Il mio regno

Seco porta
i frutti del vero
e appena arrivato
nel paese dei bugiardi,
il profeta errante
viene tosto derubato.
A seguir poi
il ladro manigoldo
dopo essersi ingozzato
raccoglie il defecato
e ancora non contento,
credendosi il più furbo
prova poi a rivenderlo
recandosi al mercato.

La povertà
in questa contrada
è nuda e mezza pazza
danza di fronte ai poveri
che guardano la tazza.
Ciotole e coppe vuote
nel paese dei bugiardi,
vagano ebbri i dottori
tra le vittime impazienti.
Ondeggiano amanti giovani
unte
sui copri vecchi.

Nel buio ci sono pance
e guance
dietro alle lame,
occhi di porci lucidi
e fiato di pecorina.


La vigliaccheria come nebbia
di tutti è governo e regna,
è un folle contagio magico
che i cuori di tutti impregna.


Da qualche parte sarai pur luce!
madre di questo scempio
che ci sorvoli come fenice,
incurante dei nostri mali.

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