettuali. A parte la recitazione scarsissima, i contenuti di questo film sono: il gap generazionale tra padri e figli terroni, (manco dovessi andare al cinema per vederlo), le lotte operaie, e di queste neanchè uno poliziotto che tira due manganellate ma ex-operai contro operai, la droga, il disagio sociale, l'inconciliabilità nei rapporti tra classi diverse e i soliti clichè che ne derivano.
Il tutto incorniciato da una bella storia d'amore con finale tragico, che un po' di Giulietta e Romeo non guasta mai.

Il LAVORO A TORINO (e mica solo lì)
Finchè la gente metterà il lavoro esattamente al secondo posto sotto dio e penserà di esistere per lavorare, le cose non cambieranno mai.
I cicli ci saranno sempre: guerra, pace, progresso tecnologico, benessere e sovraconsumo.
a capo
guerra, pace, progresso tecnologico, benessere e sovraconsumo.
Le persone che erano i torinesi di quegli anni sono stati talmente ingenu...SCEMI! da diventare produttori e consumatori di macchine che avvelenavano l'ambiente e che sarebbero diventate tecnologicamente vecchie già negli anni settanta. Pare che pure quando avevano due macchine e due case per famiglia avessero tutti da pensare alla pagnotta, oltrechè fare figli a catena di montaggio. Quindi le automobili, con un falso senso comunitario tipico di certe tendenze dell'epoca se le sono comprate tutti, e tante, due o tre per famiglia, finchè non si sono avvelenati di lavoro e smog per mantenere viva quella carcassa di balena morente sulle spiagge dell'economia mondiale che ancora oggi è in decomposizione ma non vuole morire.
Neanche i narcos in Colombia sono così scemi da creare un mercato interno di consumo con la roba che producono, neanche i cinesi mangiano quello che ci cucinano nei loro ristoranti. I torinesi si, oggi sono tutti intossicati da un veleno che neanche fa star momentaneamente meglio, lo stress di guidar nel traffico e fottersi i polmoni e l'habitat con l'inquinamento.
Nel frattempo i grandi capi e relative famiglie stavano il più possibile all'estero e se stavano qui, se ne stavano in collina.
I potenti di quegli anni, oltre che continuare ad asservire il nostro paese a una nazione che si presume ci avesse liberati, condizionati da questo debito, impedirono la crescita (come continuano a fare oggi ma per altre ragioni) dell'economia del sud, per far salire a nord la manodopera, e poi fecero produrre stufe semoventi a petrolio a tutti gli ignoranti, del sud e del nord.
RIsultato: un benessere che attribuirono tutti alla FIAT ma che ci sarebbe stato comunque perché era il dopoguerra (vedi i cicli sopra) e un'economia forzata, storpiata e costretta ad una produttività tutta incentrata sul consumo di petrolio.
L'unica lancia che ho sempre spezzato a favore degli italiani è che il territorio sul quale hanno sempre vissuto è così eterogeneo a livello geografico che l'unità nazionale è veramente impensabile, è chi crede che sia stata fatta solo perché ha la carta di identità, il diritto di voto o è passato un tipo con la barba a cavallo per dirlo a tutti, è proprio scemo.
La storia ci insegna che i potenti si accordarono con la chiesa perché questa cominciasse a propagandare il valore del lavoro e a coniugarlo con i principi positivi della religione, oltrechè con la penitenza, con il sacrificio cieco che verrà ricompensato e, più importante di tutti con la fede.
La gente se l'è bevuta e i regimi politici hanno fatto il resto di destra o sinistra che fossero stati.
Il lavoro nelle campagne durante il medioevo durava 10 ore al giorno,
ad oggi sono passati cinquecento anni e stiamo ancora messi così.

Moleskine 11

Il tempo non esiste. Non mi sento nato e non mi sento cristiano, tantomeno cattolico. Non festeggio, né lutteggio i miei avversari...
Si nasce con uno spasmo, si muore con un ghigno...i miei funerali intendo festeggiarli da vivo.
Carmelo Bene

Moleskine 10

E Polo: - L'inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n'è uno, è quello che é già qui, l'inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo é rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio.

"le città invisibili" Italo Calvino

Moleskine 09

Quando l'individuo sente la comunità vacilla.
Aldous Huxley

Moleskine 08

Il suono del silenzio si è perso ma il silenzio non fa spettacolo.
Enrico menduni

Moleskine 07

La materia è l'ennesimo e molto degradato travestimento dell'esenza spirituale.
Gnosi

Moleskine 06

è un triste destino salire e scendere la scala di qualcun'altro.
Persefone

Moleskine 05

Due uomini nerboruti che vi avrebbero ucciso solo con lo sguardo mentre si parlavano spesso allungavano teneramente una mano uno sui testicoli dell'altro, come per dire: "Io sono così non gay, che posso fare anche questo!"
Anthony Bourdain

Moleskine 04

Bevitori del liquido pesante sigillato nell'ambra traslucida dei sogni.
W. Burroughs

...

Moleskine 03

Ti prendo a schiaffi con la realtà.
Deep

Volevo essere un negro, e volevo volare tra i pali


Un gesto delicato della mano dietro un vetro, ci si saluta ricordando agli occhi il tocco, la carezza. Intanto nella casa che lasciamo, quattro granelli di polvere rotolano nell'ultima brezza di primavera. Tracce di noi, che segnano i nostri passi. Capelli e minuscoli pezzi di pelle muoiono lasciandoci. Continueranno a vivere nelle scie odorose di ricordi che gli altri cercheranno di tenere vive. Ci sono segnali di memoria che solo pochi sono in grado di riconoscere nel dopo. Ci vuole anima per leggerli. Capire quanto tutto questo è sano significherebbe avere il talento di vivere, invece che lasciarsi passare senza troppo disturbo.
Mentre dentro, il cuore è una tempesta di fiamme, odio, rabbia e tristezza...
Immensa, come quella che non ti abbandona per giorni, hai quasi voglia di lascarti morire nel letto. Ma devi ricominciare a vivere, anche se sei un bambino.
La lente degli artisti mostra nuove prospettive, un cavallo ti guarda dall'alto come uno strano mostro con buchi enormi e neri, occhi e narici. Una protesta studentesca negli anni settanta, i mondiali di calcio, il Brasile.
Alcuni registi sono finissimi ricercatori di verità nascoste, suggeritori di visioni preziose, maestri nel rappresentare il vero personale e la storia.
I sipari comunque ci sono e non conviene andare al cinema, se hai già sonno alle quattro. La poesia bisogna meritarsela.
"Finalmente capii cosa volevo...
Volevo essere un negro, e volevo volare tra i pali".

Vent'anni dopo nuclear assault


Bello arrivare sempre venti anni dopo. Le rotonde, il job offshoring, e tutta la merda del mondo, noi la assorbiamo e la facciamo nostra. Come colonia degli Stati Uniti arriviamo sempre dopo, sempre ultimi. Saranno le poste che son lente, arrivano gli ordini ai politici venduti e questi si piegano a novanta e fanno quello che gli viene detto. Si, ma mi chiedo io: venti anni dopo?
Adesso stanno smontando tutte le centrali nucleari negli Stati Uniti, e noi ricominciamo a parlarne. Le bocche in giro piene di stronzate come "tanto l'energia la compriamo dalla Francia...".
Come nel caso delle intercettazioni, la gente si rivela talmente stupida che basta suggerirgli la domanda sbagliata. Arrestano uno stronzo e la televisione ci pone il quesito: si ma è giusto violare così la sua privacy?
Chiaramente estrapolando il fatto dal contesto...no! IDIOTI!!!
Pare che in questo periodo sia diventata tutta una questione di privacy, e noi educati al fatto che diventare importanti in Italia significa diventare ladri, sappiamo già che più delinqueremo e più avremo bisogno di privacy. Ancora una volta possiamo dire "che merda". Ah, e non ultimi, i soliti deficienti esenti dall'utilizzo di cervello che fanno il paragone con le dittature comuniste e ci allertano sul fatto che a essere intercettati tutti si rischia di diventare un regime.
Per fare leggi vergogna e continuare a comportarsi da farabutti, in Italia, basta ricordare a tutti i rischi dei regimi comunisti.
Torniamo al discorso principale, si parla di nuovo di nucleare, come sempre la domanda è la più furba: necessario o no?
Domanda sbagliata. Indipendentemente da questo non si può continuare a consumare in questo modo. Siamo dei tossici di energia, più si consuma e più si continua a consumare.
Alla fine è solo una questione di vendetta, tutti odiano l'umanità, tranne le donne in età fertile, ma è più che altro una questione politica. Morire con l'idea di aver consumato e inquinato il più possibile ci rincuora, dentro di noi da vecchi penseremo...si, io muoio, ma il mondo dopo di me durerà ben poco.
Eccoli i più saggi, quelli che fanno venti bagni alla settimana, non vedono oltre al loro scaldabagno e dicono:
"Tanto l'energia ci serve e quindi bisogna continuare a produrla".

Ma le domande vere sono: è giusto consumare così tanto?
È giusto produrre così tanto?
È giusto avere quattro automobili per famiglia?
È giusto produrre energia per produrre energia?
È giusto continuare a raccontare cazzate come che a bruciare i rifiuti si produce più energia di quella che si consuma?
È l'aria velenosa?...si c'è, ma nei limiti del sopportabile?
Cosa significa? Nella migliore delle ipotesi dovremo aspettarci di vivere per sempre con la maschera antigas in mezzo ad aria (un po' velenosetta) che odora di merda bruciata?
È giusto continuare a usare il petrolio come unico mezzo di produzione dell'energia solo per aiutare gli Stati Uniti a mantenere la loro dittatura economica sul pianeta?
È giusto continuare a provocare guerre per questo?
Il prezzo dei barili è, e resterà sempre in dollari, scemi!
Per chiarire definitivamente: il cambio monetario non conta nulla, il prossimo che fa l'analisi idiota delle cause per cui per cui l'Euro non è forte come ci aspettavamo gli faccio una macumba.
Ma queste domande non se le pone nessuno, dovremo di nuovo stare a sentire stronzate come sull'alta velocità e gli inceneritori, tipo "tanto il nucleare si deve fare e si fara!..."
Ormai penso di vivere in un paese talmente pieno di pecore e mucche che finchè le banche non chiuderanno e i soldi non spariranno nessuno si alzerà dalla poltrona per nessuna ragione.
Poi adesso che ci sono gli europei...
TUTTI DAVANTI ALLA TELEVISIONE...COGLIONI!

Moleskine 02

...Sorridendo il vuoto annuisce con la sua testa enorme.
Kensho

Moleskine 01

Mia sorella è stata inondata di bambole Barbie per tutta l'infanzia. Credeva di essere deforme perché i suoi talloni toccavano terra!
Daniele Luttazzi

Moleskine 00

Il panda non si adatta, il panda muore.
Niccolò Ammaniti

Vorrei gli avanzi



Vorrei lasciare avanzi, avanzi di lavori, avanzi di cene, avanzi di tutto.
In un mondo di sprechi e di cose buttate, di tecnologia e di cibo prodotti per non deteriorarsi finchè non vengono tolti dalla plastica che li avvolge e di cui sono fatti, per poter essere rimpiazzati, consumati con quella fretta tale da giustificare gli avanzi. Il mercato è saturo, voglio produrre molecole, sono anni che provano a brevettarle quei geni di cowboy, voglio brevettare gli occhi azzurri, vorrei produrne in avanzo, avanzi di catene di DNA, OGM con caratteristiche tecnologiche che li facciano durare cento anni a qualsiasi temperatura. VENDIBILI! In un mondo dove niente è fresco ma tutto appare tale.
Vorrei avanzare qualcosa anche io, nel piatto degli avanzi dove mangio ogni giorno.
Vorrei vivere di avanzi, avanzi ricchi però, come la pipì dei tossici, ancora piena di tracce di droga, i poveracci la comprano per venderla o berla fuori dalle discoteche in sudamerica. Vorrei avanzare carne, avanzi di pezzi di corpo che smette di avanzare, aggiunte, per innestare le quali si producono avanzi più piccoli del corpo che si andrà a ingrossare. C'è qualcosa di bancario in tutto questo, il seno che avanza, un corpo superformoso, è un investimento no?
...e se alla fine c'è qualcosa in più, c'è ricchezza, c'è benessere!

1

2

3

Racconti da Stoccolma


Stoccolma è l'inferno. Un film dai contenuti espliciti, cruenti e di violenza esacerbata. Laddove si poteva arrivare a una riflessione positiva, si finisce stremati. Un incredibile catena di eventi negativi, dove il messaggio continuo è: sono proprio le perosne che amiamo di più a tradirci. Se ne esce esausti anche se l'ultimo risvolto delle vicende narrate sarà positivo. C'è come un senso di attesa per la tragedia che continua a rigenerarsi mentre le cose peggiori succedono. Un brutto confronto senza speranza tra etnie, schemi famigliari e scociali rigidi e senza pietà per i trasgressori. Tremendo, spero davvero che ci sia poco di realistico in tutto questo. All'apice di una delle vicende raccontate, una madre ordina l'omicidio della figlia chiamando tutti i famigliari a raccolta col benestare della nonna, omicidio che avviene in un modo che mi risparmio di raccontarvi. Resosi poi conto che le voci che circolano sui facili costumi della figlia sono false, il padre, paga il dottore per avere un certificato di autopsia falso che attesti tra l'altro che lei non era vergine. Inverosimile è un eufemismo.

Tortino 2megapixel


Per due lovers

- 80g di carne cruda tritata
- Un limone
- mezzo peperone giallo tagliato a cubetti
- pepe (io l'ho macinato, ma pure grani grossi fa la sua figura)
- erba cipollina
- un filo d'olio (se vi piace)

1 - Tagliate due grosse fette di limone adagiatele in due piatti da antipasto. Ora con un coltello serio separate la polpa dalla scorza e seguite la linea degli spicchi in modo da ottenere delle mini fettine, non rimuovetele dalla loro sede.
2 - Tagliate il peperone a cubetti e impastatelo con la carne.
3 - Dividete il composto in due parti, mettetelo in due coppette che siano più o meno della larghezza delle fette di limone.
4 - Adagiate il tutto sopra le fette di limone in ciascun piatto (con attenzione).
Guranite con l'erba cipollina, il pepe e l'olio.

Non aggiungerei limone spremuto sopra, abbiate cura piuttosto di inforchettare anche le mini fettine per un più sublime e delizioso contrasto spizzicoso del palato direttamente in bocca.


Pezzo consigliato per la preparazione


La passione punita
60x70 Stampa su lamierino

The Darjeeling Limited

Uno strano film, meglio che scrivo subito le recensione che tra dieci minuti rischio di dimenticarmelo.
Tutta la vicenda oscilla tra il pittoresco il tragicomico e il bizzarro.
In quasi tutti i momenti che giudichereste normalmente come punti nodali di qualsiasi storia, o quelli che potrebbero essere il preludio di un attimo di vero pathos...non succede nulla del genere.
Personaggi eccentrici e dialoghi bizzarri animano una strana vicenda.
La pellicola comunque conserva quella curiosa attrattiva dei film precedenti di questo regista e si lascia guardare tutta con piacere.
Dicevamo, il regista e Wes Anderson è un genio folle, che come molti altri tra scrittori, programmatori di videogiochi e serial killer viene dal Texas.
La sua filmografia comprende:
The Fantastic Mr. Fox (2009)
Hotel Chevalier (2007)
Le avventure acquatiche di Steve Zissou (2004)
I Tenenbaum (2001)
Rushmore (1998)
Un colpo da dilettanti (1996)


Due curiosità:
Come nei film precedenti grande spazio alle musiche anni Sessanta e Settanta oltre che alle rivisitazioni di queste. Wes Anderson collabora spesso alla realizzazione delle colonne sonore dei suoi film con Mark Mothersbaugh (ex cantante dei Devo).
Esiste un prologo di The Darjeeling Limited, è un cortometraggio dal titolo Hotel Chevalier con Natalie Portman e Jason Schwartzman, che di secondo nome fa Francesco ed è nipote di Coppola oltre che batterista dei phantom planet (bleah).

La zona


Una versione più odierna di quel soggetto cinematografico da futuro fantascientifico dove la gente ricca vive barricata dentro aree di benessere.
Poco tempo fa ho visto Megalopolis, un documentario che parlava delle città più popolose del mondo. La puntata su San Paolo era impressionante. Mostrava, tra le altre cose, queste mini città superblindate piene di villette e cintate da mura invalicabili. Appena fuori, invece, le baracche dove il resto della popolazione vive nelle condizioni di povertà più pietose. La criminalità a livelli altissimi, terrorizzati e superprotetti, i ricchi vivono ogni giorno nella paranoia dell'assedio. Di questo tratta La zona, un film sulla povertà, la ricchezza, e la strada a cui potrebbe condurci l'assottigliarsi delle classi intermedie.
Il film dimostra anche quanto sia inefficace la democrazia quando il suo unico scopo è quello di proteggere la proprietà privata e il benessere di pochi. Una comunità tesa a mantenere il proprio status attraverso un sistema legislativo personalizzato. Una microsocietà che non accetta nessun rifiuto aperto dei propri fondamenti. I personaggi si ritroveranno gli uni contro gli altri. La lezione finale riguarda i sistemi di questo genere e quello a cui portano, il degrado morale più assoluto.
Da vedere.
Trailer

Pecore.

Maybe if you degrade yourself enough, someone will forgive you for everything.

Come le pecore, vi recherete anche quest'anno a fare il vostro dovere. Tutti tesi verso un "aaah, me la sono tolta", speriamo che me la abbassino questa imposta comunale sugli immobili. La coscienza si mette a posto con poco al giorno d'oggi. Ognuno sceglie la convenienza che gli si addice di più. L'altro giorno c'erano tre proprietari di negozi che prendevano il caffè in un bar del centro uno fa agli altri "di, che cos'è che si vota già quest'anno?" è questa la democrazia pecore, quattro deficienti bene organizzati che ve la mettono nel culo. I ricchi ne parlano del voto tra di loro, eccome! Votano tutti la stessa cosa mentre a voi pecore lasciano la democrazia. Il brutto delle pecore è che non riescono a immaginare una vita diversa da avere il naso di qualcuno nel culo mentre mettono il proprio nel culo di qualcun'altro.
Dopo questa commissione quindi, potrete continuare a guardare la televisione e sbattervene di tutto, come le pecore che siete.
Finita l'ondata di proteste vi guarderete anche le cazzo di olimpiadi in santa pace, che tanto il Tibet neanche sapete dov'è.
Poi al V-day potrete stare a casa, tanto avete votato. Oppure andateci e prendete il gelato, che tanto Grillo fa ridere. Minkia che tristezza e che sufficenza, non vedo l'ora di vedere il giorno in cui anche i piccoli borghesi avranno fame di tutto, invece che solo noi alle case popolari. Spero di essere vivo, spero di vedere il bordello in piazza e quel giorno farò una cosa che ho smesso di fare da tempo, starò a guardare il telegiornale e a godere per aver visto almeno una volta un branco di pecore fare qualcosa per il loro paese. Almeno per un giorno, farò la pecora.
Mi viene in mente la fine di dreamers, il momento in cui scoppia il sessantotto in piazza, due amici, gli sguardi si incrociano e dicono "io vado che fai vieni?"
Alla fine si arriva tutti al bivio pecore, scoprirete di essere uomini e non pecore e scoprirete che è proprio la scelta (quella vera e non quella preconfezionata) la differenza tra voi e le pecore.
Ma che ve lo dico a fare, pecore.

Post-A


Ora che l'embargo economico contro i paesi comunisti ha finito per distruggerli e regalarci in cambio profughi delle economie globali e fuggiaschi in cerca di una vita da poveri. Ora che le statistiche sull'opinione della popolazione mondiale (abilmente manovrata dai Media servi dei politici imprenditori) hanno decretato il più basso indice di gradimento mai registrato verso le scelte fatte per il bene comune e la giustizia. Ora che siamo un punto di passaggio sicuro per le armi verso il medio oriente e vediamo occupato il nostro suolo nazionale da basi militari straniere (sin dal dopoguerra) senza dire bah. Ora che i carrarmatini del Rosiko sono tutti piazzati verso la Cina. Ora che come l'ultima e più vergognosa ruota del carro, siamo entrati a far parte di una coalizione europea, speriamo che avendo una valuta unica e unificata potremo contrastare quella dittatura economica mondiale che impone il dollaro come unica moneta utilizzabile per l'acquisto di petrolio. Ora che, avvelenati e corrosi dagli uomini chiave messi in posizioni di potere da quello stesso paese che ci governa attraverso loro, come una colonia. Ora che siamo stati ridotti alla totale improduttività e completamente penetrati dalle economie straniere. Ora che ci hanno smembrato e comprato a basso prezzo. Ora che hanno distrutto tutto quello che poteva essere inteso come la nostra forza produttiva nazionale, vendibile e competitiva sul mercato mondiale. Ora che sono chiuse le fabbriche grosse come le acciaierie, licenziati o cassaintegrati gli operai e azzerata la produttività del paese per il solo guadagno di piccoli speculatori avidi e venduti, che come italiani, sono la vergona del nostro paese...

FINALMENTE L'ITALIA NON CONTA PIÚ UN CAZZO NEL MONDO

Detto questo, la maggior parte della gente si aspetta, come al solito, che non cambi nulla. Noi continuiamo a fare i muli e a lamentarci al bar e loro a rubare per il solo gusto di accumulare. Ma sorpresa sorpresa, qualcosa non sta funzionando. Se non altro perché l'energia non si crea e non si distrugge, il denaro ormai sostituito dalla sua forma elettronica è fatto di soldi grossi che non si muovono più, o volano alle cayman quando diventano troppo grossi, e di quelli piccoli (quelli dei consumatori) che non si muovono più perchè la gente ha le pezze al culo. L'unico flusso grosso di soldi che si muove è quello dei soldi rubati alla gente, ma la quantità non aumenta, non essendoci produttività e partnership commerciali con l'estero degne di nota.
Un' altra delle cause è che non esistendo più la convertibilità aurea e non avendo noi assoggettato il mondo all'utilizzo privilegiato della nostra moneta e non essendo dei criminali scriteriati completi, almeno non tutti. Noi, come quasi tutto il resto del mondo, non possiamo stampare denaro a caso e in quantità come ci pare e piace.
Una volta scemata l'importanza strategica di questo nostro paesiello, anche l'attenzione della nazione che lo controllava per esso è calata. Ma il modo di deviare l'attenzione c'è, il terrorismo è li in agguato, bisogna continuare a far sentire la presenza intestina e soffocante del pericolo attraverso i Media. Sembra improbabile, e lo è, almeno quanto l'idea di tirarsi due aereoplani finti addosso da soli, al solo scopo di organizzare un gigantesco business come la guerra. Ultimamente quindi, gli uomini di potere da collocare nelle stanze giuste della politica italiana sono diventati ladri comuni, talmente maldestri e stupidi da venir giudicati all'inizio innoqui. Altra sorpresa, un deficiente malvagio con tanto potere può fare danno, come e di più di una persona intelligente dello stesso tipo. Conclusione? Valutate un po' voi ma io penso che i ladri di questa generazione non ci lasceranno neanche le monetine da tirargli addosso mentre scappano.

Stamattina sono andato in posta, mezz'ora prima che aprisse ero già l'ultimo di trenta, venti dei quali erano vecchi. Appena aperto, la giovanissima sessantacinquenne dipendente dell'ufficio postale è uscita e ha detto "per le pensioni dovete venire nel pomeriggio, lo sapete che non ci sono i soldi". Due terzi della fila scompare mormorando davanti al mio viso basito e solitario. Sto in mezzo ai muli, mentre cerco una superficie riflettente, voglio riconoscermi, di che razza sono io? con questi c'entro qualcosa?
Esiste forse, c'è un magico tubo che viaggia dai depositi paperoneschi sotto il nostro paese, verso banche e uffici postali. I contanti si muovono, arriveranno e serviranno per dare, dare, dare il denaro dovuto, invece di garantire tramite un monitor che esiste. Così potrebbe essere se ce ne fosse, la relatà è che scarseggia. Giocano tutti col culo degli altri, e i soldi delle bollette pagate durante la mattinata, serviranno per restituire liquidità alla filiale di posta dissanguata. Speriamo che bastino a pagare le pensioni dei vecchi. Se no ci aiuteranno i camioncini pieni di soldi in giro o i tubi pneumatici che trasportano denaro, speriamo che ne esistano. Banche e uffici postali cominciano a svuotarsi, proprio come in Argentina qualche anno fa.
Ultima analisi, a mali estremi, estremi rimedi. Basta con le finte denunce televisive dei giullari che giocano nel cortile del re. Basta col continuare a parlare dei problemi piccoli e trovare soluzioni piccole.
Prima di tutto:
Pretendere da subito la proprietà della carta moneta, e che venga stampata nel nostro paese.
Se uomini privati come azionisti bancari, continueranno a stampare la NOSTRA carta moneta e a prestarcela, pretendendo che gliela restituiamo con gli interessi nella stessa valuta, non potremo far altro che continuare a chiedergli prestiti e a indebitarci con loro sempre di più per cercare di rifondere il debito. Nel frattempo queste persone controllano il debito convertono tutto il flusso enorme di denaro che accumulano in proprietà immobiliari o qualsiasi altra cosa ritengano valida al momento. L'Italia si impoverisce e l'indebitamento sarà infinito ed esponenziale.
BASTA RUBARE! MERDE!

S-comunicato

puntate precedenti

Step finale (forse)
S-comunicato!



Mia madre la legge e va di fuori. Comincia un giro largo della casa, mormorando e aumentando sempre di più la velocità dellla camminata e il tono della voce. Poi procede spedita verso il centro, alla fine corre e impreca. La sua corsa finisce davanti alla mia faccia e mi urla "MALEDETTOOOOO". Io nel frattempo avendo intuito come andrà a finire (anni di crisi provocate a mia madre mi hanno insegnato a riconoscere i segni caratteristici dell'autoesorcismo casalingo), ho bruciato un pezzetto di carta per terra cosi il fumo sta salendo da sotto la mia sedia. Di fronte a lei che urla davanti alla mia scrivania, imito una grassa risata satanica.
(N.d.R. [09:57:39] l'oca perdida dice: sei pazzo)

Bene, analizziamo la lettera nei dettagli.
1 La dicitura "status personale indelebile" è un gruppetto di parole che cercano di comunicare "assolutamente arbitrario e obbligatorio", ma per me vogliono dire ben poco. Se ci credessi, mi sembrerebbe più una condanna che una scelta.
Mi permetto anche di osservare che questo tipo di comportamento, riservato a chi decide di cambiare fede o non averne più, te lo aspetteresti da certe sette di venditori di libri.
2 Al battesimo viene astutamente attribuito il valore di "fatto storico". Non è sbagliato, vale per qualsiasi cosa registrata alla quale venga attribuito (da chi?) il valore di documento. La storia ci insegna così. Io potrei altresì sostenere: l'annotazione che voi siete obbligati a mettere sui vostri registri, e cioè che io non voglio più far più parte della vostra chiesa è un fatto storico anch'esso. Per le stesse premesse.
3 Date le sue caratteristiche di fatto storico, viene avanzato il concetto che questo non possa essere cancellato. Anche questo è giusto, a grandi linee. Comunque, io due o tre cosette storiche successe, e delle quali non si ha più traccia, al signor vescovo potrei ricordargliele.
4 Scopro il diritto giuridico canonico. Un mondo incredibile.
Le norme di diritto divino sono ritenute dalla Chiesa di fonte divina (es.: la Rivelazione) per cui si ritiene siano assolutamente inderogabili da leggi umane, civili o ecclesiastiche; quelle di diritto umano scaturiscono, invece, dal volere delle autorità costituite dalla Chiesa per il governo della comunità dei fedeli quali ad esempio il Papa e il Concilio Ecumenico.
Un'altra distinzione nasce dal fatto che la Chiesa si definisce un’unica realtà composta da un elemento divino e da un elemento umano, regolata correlativamente sia dal diritto divino sia dal diritto (meramente) ecclesiastico, ovvero dalle norme stabilite esclusivamente dalla competente autorità ecclesiastica.
fonte
http://it.wikipedia.org/wiki/Diritto_canonico

un mondo antico e oscuro
esempio
http://it.wikipedia.org/wiki/Crimen_sollicitationis

5 Azzarderei che qui si presupponga questo: chiunque prenda una strada diversa ha fatto un errore. In quest'ottica, nel caso in cui egli voglia essere benedetto prima di morire gli viene richiesto di pentirsi. (altrimenti giù al red pub con Jimy Hendrix e Rembaud)

6 Le ultime frasi mi risultano un po' nebulose. Ho trovato sorpattutto curioso l'uso del termine "contingente" e poi "offuscato" quasi a voler significare che la persona che decide di cambiare fede o semplicemente andarsene, sia confuso o sopraffatto da eventi temporanei e fuori controllo.

Beh che dire, sono di nuovo una pecorella smarrita. O almeno lui mi vede così.
AH e i sacramentali sono questi
Amen

Il piacere

fotogramma tratto da
Ken Park
di Larry Clark (2002)


"Come concetto assoluto e filosofico, tutto ciò che si oppone al dolore.
la sensazione, l'impressione di diletto che si ricava dall'appagamento dei sensi, di desideri, di aspirazioni d'ogni genere. "

Il senso del piacere si dissolve nella nube comune del vizio, si degrada nella sua forma più volgare, il godere personale. Le esperienze di questo tipo, anche se di gruppo sono puro egoismo. I sodalizi soporiferi, le famiglie aziendali, il trionfo dei tifosi.
Il piacere della condivisione o del dare piacere ormai è sostituito dal godere chimico. Suggerito ai neuroni giusti, senza sorprese, senza più gusto per la vista e gli altri sensi.
La preparazione con gli altri e la presentazione creativa, ad esempio, rendono certe esperienze come il mangiare, molto più piacevoli.
Quello che conta oggi però, è soprattutto la quantità della sostanza e il prezzo, che di solito ne determina il potere chimico. Questa, di solito, viene tagliata, impoverita è tristemente condivisa per creare un alibi contro l'abuso. Rimangono poi annoiati i consumatori, appena dopo pochi minuti dalla fine del pasto. Il piacere ha conquistato oggi il suo ruolo di dittatore individualista. L'assenza quasi totale di attitudine in ognuno di noi a soddisfare il piacere altrui è sostituita da una ricerca segreta, ansiosa e insoddisfacente di piacere personale. Anche quando questo è condiviso o falsamente dedicato ad altri.
La visione secondo la quale, chiunque è in grado di accontentarsi di provare piacere alla vista di un filo d'erba ci fa pensare a persone pie (tose), fricchettoni o poveracci. Il piacere oggi si paga e se non si paga si consuma il più in fretta e di nascosto possibile, perché è un po' come rubare ed è meglio che nessuno ci veda. La tendenza generale è quella di credere che il nostro piacere personale, quelle rare volte in cui è completamente appagato, quasi sicuramente genererà invidia

Nella psicologia Freudiana il fattore economico è qualsiasi comportamento finalizzato alla ricerca del piacere.

Mi piace quel cibo. Significa: ne mangerei tantissimo, voglio godere il più possiblie.
Mi piace quella ragazza. Significa: la trovo abbordabile, magari faremo sesso, voglio godere il più possibile.
Mi piace il mio lavoro. Significa: non mi piace ma mi accontento, coi soldi che guadagno, voglio godere il più possibile.
Reagire a tutto questo significa esserne consapevoli e cercare di comportarsi diversamente. Il senso del piacere regalato si recupera quando questo è intimamente connesso al concetto di compassione, intesa per me, nel senso latino del termine.

“compassione”- cum pathos = provare lo stesso sentimento.

E non nella sua versione odiernamente accettata e negativamente connotata.
Tradotta da certi segaioli amanuensi così intrippati di sofferenza e autoflagellazione da vederne dappertutto.

compassióne s. f. [dal lat. tardo compassio -onis, der. di compăti “compatire”, per calco del gr. συμπάϑεια]. –
1. Sentimento di pietà verso chi è infelice, verso i suoi dolori, le sue disgrazie, i suoi difetti; partecipazione alle sofferenze altrui
2. In senso più prossimo all'etimologia, il patire insieme, nell'espressione teologica c. di Maria Vergine, la partecipazione attiva della Vergine alla passione e morte di Gesù.

A quanto pare "compassione" è un altro marchio registrato dalla santa romana inquisizione, che nell'immaginario comune significa il massimo momento di gioia e dolore provati contemporaneamente. La madonna guarda cristo e soffre, ma lui con il suo gesto di sacrificio dimostra di essere davvero il messia, quindi la gente intorno soffre ed è felice. Una folla di invasati insomma. È non è forse questo il senso ultimo dell'essere religiosi? Non è forse questa la ragione per cui l'alleanza tra i potenti e i papi dura ancora? Convincere la gente che chi soffre deve sopportarlo e goderne, perchè in realtà è nel giusto e verrà ricompensato. Questo è, e sarà sempre l'obiettivo finale di chi vuole tenere soggiogato il gregge di pecore. Di messia cristiani non se ne sono più visti e a quelli senza il pedigree religioso giusto li hanno spesso fatti fuori, perché parlavano di uguaglianza o non violenza. Altri ancora saranno pure esistiti, ma di sicuro sono passati inosservati. Ormai possiamo dirlo senza offenderlo, Dio non esiste, a parte qualche geniale imitatore. Ma questi sono solo dettagli. La fede è cieca, la sfiga come tutti sanno ci vede benissimo e mi sa che si tengono la mano e si accompagnano in giro.
Soffrire a tutti i costi, soffrire per trovare accettabile il piacere. Questo non è che un'altro modo sbagliato e complicato di intendere il piacere, e dire che sarebbe così semplice. Qualcuno dice che basterebbe una tavolata di amici in campagna con un po' di musica, del formaggio (opportunamente igienizzato negli stabilimenti approvati dalla comunità europea) e un bel bottiglione di sangue di cristo.
Invece no, e non è raro sentire esprimersi in maniera confusa rispetto al piacere anche i tifosi sportivi. Ecco un esempio:
A - Ma tu tifi ancora quella squadra? Ma come fai? perde sempre.
B - (Con gli occhi lucidi) e ma sai...è una passione.
AHAHAHAHAH vorrai dire una compassione. Aspettare che cristo risorga dopo tre giorni è lungo. Meglio novanta minuti, alcuni preferiscono vedere la squadra perdere per poi rimontare, è pura gioia religiosa, il nirvana, è meglio che scopare la moglie. Alla fine se la squadra non vince, si aspetta tutti assieme la prossima partita (o autoflagellazione). Questa è vera fede!

Non bisogna credere mai che una parola sia più vera solo perché è più vecchia o si trova su un libro. Non è altresì affidabile il mio modo scorretto di giocare coi singificati, semmai provocatorio, ironico e critico. Spero anche, in fin dei conti completato da una piccola cornice comica, che vorrebbe far riflettere molti sulle miserie umane. La propaganda culturale, politica, e quella fatta durante le guerre; insieme alla pubblicità (che non è che l'evoluzione mostruosamente perfezionata di quelle sopra) cambiano il senso delle parole in ogni epoca. Il linguaggio, al contrario di come molti pensano, non evolve, ma viene continuamente destrutturato, ricostruito deformato e torturato, fino a perdere il suo singificanti più positivi. L'organicità della natura dei linguaggi umani, per fortuna fa si che essi rinascano sempre. Migliori, nuovi e con tutta la forza che serve per riscoprire la verità.

Battesimo forzato

Il battesimo è oggi peggio di un tatuaggio superindelebile. Insomma per lo stato italiano e la chiesa, se tu sei stato battezzato, sia tu un eletto dei caproni saltellanti del buon satana, o un buddha in esilio forzato dentro un corpo sfigato, non importa. Non c'è più niente da fare, loro ti vogliono a tutti i costi e nel bene o nel male, ti considereranno sempre un cristiano. Se non altro perché la conta dei cristiani si fa sui morti, quindi per continuare ad avere il suo primato di numero, la religione dei vescovi grassi e delle crociate ha bisogno di seppellirci in un cimitero marchiato JC.
Si anche a voi che non siete mai andati in chiesa, anche a voi che ci andate e state fuori a fumare, anche a voi che non ve ne frega niente della vostra vita spirituale perché cambiare sarebbe uno sbattimento.
Non ci sto, voglio essere seppellito in uno di quei bei cimiteri acattolici, e si, esistono.
Mi informo e scopro che anche qui qualcosa si può fare.
Ecco quindi come:

agire per far sentire il proprio dissenso, anche se dovesse rivelarsi cosa inutile, mi fa sentire sempre così bene. NON VOGLIO ESSERE SEPPELLITO IN UN CIMITERO CATTOLICO.

Crinecavallo (racconto cyberpunk)


Ciao Taser nella giornata di oggi devi far arrivare al signor Sunachi a Tokio un Oloporn che troverai come allegato in questa mail. Inutile che ti ricordi di non farti tracciare. Questo genere di programmi è decisamente illegale. Usa i soliti eyebridge, i tuoi colleghi saranno felici di darti una mano. Gea, in Grecia è già stata avvertita. In caso di prossimità di un Dogo, usa il solito sito d’appoggio di Toro Seduto scarica momentaneamente, liberati del programma di vigilanza e recupera i dati in seguito. Questo è tutto, buon lavoro.


P.S. Ah dimenticavo, per connetterti usa il nuovo software che ti ho mandato l’altro ieri, Crinecavallo, è fammi sapere come funziona.

Saluti


Che lavoro, pensare che una volta lo facevo per passione, merda tornerei a dormire. La mia scheda monoculare è di nuova generazione, ma a farla lavorare trenta ore di seguito lei si scalda e io mi brucio il cervello. A Nag questo non interessa, lui procura i lavori e io li faccio.

Mi carico questo Oloporn in testa mentre faccio colazione, uno schizzo di dixatropina e un bicchiere di acqua e zucchero, già visto. Anche se sono abituato, infilarsi questo jack nell'occhio è come leccare una pila da nove volt, carichiamo questo dannato Crinecavallo, ok si va.

Uffici, scantinati, garage, cantine, una lavanderia. Mattina, a mille chilometri da qui su un’isola, una casa bassa e bianca, odore forte di anice. Gea la raccoglie i limoni, grossi così non ne ho mai visti. Sono il marrone del cacao di brace elettronica nel suo occhio, sono il suo sguardo sul mare vivace. Ora vede un puntino sull’acqua, lei non riesce a distinguere, ma il segnale eyebridge si, devo stare attento ai feedback, se fosse troppo lontano perderò il segnale. Un filo di violino si allunga sul mare, ecco il naufragio del mondo, un altro peschereccio arrugginito pieno di fuggiaschi, reietti delle democrazie globali e perfette. Annuso la puzza di orina, di sudore, di caldo e di sale. La morte beccheggia sul mare, qualcuno per terra è già suo, il pistone che batte, il metallo che grida, la sete. L’occhio verde di una donna zingara, è bellissima, ha guardato in direzione del segnale, una medium, lo fanno sempre, li odio. Ora so chi perseguiterà i miei incubi nei prossimi mesi. Ecco la cabina, il capitano, il mio occhio è il suo, crinecavallo dentro di lui. Anima nera come la pece, è brutto, ha l’aria cattiva, molte bottiglie d’acqua vicino. Ha un GPS monoculare, un’anticaglia usa un vecchio programma, è connesso per vedere le posizioni delle barche della guardia costiera, per questo ho potuto raggiungerlo. è il mio ponte, è lui il mio eyebridge. Non me ne vado senza bruciargli l’occhio a questo bastardo. Avviso la guardia costiera, qualcuno è già morto di sete.

Altri migliaia di chilometri e sono di nuovo io, la fratellanza debole dei giovani delle metropoli. Ancora morte, secca, passa da una mano all’altra, bocche, nasi sfiniti, ancora mani, passaggi dolcissimi e velenosi. sono il bianco dentro i polmoni, sono il sereno. Sono l’occhio nero di schermo antiradiazioni della biolente di una giovane nella sala giochi. Eyephone, davanti allo schermo-telefono. Di nuovo un filo, un altro ponte. Dall’altra parte c’è lui, si amano, e io adesso sono tutti i respiri che stanno risparmiando per poter fare sesso stasera, l’aria si paga, l’acqua si paga, lo spazio fisico si paga e non ti puoi sedere. Lui risparmia aria e lei anche, potranno ansimare, potranno amarsi. Debolezza, stanchezza, anoressia, lei ha voglia di piangere, anch’io. Un po' di soldi sul conto di questi angeli, un po' d'aria per tutti.

Qualcosa mi morde, vuole password, IP, e dati personali, un dogo, mi sono distratto, filo. Centinaia d’anni e sono l’occhio azzurro della donna di fianco al capo indiano più valoroso. Entro e scarico i dati, Toro seduto sorride e dice al Dogo dietro di me, te l’avevo detto “hai distrutto tutto ora cosa ti mangi?” il cane scappa.


Sono la sera, il risveglio, il pulsante del divertimento, il programma di intrattenimento multimediale del venerdì. Sono il globo laser e la luce del karaoke in una bettola-hotel fuori Tokio. Sono l’occhio nerissimo e giallo di oppio della vecchia che gestisce questa pensione, è connessa con il multimedia karaoke, sta scaricando i pezzi musicali per i suoi clienti dalla rete...ah piccola pirata!
Posso entrare? La porta era aperta nonnina, sei il mio ultimo eyebridge. Il signor Sunachi è già qui, sta cantando, prenotazioni, camera, terminale. Bevi un po' di sake, signor Sunachi, ti aspetto di sopra. Tra poco sarò il sogno che passa nei tuoi contatti neurali, sarò il filo che si attacca a te dal tuo portatile, prima che tu ti sia addormentato. Anche oggi piccolo occhio sul mondo, la rete di corde di crinecavallo che ho lasciato dietro di me, ho sentito la sinfonia storta di tutte le cose morenti che ho incontrato, ma per te sarò solo piacere, il tuo sogno lucido di stasera. Sarò l’occhio di una ballerina aggraziata che tu farai godere. Accendi l’impianto e lei comincia a volteggiarti davanti, intermittenza olografica, di sotto cantano, il karaoke assorbe troppa energia. il tuo terminale è più vecchio e stanco di te. Sdraiati nel letto signor Sunachi, collega il tuo filo all’occhio, piccolo brivido e solletico corticale. Eccoti nel mio filo di Crinecavallo, ti vedo. È tempo di sogni elettronci. Tutto rallenta e tu sei qui e ora, davanti a me, sdraiato e sudato sotto questo piumone, ti vedo attaverso il mio filo. La piccola ballerina olografica comincia il suo ballo sulla tua pancia, finisce, si inchina, ti guarda col suo piccolo occhio elettronico e fucsia. Ora ti chiede « adesso vorresti far sesso con me?».

Il mio occhio, il suo, il tuo. Divertitevi, buonanotte.

astensionismo attivo


Non ho mai creduto nel voto a tutti i costi. Penso che, come qualcuno ha già detto "poche persone bene organizzate ne fregano molte che votano democraticamente", dico questo perché so.

So che se il governo americano non avesse fatto finta di liberarci alla fine della seconda guerra mondiale, non avremo dovuto garantirgli che il paese non sarebbe mai diventato un paese con delle votazioni regolari e democratiche.

Che saremmo stati una loro colonia per l'eternità, e che in Italia loro avrebbero potuto piazzare basi militari dovunque. Basi dove magari giocare a fare i top gun, tagliare fili delle funivie, ammazzare gente e poi tornare a casa loro come se niente fosse.

So che vivo in un paese dove alcuni dei parlamentari sono corrotti e ladri, e questi insegnano alla gente ad essere corrotta e ladra. Andare a votare quindi è per tutti un esercizio tipo "andiamo a votare che se no il voto ce lo rubano".

So che se invece di eleggere 630 uomini che votano una miriade di leggi, gli italiani pretendessero che la sola proprietà e la produzione della loro carta moneta (come del resto sancisce la costituzione) fosse del paese e non in mano a privati che continuano a indebitarci. La parte più grossa dei problemi scomparirebbe all'istante. Provate a cercare signoraggio su YOUTUBE, documentatevi in rete, e capirete quanto tutto il resto sia un balletto demagogico.

So che la mia fede nelle ideologie verrà uccisa solo se io voterò per coloro che le rappresentano male.

So che le idee sono utopistiche per natura, in un paese dove stanno tutti troppo davanti alla televisione.

So che la democrazia ormai è una parola inflazionata e generica, è morta ed è meglio così. Morte anche la maggior parte delle ideologie che finiscono in -ismo.
È ora che i giovani se ne inventino di nuove. Smettendo anche di ispirarsi a quelle vecchie, perchè questo permette ai politici di continuare a inquadrarli nei loro partiti. Non accettate di indossare divise piene di simboli vecchi e logori.

So che certe cose brutte non cambiano. Se due furbi mi chiedono di votare io non voto. Non ho bisogno di assaggiare la cacca tutte le mattine per vedere se è diventata crema di cioccolato. Chi gioca a un gioco dove tutti accettano di barare, solo per amore del gioco, spesso è un idealista nostalgico, ma alla lunga diventerà un baro. O più probabilmente perderà per tutta la vita. Qua bisogna cambiare gioco e croupiers.


So che non è sempre stato così,
So che non sarà sempre così,
So che oggi ci sono posti dove non è così.
So che chi è indottrinato a pensar male da telegiornali troppo pieni di cronaca, vedrà il peggio anche quando le cose andranno meglio.


Detto questo, per chi crede ancora nell'esercizio democratico del voto (inteso anche come il rifiuto di votare) vi giro una mail che mi è arrivata.
Buona lettura


l'astensionismo attivo ovvero il rifiuto della scheda.


Come ben sapete l'astensionismo passivo non fa percentuale di media votanti e riguardo alle elezioni legislative il nostro sistema di attribuzione non prevede nessun quorum di partecipazione. A differenza dei referendum dove è richiesto un quorum del 50%+1 degli elettori. Quindi se anche per assurdo nella consultazione elettorale votassero tre persone, ciò che uscirebbe dalle urne sarebbe considerata valida espressione della volontà popolare e si procederebbe quindi all'attribuzione dei seggi in base allo scrutinio di tre schede. Altresì le schede bianche e nulle, fanno si percentuale votanti, ma vengono ripartite, dopo la verifica in sede di collegio di garanzia che ne attesti le caratteristiche di bianche o nulle, in un unico cumulo da ripartire nel cosiddetto premio di maggioranza...(per assurdo sempre votando bianca o nulla se alle prossime elezioni vincesse Berlusconi le suddette schede andrebbero attribuite nel premio del suo partito). Esiste però un metodo astensivo, che garantisce di essere percentuale votante (quindi non delegante) ma consente di non far attribuire il proprio non-voto al partito di maggioranza. È infatti facoltà dell'elettore di recarsi al seggio e una volta fatto vidimare il certificato elettorale, AVVALERSI DEL DIRITTO DI RIFUTARE LA SCHEDA, assicurandosi di far mettere a verbale tale opzione. È possibile inoltre ALLEGARE IN CALCE AL VERBALE, UNA BREVE DICHIARAZIONE IN CUI SE VUOLE, L'ELETTORE HA IL DIRITTO DI ESPRIMERE LE MOTIVAZIONI DEL SUO RIFIUTO (es. nessuno degli schieramenti qui riportati mi rappresenta) Tale sistema oltre a rallentare e rendere difficoltose le operazioni di voto e scrutinio (è obbligatorio compilare infatti per ogni scheda rifiutata un apposito verbale) rende inattribuibile il voto, in quanto la legge consente solo l'attribuzione delle schede contenute nell'urna al momento dell'apertura della stessa, creando una discrepanza tra percentuale votanti e voti attribuibili e di conseguenza un problema di difficile, se non impossibile attribuzione (specie se il fenomeno raggiungesse quote notevoli) di seggi. Infatti in linea teorica (non è mai successo) se la quantità di schede rifiutate raggiungesse la quota di voti necessaria per l'attribuzione di un seggio, tale seggio non potrebbe essere attribuito.

In giro ho trovato anche qualche fonte più dettagliata:

Questo il link al "testo unico delle leggi elettorali", ovvero cosa
dispone la legge:

http://www.riforme.net/leggi/testo-unico-leggi-elettorali-Camera.htm


Art. 4
1. Il voto è un dovere civico e un diritto di tutti i cittadini, il
cui libero esercizio deve essere garantito e promosso dalla
Repubblica.

questo non vuol dire che si deve votare chi c'è
ma che bisogna occuparsi della questione voto per esprimere un diritto per cui tanti
si sono battuti in ogni epoca e tempo.
Scorrendo tra articoli e commi si giunge infine al
TITOLO VII
Disposizioni penali
Art. 104

in particolare:
5. Il segretario dell'Ufficio elettorale che rifiuta di inserire nel
processo verbale o di allegarvi proteste o reclami di elettori è
punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa sino a
lire 4.000.000.

e questo tutela l'esercizio del diritto di protesta: non mi sento
rappresentato da chi si è presentato, voglio che venga posto a verbale che io, pur volendo esercitare un mio diritto, non sono stato messo in condizioni di farlo dai candidati proposti.


Nei fatti come dovrei procedere:

1. andare a votare, presentarmi con il documento di riconoscimento e la tessera elettorale e farmi vidimare la scheda
2. esercitare il diritto di rifiutare la scheda (dopo che è stata vidimata), dicendo: "rifiuto la scheda per protesta, e chiedo che questo sia verbalizzato!"
3. Controllare che venga verbalizzato il rifiuto della scheda
4. esercitare il proprio diritto di aggiungere, in calce al verbale, un commento che giustifichi il rifiuto ad esempio (ma ognuno è libero di scegliere il motivo) "nessuno dei politici inseriti nelle liste mi rappresenta")

(d.p.r. 30 marzo 1957, n. 361 - art. 104, già citato)


P.S. Questo si può fare...
e grazie a chi mi ha mandato l'email, perchè io ora lo so.

Sphera (racconto cyberpunk)


Non ci pensa mai nessuno, ma a diventare barbone ci metti due settimane. Prova a non mangiare, a dormire male e a non lavarti per due settimane. Poi mi dici, anzi non dirmelo, lo so.
Mi riprendo nel corridoio di quelle luride mansarde, la sera se suoni e dici “io” qualche stronzo ti apre sempre.
Si ricomincia, un altro tuffo nella melma.
Piano otto, strana pulsantiera. Sale un uomo, due donne e due vecchi. Un chirurgo camice verde e mascherina.

7 luce

6 buio

5 luce

4 buio

3 troppa luce, troppo buio,

2 troppa luce, troppo buio,

1 troppa luce, troppo buio,
T troppa luce. Ho già voglia di accendere Sphera. Controllo il display, è saturo. Come faccio ad avere questi livelli di stress appena sveglio?
Piano terra. Non si apre, NON SI APRE LA PORTA. Passo il bisturi al chirurgo, i presenti si agitano, lui lo guarda con l’aria di chi non sa cosa fare e mi dice «gli strumenti ci sono, ma mi manca l’idea». I presenti si agitano di più.
Esco fuori, piazza castello, il flusso di carnemetallo mi investe, trovo un avanzo di panino in un cestino, interiora di porco. Dall’altra parte della piazza, sotto il cavallo una bambina mi guarda, ha un maiale al guinzaglio (che è sempre un porco, ma così non lo ripetiamo). Guardo il mio panino e STOP in quel momento arriva un'eclissi. PLAY Buio-strobo-buio-Buio-strobo-buio io la bambina e il porco balliamo musica psytrance in Piazza Castello.
tunTUMtunTUMtunTUMtunTUMtun.
Momento caldo, caldissimo. Siamo amici, siamo una crew.
Display saturo, ho bisogno di sedermi nella Sphera, non posso farne a meno, il mio cervello a briglie sciolte è una guerra civile. Lei non mi ama, ama un fantasma, io ho amato lei ma ora lei è quasi un fantasma. Qua fuori altri fantasmi cercano fantasmi. Non ho voglia di scomparire, non ancora.

13.30, panchina, piazza solferino. Io, porco e bambina, meglio di un aiku.

Ok accendo Sphera, Chaise longue, schermo mentale, relax, mezz'ora. Il display è vuoto, livelli di stress a zero. Perfetto, pulito.

Pomeriggio, gelato, il gianduja di Fiorio è un capolavoro. Noi tre fermi in mezzo alla strada, io lecco, una vecchia con la merda calda del suo cane in mano mi guarda, lussuria. La bambina mi strattona, la vecchia ammicca, STOP-PLAY il maiale emette un -hiiiiiiiiieu-. STOP-PLAY la vecchia lecca, passo il gelato alla bambina, vado verso la vecchia STOP-PLAY la bacio con la lingua. Momento caldo, caldissimo.

Un angelo ha il mio pegno d'amore chiuso dentro un cassetto, lo rivoglio. Continuiamo a camminare, cerchiamo un posto dove sdraiarci a mettere in scena la nostra pezzenza.

La bambina mi abbraccia, il porco si appoggia, perché questi due mi seguono? Gli amici sono come le emorroidi, te li togli, ma poi ritornano quasi sempre. Dovunque vado ho sonno, dovunque vado non c’entro niente. Sotto i portici ad alta voce, «se fossi bionda mi lamenterei di meno», guardo la bimba e le dico «non dirlo mai a una bionda», la bimba sorride. Il porco annusa la MCaria. Il chirurgo mi saluta dalla finestra della casa da cui sono uscito stamattina e si picchietta la tempia. Cazzo, ho perso un altro tram, beh mi butterò sotto al prossimo.

Seduto per terra via Po davanti alla mia ciotola, appoggio la punta del pisello sulla maglietta. Guardo le macchiette semicircolari che si formano e rido. La bimba ha finito di mangiarsi il mio gelato, il porco guarda nel vuoto, è assente. Minchia Ronald Reagan, la faccia di Ronald Reagan, questa macchietta di piscio è uguale a...STINKH, AIA. La vecchia di prima mi tira una moneta in testa mentre passa, STOP. Io la bambina e il porco con le bocche aperte, sguardi allibiti. PLAY. Il cane della vecchia, un rottweiler nero, mi guarda mentre apre la bocca e dice «viva le contrade medievali indipendenti» con voce gracchiante.

Passano altre coscienze da lavare ci buttano qualche monetina, pezzenti. Ho Fame, pochi soldi, MCfame, cedo, entro. Com’è precoce la bruttezza nel mostrarsi. I giardini della mediocrità, seggiolini, sgabellini, facce gonfie, questa sembra un orso. La chimica uniforma le generazioni, stesso piatto, stesso cibo, stessa bevanda, tutti fratelli di zucchero. Tutto questo ben di dio arriva da una adolescente grassa e zoccoletta che ricopre il mondo di glassa e in cambio vuole morti, America. Zuccheri, colesterolo e nicotina. Oggi i drogati sono giovani e si controllano, la droga è pulita e i giardinetti pure, perfetto stato mentale, perfetto stato sociale.
KRAST che buono sto cheesesborrer. Non potrei mai fare del male a nessuno dopo averlo mangiato. Però i sistemi perfetti non esistono, quando saremo tutti grassi entrerà in gioco la nostra sicurezza, tra un po' cominceranno a venderci armi da passeggio e così finirà male.
Controllo il display, è di nuovo saturo. L’educazione è una MCmoda e allora sparecchiamo. Son qui col mio ultimo boccone di cheesesborrer, una volta che conosci il diavolo non c’è più niente da fare, che gusto l’inferno, è caldo, caldissimo. Ingoio e faccio una faccia da feccia depravata, una mamma mi nota pensa che io stia guardando suo figlio Koda. Preme il MCpulsante antiprete sotto il tavolo. Arrivano due MCsbirri, sono rosa e gialli e mi picchiano un po', ma da effeminati. Io ghigno, poi faccio apprezzamenti sarcastici sui loro modi rudi, loro scoppiano a ridere, smettono di darmele. Diventiamo amici, si siedono e chiacchieriamo, mi dicono che per oggi mi lasceranno in pace, ma mi diffidano dal vestirmi uguale se torno. Mi buttano anche fuori a calcetti. (virgole e punti come spezie). Esco fuori, cazzo, siete ancora qui? Il porco indossa una bandana ambientalista di Greenpeace, la bambina ha uno sguardo severo, addita l'insegna dell'inferno zuccheroso. Vuoi vedere che un porco e una bambina muta sono la mia coscienza?
Mavvaffa, già, sono pure in due. Sudo zucchero liquido, puzzo e sono appiccicoso. Il chirurgo è ancora lì alla finestra, ora ha due teste unite da un’unica barba, un sorriso appena dipinto sul volto e sussurra «Benvenuto nel club».

I miei ricordi stanno dentro un mostro bianco brutto e gigantesco, pieno di venuzze rosse e viola. Mi segue da molto tempo. Moliccio, lento, con gli occhi cattivi, se mi prende non mi lascerà più. Mi soffocherà tra le pieghe grasse e flaccide del suo corpo. Lo sento, i suoi umori sudati scivolano e rotolano inesorabili dietro di me. Veleno.
Controllo, il display, è saturo. Sphera, no resisto. Entro nel verme di ferro che sferraglia cigolando da Big mother a centro città, guardo i palazzi che scorrono e cadono. Non frequento nessuno perché esagero, parlo poco, oppure esagero, parlo troppo. Ho una certezza, Sphera, il mio spazio personale. Ormai i dieci milioni di centimetri di marciapiede che si susseguono dal finestrino del 13 non mi toccano più. Anche io ho il mio schermo, Il flusso catodico che recinta i cervelli. Come il filo a basso voltaggio che contiene le mucche e ci fa sentire tutti uguali. Sono tutti li per strada, a muoversi indaffarati ma in realtà non vanno da nessuna parte. Sbattono e deviano compiendo percorsi uguali tutti i giorni della loro vita. Comprati qualcosa TZZ è venerdì devi divertirti TZZZ è domenica devi riposarti TZZZZ se non usi il voto, poi lo usa qualcun altro TZZZZZ, se non hai tecnologia non sei ricco TZZZZZZZZ e il cervello frigge. Il semaforo dura pochissimo ti conviene non ragionare per massimi sistemi, corri. Disagio e inadeguatezza a livelli massimi, costanti. Bisogna consumare, consumare, consumare fino a venerdì per poi consumarsi. Gli oragsmi al secondo posto, le sigarette al primo.

Passeggio lungo il fiume di metallo liquido, Po grigio, emblema di noia che trascina lo sporco che deleghiamo agli altri fino al mare. Ma quando andiamo al mare gli altri siamo noi e diciamo "ma il mare della Liguria fa proprio schifo". In fondo andare a fare il bagno nella propria merda ogni tanto è consolante, caldo, caldissimo. Un materassino, il fiume accarezza la schiena di un vecchio con gli occhi di mercurio che galleggia su una macchia di tungsteno e petrolio. Se fossi su un elicottero potrei vedere la forma della macchia. Galleggiare, quella si che è una consolazione. L’idea che qualcosa ti sorregga gratis. Spunta un periscopio dall’acqua, poi un sommergibile, no solo un pezzo. Il tronco centrale dell’Andrea Provana. Sulla balaustra c’è quella bambina, fradicia, con un vestito larghissimo da commodoro. Il suo labiale dice "vai al porto", poi mi fa il saluto militare. Dal boccaporto spunta la testa del porco, giurerei che stia ridendo, bastardo. Si reimmergono, che giornata da incubo, ho bisogno di Sphera.

Arrivo in mezzo a Piazza Vittorio, qualcosa sbrincia e spruzza, scivolo, cado, ho pestato il mio cuore. Rimango seduto e lo guardo, sembra una frittella viscida e rossa. Si avvicinano persone con parrucche settecentesche, cerone bianco e nei. Hanno tutti una mano sulla bocca, mi guardano preoccupati mentre contemplo silenzioso il mio cuore. Uno mi si avvicina e dice «è successo perché porti sempre gli occhiali da sole». Io sorrido ai massoni, la mano si muove automatica verso la mia bastarda. Sono felice, i prossimi dieci minuti me li godrò davvero. STOP scempio e macello in mezzo alla pioggia vera che comincia a cadere a scatti, PLAY spruzzi orizzontali di sangue si confondono come fiori secchi esplosi. Le mie mani si muovono veloci sfuggendo a qualsiasi tipo di attrito. Uccido il vecchio che c'è in questa città, notai, avvocati, antiquari. Alla fine mi siedo su una panchina di pietra davanti al Savona Harbour. Guardo le radici sangue ai miei piedi che si fanno strada deviando nell'acqua verso i tombini. So che il male tornerà, c'è sempre da fare. Il vecchio non muore mai, la pioggia non cessa.

Vado verso lo Zoo vecchio, un altro lato del fiume. Tramonto, mi siedo nell'erba, accendo Sphera. chaise longue, silenzio e pace, spazio vuoto. All’esterno, fulmini e pioggia, dentro di me musica drum nbass. Entra solo quello che voglio, sulla porta del mio eremo elettronico c’è scritto “Non ci sono domande. Non ci sono risposte". Fuori ci sono solo “entità larvali in attesa di uno vivo” si deprimono, svengono, si rideprimono si strusciano, bevono, si addizionano e continuano a stare male. Così qualcuno le salva, ma è solo un’altra larva. Noia, ogni tanto bisognerebbe partire per andare in un posto qualsiasi. Seneca dice che non serve se ti porti dietro te stesso. Ma io sono leggero, lui era pesante, magari mangiava come un...Dove sono finiti quei due?
Controllo Sphera, livelli a posto. Ah eccovi siete ancora qui, basta, voglio il mio delirio di domani.
Il porco ha un medaglione al collo, sopra c’è scritto «stupido citazionista». La bimba sorride maliziosa, mi guarda e indica una ragazza che passeggia, ha i capelli rossi, è stupenda. Forse questi due vogliono dirmi che penso troppo, hanno ragione, dovrei andare a conoscerla. Ma temo di spaventarla, temo che sarebbe solo come entrare momentaneamente nella Sphera di qualcun altro. Il porco mi spinge col muso, stampino di moccio, questa volta la macchia sembra un papa. Anche la bimba mi spinge, va bene, va bene vado. Caffè, chiacchieriamo, lei parla sempre di meno, ascolta e si avvicina, mi tocca gudy gudy, sono cotto. Il porco e la bimba avevano ragione mi fa bene, lei è stupenda, vado a casa sua. Non ha monitor, sembra sana, un ciliegio sotto il quale stare, pensare a cose belle, non mi sento più uno straniero, non ci sono stranieri sotto gli alberi di ciliegio. Per un po’ poso la spada, mi riposo, contemplo. Al mattino, sul davanzale della casa del mio nuovo angelo, riesco a sentire il rumore colorato delle piante che crescono col primo sole di primavera. Mi sembra quasi di non vedere più i pixel.
C’è una tempesta di spleen alla fine di tutto questo, lo so. Il mio mostro bianco, brutto e gigantesco tornerà a cercarmi. C’è lunedì/venerdì, giorno/notte, lavoro/pausa/lavoro, ci sono le vacanze e i natali di un cristo che non è il mio. C’è metallo e cemento dappertutto fuori di qui. Tutto accade più velocemente di quanto mai riuscirò a comprendere. La città arde e brucia di informazioni inutili. Piccole celle blu, rosse e verdi formano un recinto gradevole con un numero di punti sempre in crescita, nessuno lo vede è dappertutto e le zone franche sono poche. Ma questa non è che una ragione di più per trovarsi qui, per godere del momento che sto vivendo. Qui, con la testa appoggiata sulle ginocchia di un ciliegio rosso, è questa la vera vacanza da tutto, l’amore.
Vuoi avere tutto questo anche tu?
Perché non non ti compri una FIAT?

Batteria in esaurimento

Batteria in esaurimento

Batteria in esaurimento


Sonaky mette da oggi in commercio la consolle Sphera, con il suo nuovissimo software antistress. La consolle portatile Sphera, genera all’occorrenza un comodo inner-space virtuale ovunque vi troviate. Uno spazio a campo sferico di nuova generazione. Sedetevi rilassati nel vostra semisfera personalizzata, fuori dal caos esterno, sulla vostra nuova chaise longue. Facile da usare in città, Sphera vi farà dimenticare tutte le ansie della vita quotidiana. Durante il giorno tenete acceso il display per controllare i vostri livelli di stress, usate Sphera ogni volta che questi salgono.

Sonaky, nuova mente, nuovamente.


AVVISO: Il contratto standard prevede delle brevi interruzioni pubblicitarie dello Schermo Mentale. Per un buon uso del prodotto leggere attentamente le istruzioni. L’utilizzo prolungato può provocare effetti indesiderati quali: Paranoia, schizofrenia, delirio allucinatorio e cecità.







Spacecuts (racconto cyberpunk)


Mentre qualcosa di me giace ostinato nel letto a continuare i miei sogni terribili, lunedì mattina, svegliavn.
Musica nelle orecchie, colazione.
Ciao allo straccio in cucina, prendo il bicchiere dal lavandino, ciao bicch...
Latte duro sul fondo, merda, lavare. Aqua, spugna e puzza di rutto. Il mio dito pigia sul bianco raggrumato. Whighi Whighi whigh...scaz...Whighi Whighi whigh...scaz...
Christ-one penso e di quando è?
Latte con due biscotti, tre di notte, ignorato sulla scrivania per giorni. Macchietta sul fondo sei mia, tengo duro, stringo meglio il bicchiere e ci do giù con più forza per cancellare la faccetta di Heidi fatta di proteine e grasso raggrumati.
Rincoppo di dolcezza, mi distraggo e volo col pensiero all'infanzia, ai giri che facevo in bicicletta d'estate. Perdo il controllo della bici, cado sento uno strappo doloroso, gratto un ginocchio contro l'asfalto. Passo dal sorriso al terrore, lacrime, è questo il vero friller.
Il dolore ora è nella mia mano, cazzo, il bicchiere era rotto. Guardo gli occhi bruni di sangue che cominciano a sbriciare tra l'indice e l'anulare per ricordarmi il ripieno di me. Inizio il solito piccolo e tenero dialogo interiore di quando ti fai male. Scruto la mia mano senza parole e con compassionevole misericordia, come fosse mio figlio. Nel mentre cominico un po' a incazzarmi ma mi trattengo, fingo, aspetto preoccupato e paziente che le cose tornino a posto. Che le cose MIE tornino dentro di ME o costruiscano una barriera funzionale e solida contro lo sporco di fuori. (Come intercalare me la prendo con gli Dei ingiusti e imprecisi).
Ripasso i miei rudimenti di medicina, il sangue diventa rosso più scuro...
I pezzi di carta si inzuppano veloci. Meglio non pensarci troppo, dipingo Rocky col sangue sulla carta assorbente. Alzo, guardo, niente, no, eccoli, gli occhietti rossi mi sorridono ottimisti ma continuano a invitare amici per fare una festa di sangue sulla mia mano. Tra gli occhietti, le signore rughette, mentre affogano mi dicono "abbiamo visto di peggio, stai calmo". Mi sento debole, vertigini.
Guardo il soffitto della cucina, un dottore gigantesco ingobbito da un soffitto troppo presente si piega verso di me col suo testone e mi fà segno di no con le dita. Dalla tasca tira fuori un cucchiaino viola metallizzato lunghissimo e me lo conficca nel cranio aperto. Sento solletico, il dottore ride, estrae del gelato dal mio cranio e comincia mangiare di gioia e sbavettoso. Mi piove crema addosso.
sulla credenza c'è il mezzo cranio che mi mancava, ah è pieno di latte e cornflakes. L'avessi visto prima non combinavo tutto sto teatrino allucinatorio, alla seconda cucchiaiata doc ci va un po' pesante e mi cade un occhio fuori dalla testa, la sfera rotola ma manca un pezzo,
quindi toc, toc toc quindi toc ti toc, toc ti toc, toc, toc ti toc...e via così housami.
D'improvviso il led della mia cuffia wireless si spegne da solo, non c'è più segnale. Lo sapevo, in realtà è casa mia che sorge sopra un cimitero di indiani protetto dagli spiriti. In mezzo a KOMA+BONES OZ JAN08 irrompe fragoroso il segnale di disturbo shriuriiiiishhhhhriiiiuuuuuuuuriiiiiiishhhhhh
poltergeist! re-friller!
Sono ancora li che inzuppo pezzi di carta assorbente, con sangue e pioggia di crema, e va bene tutto, ma niente musica no.
Facciamo il quadro, no non Rocky:....: rosso, punti, pause, il colore, il rumore, lo strappo, il taglio.
Mentre mi sento svenire le fatine marroni mi guardano con sorrisi sbiaditi e malevoli dalla sedia tutta schizzata di crema gelato al gusto di decoupage...
La stanza si riempie di luce, ecco il momento perfetto, è come cadere e stare fermi allo stesso tempo. Riuscire a scorgere più piani dimensionali, vedere in lontananza le scie di ghiaccio degli aggregati metallici che attraversano il cosmo. Sentire la mollezza reale della gravità che trattiene solo le forme più degradate dell'essenza spirituale. Percepire tutto l'insieme senza il fastidio dei dettagli. Il tutto che gira come questa roccia quasi rotonda su cui vivo, quasi perfetta, come tutte le sfere. Come il mio occhio che intanto continua a rotolare, ed io ancora vedo attraveso lui.
Il pavimento
il soffitto
il pavimento
il soffitto
il pavimento
il cane......SPUTA! CAZZO SPUTAAAA!!!

Driftdrafts

Il samurai diventa pazzo (21 x 29,7 cm) biro su carta



L'arte è il paradiso delle scimmie (101 x 140 cm) stampa su tela pittorica



L'arte è il paradiso delle scimmie particolare 1



L'arte è il paradiso delle scimmie particolare 2



L'arte è il paradiso delle scimmie particolare 3




Tanto tuonò che piovve (29,5 x 41,6 cm) Tratto su carta da pacchi verdina


Tanto tuonò che piovve - particolare



L'arte non deve spiegazioni a nessuno (100 x 117 cm) tratto su carta da pacchi giallina


L'arte non deve spiegazioni a nessuno - particolare



Ti tengo 1 - (dittico, intero 71 x 44,5 cm) tratto su cartone sagomato



Ti tengo 2 - (dittico, intero 71 x 44,5 cm) tratto su cartone sagomato

Ti tengo 1 - (dittico, intero 71 x 44,5 cm) tratto su cartone sagomato

Ti tengo - particolare 1


Ti tengo - particolare 2

Sto quasi per...


Alcuni di noi si comportano come automobili che mentre vanno sgasano, sfrizionano, o frenano a caso. Queste automobili continuano ad andare avanti, ma questo tipo di utilizzo sbagliato dell'energia che hanno a disposizione finsce per danneggiarle irreparabilente nelle loro componenti meccaniche.

Il sistema che noi stessi abbiamo costruito ci fa sentire per tutta la nostra vita come se avessimo "quasi" fatto le cose, ma senza concluderle completamente. Come se le picccole vittorie quotidiane fossero "quasi" nostre, ma in realtà non lo fossero davvero.
Man mano che ci si allontana dalle grandi città la gente fa cose; oggetti fisici e artigianato, oppure coltiva la terra. Produce insomma, i beni all'interno di microsistemi economici dove l'energia è consumata in maniera funzionale, sia dal singolo che dal sistema stesso. Sistemi dove gli squilibri energetici sono minimi.
Dove il lavoro viene organizzato dalle stesse persone che lo svolgono (o in collaborazione con altre che se non altro sanno di che lavoro si tratta). Forse un giorno saremo costretti a ricreare sistemi simili a questi, dove la quasi totalità dei beni prodotti sia fisica e la gente ne possa beneficiare in maniera equa e commisurata alle necessità, dove non esistano figure professionali non direttamente coinvolte nella produzione di questi beni. Le persone che fanno parte di questi microsistemi di cui ho scritto poco sopra non sentono quell'angoscia di vivere "quasi" una vita. Il capitalismo globale oggi sta cercando di distruggere queste piccole realtà indipendenti schiacciandole con delle politiche econimiche castranti e aggressive. I sistemi economici globali, ormai vicini al collasso, per continuare a sopravvivere necessitano di nuovi consumatori ogni giorno. Il problema è che nell'ultimo periodo storico, la popolazione mondiale comincia ad essere stressata e vecchia, quindi non fa più figli. In ogni caso non potrebbe farne abbastanza, non abbastanza almeno, per nutrire la macchina che produce veleno e vuole morte in cambio. Si, perchè quella macchina si nutre di biomassa e da quando la produzione di energia che serve per fabbricare merda ha cominciato a ucciderci, possiamo tranquillamente considerarci parte di quella biomassa. Per chiarire, l'equazione è semplice: se la sovra-produzione di energia, che genera sostanze nocive e serve per fabbricare veleni, uccide la gente. La gente muore, perchè questo sistema possa continuare a funzionare. Smettendo di produrre beni in eccesso (lo smaltimento dei quali, inoltre, produce altro veleno) la gente del pianeta smetterebbe di morire quasi tutta di cancro.
Se pensate che questo non sia vero? allora provate a chiedervi:
Se il cancro uccide tanta gente ogni anno, come mai non viene considerata un' epidemia?


Il marketing, il lavoro e la matematica.


Il marketing è una perversione della democrazia, come il pionierismo economico, il libero mercato, la pena di morte e il porto d'armi. Alla base di tutto questo schifo c'è la matematica, il giuoco della maya. Quello che gli dei si sono inventati per tenere occupati gli uomini. Dal vecchio sul tram col cruciverba, alla vecchia davanti al telescopio astronomico. Stanno tutti li davanti alle loro piccole incognite e non vedono l'ora di risolverle, poi se ne procurano altre. Il problema di tutti i sistemi è la realtà che cambia, cercando di anticiparla non la si vive. Al limite dell'aberrazione si sostiene che quella cosa sia vera a condizione che quell'altra cosa si verifichi. La necessità inutile di anticipare il futuro è una funzione necessaria al Mostro Marketing Globale che sta implodendo. Le persone non riescono più a sopravvivere perchè sacrificano la loro vita per poter tenere in vita il mostro stesso.
Ecco un esempio di quanto i sistemi si interfacciano male con l'incedere reale delle cose. Qualche genio un po' di tempo fa ha predetto tramite grafici a torta e istogrammi che tra un po' di anni non ci sarebbe più stato lavoro, ma non perchè si lavora e si produce troppo più del necessario.
E neanche perchè non sapendo più dove rubare soldi si sono messi a tassare eccessivamente il lavoro, tento che uasi nessuno in Italia può più permettersi di avere dipendenti. Invece il genio ha dedotto che il lavoro manca perchè una curva matematica lo dimostrava. Tramite altri studi di marketing, degli altri geni come lui hanno stabilito (date le precedenti condizioni) quale sarebbe stato il prodotto migliore da vendere. Follia, ma ecco comparire le agenzie interinali e quelle di formazione delle risorse umane, con siti pieni di voci come:

• Corsi individuali e di gruppo sulle tematiche della ricerca del lavoro (comunicazione, aspetti relazionali, contrattualistica, sistema azienda, tecniche e strumenti per la riceca del lavoro)

• Corsi individuali e di gruppo per il rinforzo delle competenze trasversali

• Corsi personalizzati sulle specifiche esigenze aziendali

• Corsi sulle politiche di Conciliazione e sulle Pari Opportunità

Così le regioni, gli enti e la comunità europea e singoli cittadini pagano perché qualcuno gli insegni come si fa a valorizzarsi, posizionarsi, o li metta in contatto col lavoro, gli faccia capire quale lavoro fare e come cercarlo oltre che come presentarsi.
Come creare lavoro se non ce n'è?
Cerchiamo di diventare schiavi migliori e più funzionali prostituiamoci sul web.
Ma va tutto bene
...Berlino non è distrutta, Berlino è bellissima!
Recentemente sono capitato su un metamotore di ricerca del lavoro. Un motore che opera delle ricerche su altri motori, quindi vi fornisce link ad agenzie interinali. Il risultato è lo sfruttamento della persona ma il percorso è elettronico, elegante e ben mascherato da occasione reale.

In un paese che si presenta come una repubblica fondata sul lavoro per gente che organizza business del genere ci andrebbe la galera a vita.

Il cervello e la memoria.

La memoria costa, la memoria si paga. Quanta più ne possono contenere gli oggetti tecnologici, tanto più valgono. Delegare la memoria ad alcuni oggetti e il calcolo ad altri serve a costruire un nuovo strato sociale di demenza consumistica. I nomi, i numeri di telefono, gli appuntamenti, le date, le feste e le ricorrenze. E' tutto dentro l'oggetto mnemonico.
L'intelligenza sposta il suo asse, oggi è intelligente chi dialoga bene con gli oggetti tecnologici, chi li interpreta meglio, chi sa leggerci dentro (intus + legere, intelletto). Però qualcosa non va, già in età relativamente giovane cominciamo a scrivere peggio, non sappiamo più fare calcoli e la memoria fa cilecca.
L'oggetto mnemonico si è spostato fuori dal cervello ed oggi è uscito anche dal computer.
Le semidivinità ingegneristiche pensavano che il popolo fosse interessato ad interpretare ed accudire i computer, fosse cioè contento di diventare come loro. La verità è che la maggior parte dei vecchi che sovra affolla il mondo si confonde davanti a un robot multifunzione da cucina. La produzione industriale però deve rimanere il più possibile invariata, riconfigurare completamente gli impianti di produzione sarebbe un costo. Il prodotto tecnologico usa e getta è il futuro, ma bisogna che sia stupido, stupido nella sua funzione e pensato per gli stupidi. Così piuttosto che erudire tecnologicamente i vecchi, conviene cominciare a rincoglionire i giovani. Si sta cioè cercando di preparare la prossima generazione di vecchi rincoglioniti. Questa è quindi la ragione per cui è necessario un oggetto tecnologico dedicato per ogni funzione. Più oggetti, più soldi spesi, più consumo e via così fino al collasso energetico. Il capitalismo globale farà al pianeta quello che nessuna guerra o dittatura è mai riuscita a fare.

A volte anche un amico che ci parla passa per una persona noiosa. Siamo talmente abituati a subire informazioni inutili che chi ci parla per ragionare con noi ci sembra un venditore di se stesso. Ci annoia, chi vuole costringerci al dialogo. La televisione la spengo quando voglio, la gente no. Dal dialogo, dal confronto, potremmo capire noi stessi e uscirne delusi. O scoprire di aver torto e sentirci perdenti. Per chi la sente come una sconfitta, quella del dialogo è quasi sempre una sconfitta pubblica (quantomeno bisogna essere in due). Cominciamo a preferire muoverci online, in campi dove la sconfitta è un po' più anonima, solo lì troviamo i nostri simili. Piccoli, medi e grandi tecnici che si sfruttano l'un l'altro, si fingono interessati. Carpiscono informazioni, per poter amministrare meglio la macchina custode della loro memoria e dei loro dati, che giacciono inerti.
Timing, appuntamenti, scadenze, dormire qualche ora per ricaricarsi. Il cervello della gente comincia ad assomigliare a quello degli oggetti tecnologici.
Ma tra gli uomini, le differenze e l'identità sono date dal fatto che ogni cervello amministra i propri ricordi secondo delle singolarità casuali e personalissime. Grazie a questo le domande che scaturiscono da ogni singolo cervello vengono interpretate in maniera unica e generano dialogo. Confronti inaspettati tra gli individui. "Il caos è grande, è il caos che ha distrutto i dinosauri." Sbattendo gli uni contro gli altri e discutendo, anche con animo, ci si forma, si cambia e si diventa migliori (o peggiori). Comunque si procede.
I cervelli elettronici immagazzinano e amministrano tutto allo stesso modo, ma la cosa peggiore è che dialogano tutti allo stesso modo. Così che l'errore fatto da uno diventa inevitabilmente l'errore che faranno tutti.
Recentemente i cervelli elettronici hanno cominciato ad ammalarsi tutti allo stesso modo e la loro malattia è un business. Non si capisce più se l'infezione sia curabile o se la cura sia il metodo migliore per stabilire quale sia la prossima infezione da studiare per poter immettere poi la cura succesiva sul mercato.
Questo modo di gestire il business delle malattie vi ricorda qualcosa? a me si.

Luther Blissett e lo sciopero dei camionisti



E' oggi possibile realizzare l'unità essenziale tra sogno e azione, ai fini di una liberazione totale; per fare questo occorre sbarazzarsi una volta per tutte del concetto di In-dividuo (nozione profondamente reazionaria, antropocentrica e strettamente connessa al concetto di copyright) in nome del Condividuo, vale a dire di una singolarità multipla il cui profilo comporta nuove idee di "responsabilità" e di "volontà", e non ha nulla da offrire a giuristi e magistrati. Ogni singolo corpo-mente (ogni -dividuo) è attraversato da vorticosi flussi di comunicazione che, travalicando i confini del corpo individuale, creano un'elastica comunanza tra le singolarità, la con-dividualità. Il No-Copyright, il plagiarismo, i multiple name, tutte le pratiche di networking controculturale...
Si tratta di tappe importanti nel cammino della specie umana, verso la con-dividualità.
Avevate il paese in ginocchio e gli avete chiesto di abbassare il prezzo della benza...VERGOGNA!

Luther Blissett

Rapporto finale sviluppo quadrante sette (racconto cyberpunk)


Abbiamo fallito, i due generi si sono organizzati a dei livelli di complessità genetica e tecnologica troppo alti, l'errore è stato forse negli stimoli offerti dall'habitat, erano eccessivamente flessibili.La selezione dei generi in due ha richiesto i tredici lotac di tempo che sono passati. Lo studio delle variabili per ogni razza genera errori inevitabili, che rimangono comunque responsabilità dei creatori. Pensavamo di poter contenere detti errori con gli eventi ambientali calibranti. All'inizio dell'esperimento, intorno al quarto lotac, il primo di questi errori per essere corretto necessitò di un evento cosmico esterno, una meteora che provocò la totale estinzione della razza di rettili dominante. Già sapevamo che la divisione in livelli-razza speciali crea antagonismo, con la telegenetica siamo riusciti a tenere tutto sotto controllo, fino a poco tempo fa. Le cose attualmente sono cambiate, essi interferiscono in diversi settori, hanno già cominciato a studiare quello che loro stessi definiscono ingegneria genetica, producono razze di animali, selezionano incroci di canidi e altre forme organiche e vegetali già da tempo.

Essi sono autocoscienti come prevedevamo, i sacri funghi sono serviti a questo. Le varianti di questi che si sono prodotte sono assolutamente inutili ma vengono mangiate comunque. Gli esseri umani sembrano aver sviluppato un'attrazione maniacale per i generi rari in natura, nei loro ambienti sociali, il possesso di questi generi colloca gli individui in posizioni gerachiche più alte. Lo sviluppo di poteri mentali è al suo primissimo stadio, ed ha generato un'instabilità psichica congenita in tutti gli individui. Nei casi più comuni gli individui sono affetti da scissione in due della personalità, ma ce ne sono di molto più gravi e complessi. Ho potuto verificare anche che alcuni di questi si trovano in posizioni chiave e ruoli di potere rispetto ai loro simili.
I livelli di predominanza sono troppo alti, gli esseri umani presi dal desisderio di dominio e potere, si stanno comportando come un virus che divora il loro stesso pianeta.

Il controllo del sapere è fuori dai parametri previsti, la ricerca scientifica finalizzata al benessere è completamente ferma, al contrario di quella finalizzata alla produzione di armi. Queste ultime sono utilizzate nelle guerre che si scatenano per acquisire il controllo del liquame che manda avanti i macchinari che gli esseri umani utilizzano per la sovraproduzione di qualsiasi genere. Un unico paese ha imposto una dittatura economica mondiale sull'utilizzo dell'energia, costringendo tutti gli altri ad acquistare energia utilizzando come moneta di scambio quella del paese suddetto. Il combustibile che produce l'energia, ironicamente sta per esaurirsi. Le sostanze generate dalla combustione di questo liquame (credo che loro lo chiamino petrolio) hanno distrutto l'ecosistema del pianeta. Tra meno di un lotac la paralisi sarà totale.


Gli esseri umani sono incredibilmente aggressivi, non accettano di terminare la loro esistenza, stanno cercando di clonare se stessi, inoltre stanno studiando come conservarsi in stasi. Utilizzano lo spazio intorno al loro pianeta per realizzare ponti satellitali, grazie ai quali alcuni gruppi cercano il controllo del flusso informativo per dominare gli uni sugli altri. Si può dire che attualmente tutto il pianeta è controllato da dieci grossi gruppi:

AOL/TIME WARNER

AT&T CORP

VIACOM, INC

WALT DISNEY

VIVENDI UNIVERSAL

GENERAL ELECTRIC

NEWS CORP

BERTELSMANN

SONY

LBERTY MEDIA CORP

Le forme umanoidi sono al trentesimo lotac di sviluppo. Potremmo forse continuare l'esperimento ancora per poco, per avviare un programma di Resistenza Forme Organiche. Loro stessi ci hanno indicato la via, normalmente torturano animali per la sperimentazione medica finalizzata alla produzione di varie sostanze. Alcune di queste servono a rendere il loro aspetto esteriore più gradevole a loro stessi, secondo degli standard che vengono imposti e cambiano continuamente per poter mantenere alta la produzione di questi prodotti e altri. gli umani definiscono tali sostanze "cosmetiche".
Fanno anche studi con medicinali sperimentali sui loro stessi simili nel quadrante geografico che loro hanno chiamato Africa. Inoculano virus attraverso il cibo o medicine che distribuiscono alla popolazione più povera. Li fanno ammalare, poi offrono loro vaccini sperimentali per testarne la validità di utilizzo e la commercializzazione per il resto del mondo. Durante le guerre quest'ultimo tipo di operazioni si è spinto alla sperimentazione chirurgica ed ha raggiunto livelli inauditi. Recentemente essi hanno prodotto un virus in laboratorio che crea immunodeficienza lo hanno diffuso ed hanno immesso sul mercato dei medicinali d'appoggio al solo scopo di lucro e controllo demografico delle fasce più indesiderate della popolazione mondiale. Tra le fasce più ricche della popolazione, con la diminuzione della produzione dei medicinali cura (che erano la prima causa scatenante del virus), i casi conclamati di questa malattia sono quasi del tutto scomparsi. Altra patologia grave che ha colpito gli esseri umani è uno sviluppo anomalo cellulare che genera malformazioni, disfunzioni e deterioramenti organici progressivi, tali che da portare la maggior parte degli individui colpiti alla morte. Questa malattia si è sviluppata perlopiù dal consumo smodato dei veleni industriali che essi assumono e respirano senza sosta e in particolare da due sostanze che loro chiamano "tabacco" e "alcol". A quanto mi è dato di sapere entrambe producono una sorta di stordimento che loro trovano piacevole. Questo "cancro" è la prima causa di morte sul pianeta.

La mia intenzione è quindi quella di terminare l'esperimento V.I.T.A. Chiedo conferme a procedere, i goffi tentativi di viaggiare nello spazio presto potrebbero diventare realtà e non voglio che il genere umano arrechi disturbo ai settori adiacenti. Attendo istruzioni.

Creatore ARKOS, ingegnere costruttore di planetoidi,
Fine rapporto.

Il test psicologico del dottor Taser.


Guardando Decameron, la mitica trasmissione del redivivo Daniele Luttazzi, ho sentito questa battuta "avete mai visto un settantenne alto due metri? Beh non ditelo ai giocatori di basket". Bene devo dirvi che sono alto 191 cm e più di qualsiasi altra ragione politica, quello sketch mi ha convinto a dire quello che voglio e quando voglio, d'ora in avanti. Se la gente cominciasse davvero a realizzare che dio è morto e il pianeta sta per seguirlo, capirebbero tutti che si vive una volta sola ed è troppo da vigliacchi non dire stronzo a uno stronzo solo perché ha la cravatta o rischi una querela. Tanto in galera in questo paese per quisquilie del genere non ci va nessuno. Io tuttalpiù potrei cominciare ad avere debiti seri, così la mia commercialista, gli imprenditori (che non sono i precari con la partita IVA) e lo stato inizierebbero a considerare la mia esistenza. Lo stato per pignorarmi i mobili, la commercialista per aumentare la sua "proposta di parcella" e gli altri imprenditori per propormi qualche affare da gestire "sul lato oscuro della forza".


Ecco dunque di seguito il test psicologico comportamentale.
E' un test molto serio, è importante che stiate rilassati e vi prendiate cinque minuti. Rispondete sinceramente ma senza pensarci troppo, non è essenziale dare risposte categoriche ma non argomentate troppo; in quanto questo invaliderebbe il test.

1 Ti capita di entrare in una stanza e non ti ricordi perché ci eri andat@?

2 Certi giorni hai la sensazione di aver dimenticato qualcosa da qualche parte per tutto il giorno?

3 Sei spesso in ritardo e inconsciamente pensi di farlo un po' apposta?

4 Quando scrivi sul computer, hai cominciato a notare che fai degli strani errori di battitura?

5 Ti capita di dimenticarti qualcosa dopo poco che te l'hanno detta?

6 Ti capita di dimenticarti il nome di persone che conosci?

7 Ti senti costantemente svogliato e annoiat@?

8 Molte volte ti svegli e sei sicur@ di aver dormito maluccio?

9 Ti capita spesso di distrarti quando ti parlano?

10 Qualsiasi situazione che si ripete costantemente nel quotidiano ti frustra?

11 Quasi tutte le cose che ti propongono gli altri ti annoiano?

12 Sei convint@ che qualcuno ci si sia avvicinato, ma in fondo non ti capirà mai nessuno?

13 Ti capita mai di vedere un estrane@ per strada che ti sta antipatic@ senza che tu lo conosca?

14 Ti capita fingere di interessarti a cose che non ti interessano per puro interesse?

15 Ti capita di dire qualcosa dopo un "no" perché il no da solo potrebbe sembrare brusco?

Risultati:
Questo test non fornisce nessun risultato attendibile, come qualsiasi altro test.

I leoni

individualismo s. m. [der. di individuale].1. Ogni dottrina etico-politica che affermi l'autonomia, il valore preminente e i diritti dell'individuo umano rispetto alla collettività di cui fa parte. Per estens., nell'uso com., tendenza a far prevalere gli interessi o le esigenze personali contro gli interessi o le esigenze della collettività; o l'atteggiamento di chi, per un alto concetto della propria personalità, tende a considerarsi indipendente dal proprio gruppo sociale. 2. Nell'economia classica, i. economico, concezione fondamentale secondo la quale la società non è che la somma di individui, guidati ciascuno nel loro agire dalla naturale disposizione a realizzare la massima soddisfazione o a sopportare il minimo sforzo, così che basta lasciare libero l'individuo di perseguire il suo tornaconto per assicurare il massimo benessere della collettività.

Un po' di tempo fa in un documentario vidi un leone sbranare un cucciolo. La voce fuori campo spiegava che la leonessa, oltre che dai molti pericoli della savana, deve anche difendere i suoi cuccioli dagli altri maschi. Questo perché i leoni sanno che quando la leonessa non deve più accudire i piccoli torna ad essere disponibile per l'accoppiamento.

I pullman pieni di leoni che si siedono gli uni il più lontano possibile dagli altri. Le strade piene di macchine, ognuna con un solo leone dentro. Alcuni leoni fanno musica da soli con il proprio computer, a casa. Molti leoni dipingono cose che poi tengono nascoste, qualcuno scrive e nessuno legge. Qualche altro leone scrive e non fa leggere niente a nessuno. Quella leonessa non parla ma ha la faccia di chi ha un' opinione ma non te la vuole dire. Quel vecchio leone non ascolta niente di quello che gli si dice, ma sfoggia una bella espressione di superbia che significa "tanto al giorno d'oggi non capite niente nessuno". I cuccioli di leone (ancora vivi) videogiocano da soli e chiamano un amico a casa ma poi non lo fanno giocare, vogliono solo un testimone silente del loro glorioso punteggio. Ogni tanto qualche leone ne sbrana un altro, giusto per ricordarsi che è un leone.
L'individualismo genera mostri che vivono in comunità sovraffollate e soffrono di solitudine.
"Così che basta lasciare libero l'individuo di perseguire il suo tornaconto per assicurare il massimo benessere della collettività."
Qui, tra i leoni.

Stanze vuote


Lo spazio è in esubero, all'inizio si pensava che il sovraffollamento avrebbe costretto tutti in spazi super-ottimizzati e angusti come in "Billennio" quel vecchio racconto di Ballard. Oggi invece, per ragioni economiche i giovani tendono a vivere nelle case formando famiglie d'aria, anche dopo l'università. Chi può biasimarli, è stata l'economia malandata a ridurre gli spazi, non la gente. Le case vuote ci ricordano che lo spazio ci sarebbe per tutti. Ma è un'altra delle risorse che viene a mancare quando la vita costa troppo cara. Il fascino austero di uno spazio da arredare è una delle poche forme di potere delle quali varrebbe la pena godere, il pensiero di entrarci e decidere cosa e dove va messo si traduce subito in un' idea di vita riuscita. Le stanze sono lì, ma la gabbia dove la nostra persona è in affitto tutti i giorni non ci permette un guadagno tale da poterci concedere una casa tutta nostra, allora la dividiamo, ci presentiamo a lavoro in giacca e cravatta e torniamo a casa per metterci in tuta e ritrovarci in mezzo ai piatti da lavare ai segni di sporco e alla puzza di tutti, a volte anche l'amicizia si deteriora in queste situazioni. I giovani italiani, che già godevano di poca autonomia rispetto alle scelte individuali e di responsabilità; oggi hanno un nuovo handicap. Molti di loro forse invecchieranno in salotto, vicino ai loro amici dell'università, guardando l'ennesimo film di Bud Spencer e fumando la solita canna. Invece quelli più "responsabili" andranno a vivere con la fidanzata a quarant'anni...
Ma solo per non pagare due affitti.
Sui mutui a tasso variabile vi risparmio, che se siete già arrivati fin qui, siete degli eroi.
P.S. tanto lo sappiamo chi è che ci impone Bud Spencer.

Voglio lavorare di più.

...per mangiare in tempo quelle quattrocento tonnellate di cibo che i supermercati butteranno entro domani. Per comprarmi le parole da dire nel telefono. Per avere una macchina che sta accesa e ferma in mezzo al traffico, per far girare un po' i soldi di chi ne ha troppi, per comprare le creme, le cremine, gli shampoo, le mousse, il nuovo yogurt da bere e la pappetta di biscotti già masticati nel Tetra Pak. Per poter accendere mutui, chiedere prestiti, pagare le rate, per pagare l'affitto, il garage e il parcheggio. Per bere, per fumare, per andare a fare shopping e sentirmi triste se torno a casa a mani vuote. Per andare in vacanza, per avere internet e leggere una riga si e tre no di un sito a caso, perché se sto a casa mi annoio, per la pensioneahahaha. Per andare a mangiare fuori, per ordinare, per fare carriera, per diventare socio del posto dove lavoro, perché se fai la gavetta poi ti notano e diventi tu il capo. Perché io di una giornata intera non saprei che farmene, perché ho bisogno di regole. Dunque, mi sveglio prestissimo così sto rincoglionito tutto il giorno, bevo mille caffè per tenermi su, poi pastiglie per calmarmi e sonniferi per dormire. Tra la televisione, la sedia dell'ufficio e il letto alla fine mi rimane davvero poco tempo...e chi ce la fa ad andare anche in palestra?

Alcol, questo era il suo problema.


La nuova legge sull'alcol.

Se non puoi più bere in un posto la smetti di berci. Quindi le discoteche non potranno che diventare un posto migliore e di maggiore aggregazione sociale, invece che un abbeveratoio di cretini che bevono fino a sdraiarsi per terra o sotto. Il proprietario che dice "tanto comprano da qualche altra parte" e se la spaccia da antiproibizionista, in realtà è un venditore avido che vuole tutta la torta, vorrebbe essere l'unico spacciatore di sostanze legali del quartiere, concentrando tutti i giovani al buio alzando il riscaldamento al palo e con la musica a volumi indecenti così non parla nessuno e non si perde tempo, SI BEVE!
Qui non si vieta di bere a nessuno è semplicemente una limitazione. Se i giovani italiani cominceranno ad arrivare con i portabagagli pieni di alcolici e stecche di sigarette vuol dire che sono zotici sottosviluppati, quindi è giusto limitarli. Se non altro nel consumo. All'inizio è stata dura ma le discoteche sono diventate posti migliori da quando non si fuma più dentro. Ce le ricordiamo tutti le serate in discoteca, occhi rossi il fumo nervoso degli altri in faccia.
La verità è che i locali italiani sono talmente noiosi che ormai offrono pochissimo intrattenimento se non il bere. Qualcuno ha già sollevato la questione dello scarico di responsabilità sulle discoteche, certo che gli affari peggioreranno, ma dato l'atteggiamento di gran parte dei gestori, essere costretti a vendere di meno non li renderà certo più responsabili. Qualche genio dei suddetti ha già cominciato a far girare video sui maxi schermi recanti la scritta "fotti la legge comprati la bottiglia prima delle due" dimenticandosi di scrivere "ah, guarda che costa ottanta euro"
Un grande passo sarebbe cominciare a valorizzare un po' di più la musica live, i DJ o le svariate altre forme di intrattenimento artistico che potrebbero essere veicolate dal circuito notturno dei locali (molti già lo fanno) invece che il coca e rum (che sa di sciroppo per la tosse).
Fino ad oggi i giovani alcolizzati non sono mai stati un problema finché non si schiantano contro il muro o qualche altra macchina piena di gente che quella sera si divertirà molto meno.
Io penso che con meno alcol le coscienze risvegliate sarebbero di più e la gente (soprattutto i giovani) potrebbero essere meno storditi e avere più coscienza di quello che gli succede intorno. Le cose vanno male in questo paese, quindi, se la strada fosse togliere di mezzo un po' di alcol perché le cose cambino...togliamocene un po' e vediamo se con le energie che ci avanzano faremo qualcosa di buono per il nostro paese, invece che giacere come zombi rincoglioniti davanti alla televisione o in discoteca guardare le cubiste.
Un po' di tempo fa parlavano tutti con orgoglio del fatto che i giovani in Spagna hanno fatto un macello perché il governo voleva limitare gli orari di vendita sugli alcolici. Vorrei ricordare a tutti gli italiani che gli spagnoli sono in grado di protestare anche per altre cose, oltre che per l'alcol.
Qualche sfigato dice che finirà, forse, che berremo tutti fuori per entrare nei locali già sbronzi, ma non durerà molto, come per le sigarette. Per ora aggirare la legge o delinquere invece che protestare è la nostra vergogna nazionale, quello per cui siamo famosi anche all'estero.
Qualche finta manifestazione di protesta e orgoglio alcolico non mancherà. D'altro canto è una prerogativa degli ubriaconi. La gente non beve perché è felice, beve perché gli viene offerto quello e poco altro per divertirsi ma...
"L'ignoranza non è mai un imposizione che viene dal basso, ma sempre dall'alto"
Cin!

Gioventù S-precariata


I vecchi non muoiono più e continuano a fare i manager, i politici, i padroni di case, casini e casinò. Io aspetto, la vera giovinezza è entrare a far parte dei vecchi, aspetto e faccio il precario con la partita IVA, è come un training, una gavetta. Questa non è crisi, questo è il collasso lento del capitalismo globale. Chi ha i mezzi per comprarsi una vita, una casa o una macchina e chi non ce li avrà mai, allora rate. Stanno tutti comprando qualcosa con i soldi che non hanno.
Puoi correre in giro per il mondo e bussare, ma sappi che scoprirai cosa pensano degli italiani sulla tua pelle, ed hanno ragione. Tornerai, perché se non hai una casa in realtà non vai da nessuna parte e l'immigrazione negli anni 50 garantiva benessere (a chi non aveva mai visto una radio) ma oggi se sei un pezzente, andrai solo a fare il pezzente da un'altra parte...SCEGLI UN POSTO CALDO. Oggi la base della autonomia personale è avere una stufa che si muove, ma meglio dentro che fuori, i fumi di scarico portano il cancro, i pullman non ti aspettano e i semafori durano quattro secondi. Allora corri, devi essere una formica autonoma. Eppure questo surrogato di autonomia sembrano bramarlo tutti. Avere soldi, avere un lavoro continuo, dove costi troppo e non produci che il nulla, dici sempre di si e stai quasi tutto il giorno davanti a un monitor. Ma dire che qualcosa non va MAI! La gente che si lamenta inquina il tempo libero di quelli che nel tempo libero devono annoiarsi spendendo i soldi che hanno guadagnato annoiandosi. Chi sta male ci da fastidio perché ha ragione. "lasciami bere il mio drink in pace", adeguarsi a una vecchiaia forzata e precoce, morire di noia e sigarette. Alla fine, dopo anni di inutilità, alcuni ce la fanno a farsi una tana e ci mettono una vita. I topi ce la farebbero pure durante una guerra. Ma nella vita ci si può fare una casa o una vita...io ho scelto la vita. La prossima guerra è adesso e nessuno la sta combattendo, non ci sono armi a parte le scelte e noi siamo capaci di fare solo quelle preconfezionate. Vuoi il pupazzetto di destra o quello di sinistra.
La minoranza etnica che conta meno membri in Italia sono i giovani. Ho questa forza dentro, mi dice che dovrei combattere per qualcosa e che lottare non significa diventare un servo strafottente. Temo il giorno in cui questa energia comincerà a calare. Perché con la rabbia da sola e senza squadra si va in un posto solo, al bar. Questa è una brutta squadra, una squadra inesistente e io non gioco perché anche questo è un diritto.

DOCTA! sulla mia dottoressa della mutua


Arriva scazzata, non mi gurada in faccia, si mangia le unghie ed è nervosa, visibilmente ansiosa e affannata. Mi sbircia come se avesse dei preconcetti, ma non mi conosce. I preconcetti sono la nostra corazza di sputi e cartone, la tempra acida che li forgia e il disprezzo per gli altri, la noia, il logorio, l'insoddisfazione "la sconfitta pari al divenir corrosi che non abbiamo scelto noi ma è dell'epoca in cui viviamo".
Ricapitoliamo, sto molto male, brutta influenza, febbre, mal di testa e tutto il quadro, per la seconda volta da quando vivo chiamo la dottoressa della mutua.
Non mi tocca neanche mi chiede scazzata delle cose e mi ausculta la schiena. La summa: mi guarda la gola da quaranta cm di distanza con una torcia elettrica da campeggio. Mi da un antidolorifico, un antinfiammatorio e un antibiotico. La morte del mio fegato e delle mie difese immunitarie, ma così il suo culo è a posto e qualcosa in mezzo a questi farmaci che va bene ci deve pur essere. Alla fine mi guarda con odio e mi fa una predica dicendomi che non sono abbastanza immobilizzato per non andare in ambulatorio. Di non chiamarla mai più per visite a domicilio per un semplice mal di testa. Se quel martello che lei chiama mal di testa, il male alla nuca, la gola e tutto il mio teatrino di spiriti magligni lasciassero il mio corpo per un attimo le direi che è una stronza e neanche molto brillante come tale, che se il suo lavoro non le piace lo potrebbe cambiare, che anche ai livelli più bassi della cultura umana non si vedono mai i malati trattati male.
Alla fine non le dico niente. Cerco di ricordarmi dell'ultima volta che ho trattato così qualcuno e del motivo per cui dovrei fare ammenda. Lei si alza mi saluta di schiena va da sola alla porta, vorrei dirle qualcosa..non mi viene in mente niente...potevo mandarcela!

P.S. ho sudato un casino per la rabbia, gli spiriti mi hanno lasciato, le tue medicine mettitele dove sai, sono guarito, ho voglia di andare in Spagna.